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18 giugno 2012

Noodles con verdure e salmone

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Vassoio Gourmet Emile Henry

L'etnico si è impossessato di me!
Adoro il crescione, è una piantina che trovo deliziosa e che fatico a reperire in Italia: non escludo che sia colpa mia, che non cerco nei posti giusti, fatto sta che quando lo prendo è perché me ne sono andata in Svizzera da mamma, e con l'occasione mi faccio sempre un giretto nei negozi in cui so di trovare cose che in Italia non vedo.

crescione

L'ultima volta che ci sono stata ho visto (prima volta per quanto mi riguarda) l'erba cipollina cinese: fino ad ora vista solo in tv, ora la trovo!
Ancora non sapevo che farne, quindi l'ho lasciata al suo posto, ma sapere che se mi dovesse servirmi saprei dove reperirla mi rincuora e conforta :D.
Intanto, cuccatevi i miei noodles all'uovo con verdure miste (che potete ovviamente cambiare a piacere: io a queste aggiungerei anche dei bei peperoni, ma non li avevo in casa) e salmone fresco: un piatto completo e ricco di sapore.

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NOODLES ALL'UOVO CON VERDURE SALTATE, SALMONE E CRESCIONE

Ingredienti per 4 porzioni

500 gr di noodles
4 zucchine (solo la parte verde)
4 carote
4 belle manciate di germogli di soia
300-350 gr di filetto di salmone
4 cucchiaini di semi di sesamo tostati
3 manciate di crescione
olio per wok (se non lo trovate, olio di semi)
4 cucchiai circa di olio di sesamo
salsa di soia (q.b a regolare la sapidità della preparazione)


Preparazione

Scaldare una padella capiente a sufficienza per saltare verdure e noodles.
Versarci un filo d'olio per wok e cuocere il filetto di salmone: tenere da parte, in caldo.
Tagliare a bastoncini zucchine e carote, lavare il crescione e tostare i semi di sesamo in un padellino antiaderente.
Portare a bollore acqua salata e tuffarci i noodles.
Scaldare bene la padella in cui si è cotto il salmone, aggiungere un po' di olio per wok e versarci le zucchine: saltarle brevemente, a fuoco vivace, poi aggiungere le carote e da ultimi i germogli.
Regolare il gusto con l'olio di sesamo e la salsa di soia: aggiungere i noodles ormai cotti e saltare il tutto.
Una volta che i sapori si saranno amalgamati, servire: mettere sulla base del piatto i noodles con le verdure, aggiungere il salmone a fiocchi, mettere il crescione qui e là e terminare spolverizzando i semi di sesamo tostati.

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27 gennaio 2012

Din don dan...dan :)

dan dan noodles 3

[English recipe after the italian one]

Ehm...Vi sarete accorti che ultimamente il blog sta prendendo una piega etnica immagino ...
A casa mia è così, ci sono i periodi in cui non faccio un lievitato nemmeno a pagarmi, altri che sforno pane ogni giorno; periodi in cui non mi scosto dalla lasagna e bistecca con patate ed altri in cui se non c'è almeno un ingrediente di dubbia provenienza non mi siedo neppure a tavola. :D
Nel mezzo capita poi che a voi mostri 2-3 piatti ma intanto ne ho cestinati altrettanti perché non mi sono piaciuti e non meritano davvero le luci della ribalta.
In questo caso, dal giro oltremanica e la tappa in California passo al volo verso Oriente per parlarvi di un piatto che ci è piaciuto un sacco (e sottolineo ci, visto che il mio italianissimo e lasagnifero marito non è grande estimatore della cucina orientale) e che ho scoperto grazie all'adorabile regalo di un'amica.
Il libro da cui è tratta (e modificata a nostro gusto) la ricetta è Jamie's America: devo ammettere che ci sono davvero diverse preparazioni che hanno attirato la mia attenzione, ma questa non so perché mi è subito saltata all'occhio.
E' strano che parli di una ricetta orientaleggiante tratta da un libro dedicato all'America, ma certo sappiamo tutti bene quanto la società e cultura americana sia un vero meltin pot di usi e costumi del mondo intero.
Ve lo stra-consiglio se amate questo genere di preparazioni ed ancora di più se siete alle prime armi nell'affrontare ricette d'ispirazione orientale: non ha ingredienti particolarmente strani o difficili da reperire, potete avvicinarvi a questa cucina senza traumi e togliervi la soddisfazione di prepararvi un cibo "take away" indiscutibilmente sano ma estremamente gustoso.

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DAN DAN NOODLES (modificata dalla ricetta di Jamie Oliver del libro "Jamie's America")

Ingredienti per 4 porzioni

brodo di carne (pollo, manzo o misto)
500 gr di macinato scelto di manzo
2 cucchiaini di miele di acacia
340 gr di noodles all'uovo
4 manciate di verdure verdi a piacere (cavolo, broccoli, spinaci, fagiolini,... nel mio caso circa 400 gr di broccoli già puliti)
2 spicchi d'aglio tritati
3 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiaini di pepe di Szechuan → se non lo avete non strappatevi i capelli, omettete semplicemente
4 cucchiai di olio al peperoncino
2 cipollotti medio-grandi
1 lime (io l'ho omesso del tutto)
olio di semi q.b


Preparazione

Scaldare il brodo e nel frattempo pulire le verdure.
Nel wok ben caldo (od in una padella sufficientemente ampia) rosolare bene la carne trita in un paio di cucchiai di olio di semi, aggiungendo anche il cipollotto e l'aglio. Una volta ben rosolata unire il miele, la salsa di soia, il pepe Szechuan e l'olio al peperoncino. tenere da parte.
Nel brodo ormai caldo tuffare i noodles e le verdure, così che siano cotti allo stesso tempo.
Tenere da parte una tazza del brodo.
Scolare le verdure ed i noodles nella carne, aggiungere il brodo tenuto da parte se si asciugasse troppo.
Servire spolverizzando con altro cipollotto fresco e col lime, da spruzzare sul piatto finito a piacere.

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DAN DAN NOODLES (modified from the Jamie Oliver's book "Jamie's America")


Ingredients

beef or chicken stock
500 gr minced beef
2 tsp honey
340 gr wheat noodles
4 handfuls of mixed green veg (I used cabbage, broccoli, spinach )
2 cloves of garlic, finely chopped
3 tbsp dark soy sauce
2 tsp Szechuan pepper → If you don't have it, just omit
4 tbsp chili oil
2 spring onions finely chopped

cooking oil


Cook the beef to a pan with a bit of oil and keep moving around until it's golden and crunchy: it will take about 10 to 15 minutes.
Add the honey and mix until all the beef is nicely coated.
Take the pan off the heat.
Stir the noodles in the boiling stock and move them a bit so they don't stick together: cook according to the packet instructions.
Cut all the vegetables: when the noodles have 1 minute to go throw them in. Drain everything in a colander saving a mugful of the cooking stock.
Put your noodles, veg and the stock into the hot pan, add the garlic, soy sauce, Szechuan pepper and chili oil and give il all a good mix.
Divide everything between 4 bowls, sprinkle over the beef, finish with a scattering of spring onions and serve.

19 settembre 2011

Amorfico :)

pasta ai fichi 2

Ancora fichi, perché "fico è bello".
Ok, questa me la potevo anche risparmiare ;P.
Finché ce ne sono qui si mangiano in ogni salsa o forma, sperando di accumulare dose e soddisfazione sufficienti a scavallare la stagione ficosenza, un po' come gli orsi che passano i mesi ad accumulare grasso per superare il letargo con le scorte necessarie. Ora che ci penso, anche col grasso l'accumulo è simile, ma questa è un'altra storia! :DDD
Quando si usano i fichi nel salato vengono sempre abbinati a sapori di contrasto piuttosto accentuati: affettati e formaggi saporiti in primis.
Anche in questo caso la sapidità a contrasto c'è ed è data da caprino e prosciutto crudo, in tutto presentato sotto forma di piatto di pasta, integrale.
Un primo piatto di sicuro effetto, e se amate l'abbinamento del fico al salato non potrete non innamorarvene.

pasta ai fichi 3

PENNE INTEGRALI CON CAPRINO, CRUDO, FICHI E TIMO LIMONE


Ingredienti per 2 porzioni


200 gr di penne integrali
formaggio caprino fresco a piacere
1 cucchiaio di mascarpone
2-3 fette di prosciutto crudo dolce
fichi a piacere
timo limone (o timo normale) a piacere
sale
pepe bianco




Preparazione


Mettere a cuocere la pasta, intanto preparare il condimento mescolando i caprini col mascarpone fino ad averli amalgamati bene: aggiungere timo limone a piacere e parte del prosciutto crudo. Regolare di sale e pepe.
A parte tagliare i fichi a spicchietti.
Scolare la pasta, condirla nel sugo, servirla nei piatti completando con timo fresco, il rimanente prosciutto ed i fichi.

pasta ai fichi 4

5 settembre 2011

Limone, pecorino e pinoli tostati...

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La panna in cucina, per i piatti salati, non la uso praticamente mai.
Non è un merito né una colpa, ma un semplice dato di fatto.
A dirla proprio tutta spessissimo la panna manca proprio dal mio frigo, la compro solo quando so di voler fare qualche dolce come panna cotta, crème brûlée o tripudi di frutti di bosco.
Poi succede che ne avanzi un po' dalle varie preparazioni dolci, ed io la schiaffo dove capita prima che scada.
In questo caso è finita in una delicata e deliziosa pasta, accompagnata dalla freschezza della scorza di limone e dalla sapidità del pecorino.
Magari a qualcuno può sembrare un accostamento curioso o azzardato, invece se calibrato bene e se realizzato seguendo i propri gusti bilanciando i vari sapori, è veramente buonissimo.


fusilli 1

FUSILLI ALLA CREMA DI PECORINO E LIMONE

Ingredienti per 2 persone
200 gr di fusilli
scorza di 1 limone
una noce di burro
100 gr di panna fresca
una manciata di pinoli
2 cucchiai di pecorino grattugiato
prezzemolo
sale, pepe bianco


Preparazione

Mettere a cuocere i fusilli, nel mentre realizzare il sugo.
In una padella mettere il burro, la scorza di limone e la panna: appena il tutto spicca il bollore spegnere: aggiungere il pecorino, il prezzemolo, il sale se necessario ed il pepe e mescolare.
In un pentolino a parte tostare i pinoli fino a che saranno dorati.
Quando la pasta sarà pronta versare nella padella e condire bene, finendo il tutto coi pinoli tostati e se piace ancora qualche filo di scorza di limone fresca.



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11 luglio 2011

When the summer comes, back to basic...e nuovo contest!

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Quando fa caldo la mia voglia di accendere i fornelli e dedicarsi a preparazioni lunghe è pari a 0.
A mala pena riesco a mangiare qualcosa di diverso da un melone, figurarsi mettermi a realizzare sughi elaborati.
Questo blog, come molti altri del resto, è nato per riportare le ricette che regolarmente appunto in giro per casa, o per raccogliere quelle che da sempre faccio.
La pasta aglio, olio e peperoncino è un basic che dubito manchi in qualche cucina: ingredienti sempre a disposizione in dispensa, rapidità di esecuzione, pochissima cottura.
Perfetta.
A questa pasta classicissima ho aggiunto un semplice ingrediente, i pomodori secchi (nel mio caso quelli sotto sale, ma van benone sottolio).
Grazie al blog poi, ho avuto modo di scoprire diversi ingredienti di cui fino a pochi anni fa ignoravo del tutto l'esistenza (vi ricordate del panko?): ho pensato quindi di sostituire il classico pangrattato col panko, che avendo delle briciole più grosse e grezze diventa bello croccante e saporito una volta tostato.
Tutto qui... Ma se fatta bene, è una pasta meravigliosa.

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PASTA AGLIO, OLIO, POMODORI SECCHI E PREZZEMOLO

Ingredienti per 4
400 gr di pasta 
3 spicchi d'aglio
peperoncino
4-5 pomodori secchi sottolio
prezzemolo
4 cucchiai rasi di panko (o pangrattato)
olio
sale


Preparazione

Sgocciolare e tritare i pomodori.
Affettare l'aglio e tritare il prezzemolo.
Mettere a cuocere la pasta: intanto, in un padellino antiaderente, mettere a rosolare l'aglio a fiamma media con due cucchiai d' olio.
In un'altra padella, sempre con un goccio d'olio, mettere a tostare il pangrattato con un po' di peperoncino: una volta dorato spegnere il fuoco e tenere da parte.
Scolare la pasta mantenendo un poco di acqua di cottura, e versarla nella padella con aglio ed olio: aggiungere in prezzemolo tritato, i pomodori a fette e mescolare.
Cospargere infine col pangrattato tostato e servire.

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P.s: volevo segnalarvi il nuovo contest che Fragola e Limone, in collaborazione con Cucinando e la squadra di bloggers, ha fatto partire lo scorso 7 luglio: CUCINANDO DOLCEMENTE.



Per tutte le informazioni sulle modalità di partecipazioni ed i premi in palio, vi rimando al post più che esaustivo della Pippi ;D.
Partecipate numerosi, mi raccomando: sapete che sui dolci non riesco a trattenermi!!

31 ottobre 2010

Di corrieri e cene rimediate in extremis...

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Questa pasta è nata per un motivo semplicissimo quanto stupido.
Mi sono ritrovata bloccata in casa per 3 giorni ed ho fatto cena con quel che offriva il frigo: la causa? Ero in attesa di due corrieri due, così onde evitare che arrivassero proprio mentre ero a far spese e dover successivamente pregarli in swahili antico per farli tornare in orari che potessero andarmi bene, mi sono segregata in casa.
Fosse stato per me avrei tirato a campare come faccio quasi sempre, ma avendo anche un uomo da sfamare...come dire, mi faceva brutto presentargli latte e biscotti per cena...
Apro il frigo, vedo i broccoli, la pancetta, il porro che necessita urgentemente di essere utilizzato.
Perfetto: pasta al forno!
Adoro la crosticina che si crea in superficie con la gratinatura, al punto che spesso lascio gratinare anche troppo, sbruciacchiando un po' la pasta (perché a me piace così e l'uomo si adattasse, ooooh là ;D).
Tutto sommato sono le preparazioni che spesso mi danno più soddisfazione, quelle nate proprio da quel che c'è in casa.

pastaalforno 2

MEZZE MANICHE CON BESCIAMELLA AI PORRI, BROCCOLI E PANCETTA


Ingredienti


300 gr di pasta
150 gr di scamorza fresca
100 gr di pancetta dolce
250 gr di broccoli (al netto, già puliti)

per la besciamella ai porri

30 gr di burro
1 porro
30 gr di farina
400 gr di latte (anche 420-430)
sale, pepe, noce moscata
parmigiano a piacere

per gratinare

parmigiano a piacere
fiocchetti di burro


Preparazione

Per prima cosa preparate la besciamella: pulite il porro e tagliatelo sottile sottile.
Mettete il burro a sciogliere a fuoco dolce, aggiungeteci il porro e fatelo stufare, aiutandovi se servisse con un goccino di acqua.
Una volta che sarà bello morbido (una decina di minuti) aggiungete la farina e mescolate: pian piano, sempre mescolando, aggiungete il latte e portate a cottura la besciamella. Una volta pronta regolate di sale, pepe, noce moscata e parmigiano. Andateci cauti col sale, perché oltre al parmigiano, già sapido di suo, ci sarà anche la pancetta, molto saporita.
Pulite i broccoli e sbollentateli 1 minuti in acqua bollente e leggermente salata: scolateli e mettete da parte.
In un padellino antiaderente fate rosolare la pancetta dolce: una volta pronta scolatela e tenete da parte anche quella.

Cuocete la pasta al dente, scolatela (lasciate pure un pochino di acqua) e tuffatela nella besciamella: mescolate bene, poi aggiungete la pancetta, i broccoli e la scamorza fresca fatta a dadini.
Versate la pasta in una pirofila precedentemente imburrata, spolverizzate ancora con un bel po' di parmigiano e qualche fiocchetto di burro ed infornate 15-20 minuti a 180-200°, il tempo di far gratinare la superficie ed avere quella sfiziosa crosticina sulla pasta.

NdA: siccome ci sono 3 passaggi da fare con padelle varie, per evitare di sporcare più pentole io mi muovo così. Prendo una pentola di misura adatta e come prima operazione sbollento i broccoli. Scolo tutta l'acqua e nella stessa padella faccio rosolare la pancetta: una volta scolata dal grasso, pulisco bene con un pezzo di scottex e nella stessa pentola preparo la besciamella.
Seguendo questo ordine sporco un solo attrezzo anziché tre.

30 aprile 2010

Preparazione base ed ultima chiamata...

A casa nostra la pasta piace proprio tanto, soprattutto quella fresca.
Amiamo inoltre la pasta che abbia una certa consistenza: le sfoglie mai troppo sottili, i ravioli stesi non troppo perché ci piace sentire anche la pasta alla masticazione.
E' una questione di gusto personale, ovviamente.
Amando molto la pasta lunga e fresca era da un po' che volevo fare i pici, una sorta di spaghettoni freschi: mi ha sempre un po' intimorita l'idea che ci volesse un sacco a prepararli, essendo da sola e dovendo lavorarli uno per uno.
Quanto cappero ci metto a farli per 4 persone? 'Na vita!
Invece per farli, nelle dosi che vi riporto qui di seguito, e per fotografarli, ci ho messo circa 1 ora e mezza (compreso il riposo, della pasta non mio ;o)).
Mi è sembrato un tempo accettabile, anche perché ho pensato che la tecnologia avrebbe potuto venirmi in aiuto, evitandomi di stendere l'impasto col mattarello e velocizzando l'operazione.
Lo, so, se siete dei puristi inorridirete, però se non si ha qualcuno che ti dà una mano io non mi sconvolgo certo a farmi aiutare dai mezzi che ho a disposizione.
Così facendo in un'ora e mezza ho avuto modo di fare la pasta per 3, e nei tempi morti di preparare il sugo.
Secondo me non è male :o).

pici finiti

PICI

Ingredienti per 3-4 porzioni
150 gr di semola
200 gr di farina 00
1 uovo
pizzico di sale
acqua q.b


Preparazione

Mescolate semola, farina e sale, fate la fontana e rompete al centro l'uovo.
Iniziate ad incorporarlo alle farine, ed aggiungete acqua mano a mano che ne serve, fino ad avere un composto morbido ma non appiccicoso.
Coprite a campana e lasciate riposare una mezz'ora.

pasta pici

A questo punto io ho deciso di farmi aiutare dalla tecnologia.

Ho usato l'accessorio per stendere la pasta della planetaria (ma potete usare una semplice sfogliatrice della Imperia o stendere col mattarello se non avete nemmeno quella. Io ne ho approfittato ed ho ottenuto velocissimamente i pici).
Prendo dei pezzetti di impasto, lasciando il resto sotto la campana per evitare si secchi: lo stendo alla larghezza massima della sfogliatrice (ad 1 quindi) fino ad avere una sfoglia lunga circa una spanna (22-25 cm).
Poi, con una rotella tagliapizza, ho tagliato delle stringhe di pasta larghe circa mezzo centimetro o poco meno.
A questo punto basta stenderle arrotolandole, facendo degli spaghettoni (in piccolo, ma è lo stesso movimento che si fa per fare i salsicciotti degli gnocchi di patate).

Collage pici

Io li ho tirati fino a circa 40-45 cm di lunghezza. E' davvero semplicissimo.
A questo punto li ho lasciati ad asciugare una mezz'oretta senza sovrapporli e spolverizzati con un po' di semola.
Li ho poi cotti, conditi ed amati ;o).

°---°---°---°---°---°---°---°---°---°---°---°---°---°

Oggi vi ricordo inoltre che è l'ultimo giorno disponibile per partecipare al mio giveaway


Forza, avete tempo ancora fino alla mezzanotte di oggi! ;o)

19 marzo 2010

Profumi di Sicilia in un piatto di pasta...

pasta sicilia 7

Fresco, freschissimo piatto di pasta.
Un pesto che non so se solo qualche anno fa avrei mai pensato di replicare, perché gli ingredienti mi avrebbero intimorita molto.
Polpa di limone? Non verrà troppo acido? E finocchio? Nooooo, non mi piace! Capperi? Naaaa, nemmeno quelli mi piacciono: lasciamo stare va...
Questo sarebbe stato largo circa il mio pensiero.
Poi succede che i gusti cambiano, la curiosità prende il sopravvento, il desiderio di assaggiare cose nuove prevale sulle eventuali ritrosie.
E poi ora i finocchi mi piacciono, così come i capperi: senza contare che ho trovato proprio ieri dei meravigliosi limoni d'Amalfi, che non sono per nulla acidi, anzi: sono quasi dolci.
Ed ho ancora lì le mie adorate mandorle d'Avola... E devo ancora provare l'olio Gargiulo al limone, dopo tutti i miei esperimenti con quello all'arancio (potete trovarli qui, qui e qui).
Come potrei non provarci?
C'è da dire che questo pesto è di uno chef che mi ha già dato soddisfazione in passato, sempre con la pasta e sempre con un pesto: Filippo La Mantia.
A chi guardare per avere di nuovo nel piatto un concentrato di Sicilia, se non a lui?


pasta sicilia 3

PASTA CON PESTO DI LIMONE E FINOCCHIO (di Filippo La Mantia con qualche mia modifica)

Ingredienti per 4 persone

400 gr di pasta a scelta (io ho usato il formato "calamari" della Voiello)

1 finocchio (comprese le sue barbette)
1 mazzetto finocchietto selvatico (non l'ho messo)
polpa di un limone d'Amalfi (pelato a vivo)
20 gr di capperi sotto sale e dissalati
50 gr di mandorle pelate (io ho usato mandorle d'Avola)
10 foglie di menta
10 foglie di basilico
100 gr di mollica di pane (non l'ho messa)
4 cucchiai di olio extravergine (io ho usato l'olio al limone Gargiulo)
sale (io non ne ho messo, era sapido abbastanza)
1 polpo da 1 kg (io ho usato10 totanetti)


Preparazione

Nulla di più semplice.
Prendete tutti gli ingredienti (meno il polpo od i totanetti) e li frullate col minipimer: per la consistenza regolatevi sui vostri gusti. Se amate una salsa più granulosa tritate a scatti, se invece vi piace più fluida frullate bene.

pesto pasta sicilia

Mettete da parte.
In un padellino versate un cucchiaio di olio al limone Gargiulo, fate scaldare e versateci i totanetti tagliati.
Sfumate con un goccino di vino bianco secco, regolate di sale e spegnete.
Portate a cottura la pasta, versatela poi nella padella coi totanetti fatta scaldare, aggiungete il pesto e spegnete il fuoco: il pesto non deve cuocere ma solo scaldarsi.
Si sprigionerà un intenso profumo di limone per tutta la cucina.
Mescolate bene e servite.


Nota: non usate i limoni comuni per questo pesto. Sono troppo acidi, e questo pesto sa moltissimo di limone.

25 febbraio 2010

La mercante che colpisce al cuore (e alla gola) :)


cazzillitti buoni 2 credit

Per questo piatto devo confessare di aver attinto alla mia mercante preferita.
Questa pasta mi è piaciuta per diverse ragioni:
1. è una pasta fatta in casa velocissima
2. è una ricetta di Lory, garanzia di successo e bontà
3. è una pasta tipica abruzzese, precisamente di Scanno, un paesino con uno splendido lago che ho avuto il piacere di visitare agli inizi della mia storia col mio fidanzato (e qui parliamo di circa 9 anni fa), quindi anche il cuore ha giocato la sua parte importante.
Questo, come molti altri suoi piatti, mi è rimasto conficcato in testa dalla prima volta che l'ho visto (ed infatti ho altre due cose sue da realizzare assolutamente!), e dopo averli nominati durante il nostro breve incontro proprio non ho saputo più trattenermi.
Ero curiosa di farli anche perché il fatto che fossero realizzati con soli acqua e farina mi faceva pensare che si sarebbero tutti rotti, mentre invece la grande sorpresa è che reggono benissimo la cottura, anche una volta mantecati hanno mantenuto la loro deliziosa forma.
Insomma, una pasta promossa a pieni voti e che rifarò spesso, cambiando sughi di volta in volta.

cazzillitti buoni 7 credit

CAZZILLITTI DI SCANNO CON PANCETTA E BROCCOLI

Ingredienti per 3-4 porzioni

per la pasta
400 gr di farina 00
200 gr circa di acqua bollente (dipende dalla farina, nel mio caso ne sono serviti circa 230 gr)
pizzicotto di sale

per il sugo
200 gr di broccoli (al netto, già puliti)
70 gr di pancetta affumicata
1 spicchio d'aglio
olio
peperoncino


Preparazione

I cazzillitti sono semplicissimi da realizzare: mescolate sale e farina ed unite l'acqua bollente, fino ad ottenere una palla di impasto soffice ed elastica.
A questo punto fate dei cordoncini, come per gli gnocchi ma un po' più sottili, e tagliate dei tronchetti trasversalmente (anziché cioè con un taglio dritto come al solito, fatelo inclinato, creando delle specie di rombi).
Con l'indice fate pressione al centro, arrotolando leggermente verso di voi il gnocchetto: si creerà un buchino perfetto per imprigionare il sugo ;).

cazzillitti crudi

Se non vi fosse chiaro vi rimando alle foto di Lory: io ho provato a farle ma ero praticamente al buio ed il risultato finale era davvero pessimo.

Potete condirli come preferite, io ho fatto un sugo semplicissimo.
Ho messo aglio, olio e peperoncino in padella con la pancetta, facendola diventare croccante.
Ho scottato i broccoli nell'acqua salata e li ho scolati nel sugo: nella stessa acqua salata ho cotto la pasta, levandola quando veniva a galla (esattamente come si procede per gli gnocchi).
Ho saltato i cazzillitti in padella col sugo e servito.
Velocissimo, saporito, goloso e direi anche molto economico.

cazzillitti buoni 4 credit

14 gennaio 2010

Broccoliamo? :)

broccoli

Il 2009 per me si è chiuso con una sorpresa (culinariamente parlando) non da poco.
Io ho sempre detestato con tutta l'anima tutto ciò che è cavolo o della sua famiglia: cavolfiori, cavoletti, crauti, cime di rapa, broccoli...Insomma, una stirpe nemica, ecco :D.
Poi succede che un gruppo di foodbloggers decida di incontrarsi e di andare a mangiare giapponese: la mia prima volta al giapponese, e mi hanno pure servito broccoli tra le varie verdure saltate che ho ordinato!
Avevo fame (e poi la serata stessa nasceva già come tutta una nuova esperienza, quindi perchè no?) così ho deciso che avrei assaggiato nuovamente un componente della famiglia del cavolo e...sorpresa. Enorme sorpresa, ma i broccoli mi piacevano!
Ogni volta che mi capita di cominciare ad apprezzare un ingrediente che non amavo fino a qualche tempo prima mi torna alla mente una discussione avuta ormai diversi anni fa con un'amica che studiava Farmacia. Mi diceva che il senso del gusto è in continua evoluzione e che bisognerebbe riassaggiare ciò che non si ama ogni tre anni, perchè spesso in questo lasso di tempo i nostri gusti cambiano o si adattano anche a sapori che prima non apprezzavamo.
Nella vita mi è già successo con diverse verdure (già, da piccola non ne andavo proprio matta, lo confesso): cipolle, carciofi, melanzane, ed ora broccoli.
Presa dall'euforia ho deciso che avrebbe potuto essere il momento buono per assaggiare di nuovo anche il cavolfiore ma...sono stata riportata a terra bruscamente dal senso di nausea che mi ha pervasa una volta fatto il boccone.
Cavolfiore, con te ci rivediamo fra 3 anni! :D
Comunque...
Una volta tornata a casa dalla cena giapponese mi son detta che avrei voluto provare i broccoli anche in un piatto più "nostrano", per vedere se davvero questa verdura mi piacesse.
Ho optato per una classica pastasciutta, una semplice aglio, olio, peperoncino ed alici: sfiziosa e gustosa, mi è piaciuta moltissimo (ed anche al fidanzato, anche lui fermo sostenitore del "no cavolo day").
L'ho già rifatta tre volte, ma secondo me qui c'è ben poco da pesare perchè è una ricetta che va molto a gusto personale e ad occhio (più o meno piccante, più o meno alici, più o meno condita, più o meno pasta, più o meno broccoli!), quindi usate le dosi per voi abituali.

orecchiette e broccoli 2

ORECCHIETTE COI BROCCOLI

Ingredienti per 2 porzioni

200 gr di orecchiette fresche
200 gr di broccoli già puliti
4 alici
2 cucchiai di olio
1 spicchio d'aglio in camicia
1 peperoncino
2 cucchiai di pangrattato tostato in un cucchiaino d'olio


Preparazione

Pulite i broccoli e metteteli a bagno.
Portate a bollore l'acqua per la pasta, salate e tuffate i broccoli per 5 minuti.
Mentre cuociono preparate il sugo.
In una larga padella mettete aglio, olio, peperoncino ed alici: scaldate e fate sciogliere le alici per bene.
In un padellino a parte fate tostare il pangrattato.
Passati i 5 minuti tuffate le orecchiette (che di solito necessitano di altri 5 minuti di cottura circa) insieme ai broccoli e portate a cottura.
Scolate la pasta un po' al dente coi broccoli ormai cotti, saltate in padella, porzionate e cospargete col pangrattato tostato (lo so, ne ho messo tanto, ma a me piace un sacco: voi regolatevi a piacere ;)).

orecchiette e broccoli 3

10 dicembre 2009

"Avanzo a chi?" :o)

cavatelli conditi

...come ti riciclo il sugo avanzato dal post precedente ;o)
Quando preparo le costine e le salsicce col sugo ne faccio sempre volutamente in dose doppia rispetto al consumo "diretto" previsto, cioè con la polenta.
Il sugo al pomodoro della cottura si impregna del sapore della carne di maiale e si insaporisce, dando vita ad una salsa perfetta per della pasta fatta in casa.
Questo formato di pasta lo realizzava sempre mia suocera, proprio per tuffarlo nel suddetto sugo: cospargeva tutto con abbondante pecorino (o parmigiano) ed otteneva un primo piatto da urlo.
Non avevo mai fatto i cavatelli a mano, ma quando andavamo da lei la domenica mattina avevo visto spesso lei che li realizzava.
Non avevo mai osato provarci, nonostante non mi sembrassero così complicati da fare.
Ora che abitiamo lontano, nel fine settimana mi piace rifare al fidanzato alcuni piatti che ci proponeva lei, anche perchè i ricordi che ho io sicuramente riaffiorano ancor più prepotentemente in lui.
Nemmeno a farlo apposta proprio nei giorni in cui ho fatto il sugo mi è arrivato l'ordine di farine che avevo fatto circa 10 giorni prima, di modo che mi sono ritrovata tra le mani la semola di grano duro Senatore Cappelli (grano duro di cui vi avevo già parlato qui).

semola senatore cappelli

Vi lascio immaginare la voglia che avevo di farci subito qualcosa!
Due piccioni con una fava.
Mentre li mangiava l'ho sentito dire "Buoni amore, sembrano proprio quelli che fa mamma"...e sono stata contenta di averlo fatto contento.

cavatelli pronti da cuocere

CAVATELLI DELLA SUOCERA COL SUGO DEL GIORNO PRIMA

Ingredienti

330 gr di semola rimacinata di grano duro (nel mio caso Senatore Cappelli)
3 uova
un filo d'olio
pizzico di sale
acqua q.b se l'impasto fosse troppo asciutto
per il condimento: sugo e due costine avanzati (se non ne avete da parte è sufficiente anche il sugo)

Preparazione

Mescolate le due farine ed il sale, fate la fontana e versate al centro le uova ed un filo d'olio.

Con una forchetta iniziate ad impastare, allargando man mano il cratere ed incorporando un po' alla volta la farina e la semola.
Lavorate finchè otterrete un composto dalla consistenza soda ma ancora soffice: dev'essere morbido ma non appiccicoso, dovendolo tagliare e "schiacciare".
Lasciate riposare la palla di impasto a campana sotto una ciotola, per circa 30 minuti.
A questo punto prendete un pezzettino di impasto (lasciando il resto sotto la ciotola per non farlo seccare) e tirate un lungo cordoncino, spesso un terzo (e anche qualcosa meno) delle vostre dita.
Ora dovrete tagliare delle porzioncine di impasto, lunghe a seconda delle dimensioni che volete dare al cavatello: io ne ho fatti sia a due che a tre dita (abbiate pietà, era la mia prima volta: la prossima volta cercherò di essere più precisa, e penso li farò a 3 dita perchè sono della lunghezza che piace a me): ora mettete un velo di semola sulla tavola da lavoro, appoggiateci il rotolino di impasto, metteteci sopra i polpastrelli e fate pressione mentre li rotolate verso di voi.

Collage cavatelli

I primi che ho fatto sono venuti orrendi: erano troppo cicciottelli.
Man mano che li facevo e ci prendevo la mano erano meglio, così alla fine ho ripreso i primi e li ho rifatti, ri-rotolandoli semplicemente e schiacciandoli di nuovo.
Per il condimento, ho triturato le due costine avanzate nel sugo di cottura, ottenendo una sorta di ragù.
L'ho scaldato allungandolo con un po' dell'acqua di cottura della pasta (la pasta all'uovo tende ad assorbire molto i liquidi, quindi allungo un po' il sugo per evitare che diventi troppo asciutto): tuffati i cavatelli nell'acqua bollente salata, scolati appena venuti a galla e saltati col sugo.
Cospargete con abbondante parmigiano o pecorino e gustate.
E chi direbbe mai che è un piatto fatto con gli avanzi? :o)

3 dicembre 2009

Voglia di piatti semplici...

Anche se a giorni alterni, posso affermare tranquillamente che il freddo è arrivato: e finalmente direi, visto che siamo a dicembre!
Col freddo la voglia di piatti caldi e sostanziosi aumenta (almeno per quanto ci riguarda).
Qualche giorno fa mamma mi dice che nel fine settimana vorrebbe fare i pizzoccheri.
"Perfetto, te li faccio io!"
"Davvero, sei sicura? Ti occupi tu della pasta?"
"Sì sì, ci penso io! Tu procurati gli altri ingredienti ed io penso alla pasta!"
Così è stato.
Pasta, patate, formaggio Bitto grattugiato, spinaci, parmigiano grattugiato, burro fuso e salvia.
Tutti ingredienti semplici.
Le patate tagliate a dadini e lessate così come nel caso degli spinaci (se preferite le verze agli spinaci usate quelle, a noi non piacciono), pasta scolata al dente e messa in una grande ciotola, alternandola agli altri ingredienti.
Mescolate tutto, porzionate e passate velocemente al forno o nel microonde per servire il piatto ben caldo.
Semplici e deliziosi.

Non ho le foto del piatto finito perchè l'abbiamo appunto mangiato da mamma ed ho dimenticato a casa la macchina fotografica, ma è veramente semplicissimo.
Della pasta però sì, quelle le ho ;o).

pizzoccheri 3

PASTA DI GRANO SARACENO (usata per i pizzoccheri)

Ingredienti

350 gr di grano saraceno
150 gr di farina 00
pizzicotto di sale
acqua q.b


Preparazione

Mescolate le due farine ed il sale, fate la fontana e versate al centro un po' d'acqua.
Con una forchetta iniziate ad impastare, allargando man mano il cratere ed incorporando un po' alla volta la farina.
Aggiungete acqua finchè otterrete un composto dalla consistenza soda ma ancora soffice: dev'essere morbido ma non appiccicoso, dovendolo stendere.

pizzoccheri

Coprite a campana e lasciate riposare la pasta per mezz'oretta.

A questo punto potete o stendere col mattarello o (come confesso d'aver fatto io) usare la macchinetta per tirare la sfoglia.
Nel mio caso ho usato l'accessorio dell'impastatrice ed ho stretto i rulli fino al livello 4: i pizzoccheri non devono essere troppo sottili.

pizzoccheri 1

Tagliate delle mini tagliatelle di circa 6-8 cm di lunghezza ed adagiatele senza sovrapporle sulla tavola.
Lasciatele seccare per una notte intera (vedrete che man mano che asciugano diventeranno più chiare) e tutto il giorno seguente: quando saranno ben asciutte potrete usarle oppure metterle via fino al momento dell'uso.

pizzoccheri 2

19 novembre 2009

Un Senatore nel piatto

Collage bottarga

Dopo il post sul piatto perfetto, un altro piatto di pasta molto semplice e che esalta gli ingredienti eccellenti che concorrono a farne uno dei primi tra i nostri preferiti in assoluto: spaghetti alla chitarra Senatore Cappelli e bottarga di muggine.
Due ingredienti di eccellenza nei rispettivi settori, di cui val la pena parlare un po'.


GRANO DURO SENATORE CAPPELLI (testo tratto da biolandweb )

Storia

Definito “razza eletta” negli anni ’30 - ’40, era di largo uso nelle terre di Puglia e Basilicata.
Il suo nome deriva dal senatore abruzzese Raffaele Cappelli, promotore nei primi del novecento della riforma agraria che ha portato alla distinzione tra grani duri e teneri.
È un frumento duro, aristato (cioè dotato di ariste, i filamenti che si notano nelle graminacee), ottenuto per selezione genealogica a Foggia, nel 1915 da Nazareno Strampelli.
Per decenni è stata la coltivazione più diffusa, fino al diffondersi delle varietà più produttive.

Intolleranze al glutine ed allergie
Il grano duro Senatore Cappelli esente da ogni contaminazione da mutagenesi indotta con raggi x e y del cobalto radioattivo, a differenza delle varietà del grano duro OGM irradiato, oggi utilizzati in agricoltura.
Sembra fondata l’ipotesi, che la modifica genetica delle varietà di grani moderni, sia correlata ad una modificazione della loro proteina, e in particolare di una sua frazione, la gliadina, che è un proteina basica, dalla quale per digestione peptica-triptica, si ottiene una sostanza chiamata frazione III di Frazer, alla quale è dovuta l’enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento (intolleranza al glutine e allergie).

Perché il Senatore Cappelli
Il frumento duro Senatore Cappelli è un antenato del grano duro moderno.
Grazie all’Azienda Bioland che ha riprodotto il seme per anni, partendo da soli 200 g, acquistati dal Germoplasma di Bari (banca del seme), è stato riscoperto e rivalutato come cereale d’eccellenza, grazie alle seguenti caratteristiche:
- la pianta ha un’altezza di ca. 1.80 m (superiore a quella del grano comune) e contiene percentuali più elevate di lipidi, amminoacidi, vitamine e minerali, nonché caratteristiche di elevata digeribilità;
- rappresenta un’alternativa dolce e squisita per la preparazione di tutti i prodotti attualmente utilizzati a base di grano tradizionale;
- non ha mai subito le alterazioni delle tecniche di manipolazione genetica dell’agricoltura moderna, che sacrificano sapore e contenuto tradizionale a vantaggio di rendimento elevato.

Attualmente il grano Senatore Cappelli è prodotto esclusivamente mediante coltivazione da agricoltura biologica in una zona collinare incontaminata (calanchi) dell’entroterra lucano.


BOTTARGA DI MUGGINE (testo tratto da Wikipedia)

La bottarga è un alimento costituito da uova di pesce essiccate.

Viene ricavata dalle uova di muggine o di tonno.
In Italia viene prodotta principalmente in:
- Sardegna, dove sono famose quelle di Carloforte, Alghero, Stintino e Cabras.
- Orbetello, nella Maremma grossetana
- Calabria
- Sicilia, a Marzamemi, Favignana e Trapani

Esistono specialità simili anche su altri tratti costieri del Mar Mediterraneo (batarekh egiziano, poutargue franco-provenzale) e viene anche chiamata caviale del Mediterraneo.
Ad Alghero e nella Spagna catalanofona (soprattutto nella provincia di Alicante), è diffuso un tipo di bottarga ottenuto dalle uova di molva, una specie imparentata col merluzzo: il suo colore è arancione carico ed ha un aroma meno deciso di quelle di muggine e tonno, il nome spagnolo è huevas de maruca. È chiamata karasumi in Giappone.
L'origine del prodotto sembra essere stata fenicia, ma il termine deriva dall'arabo butarikh ("uova di pesce salate").
La sacca ovarica, estratta dal pesce femmina senza romperla, viene lavata per eliminarne le impurità e poi sottoposta a salatura (ricoperta con sale marino, avendo cura di rivoltare quotidianamente le sacche e di sostituire periodicamente il sale), pressatura e stagionatura.


La bottarga a noi piace moltissimo, così come la pasta, e proprio come nel caso dei tagliolini al tartufo bianco anche qui non amiamo aggiungere molti ingredienti proprio per godere appieno dello splendido sapore di mare della bottarga.


pasta ok 1

SPAGHETTI ALLA CHITARRA SENATORE CAPPELLI CON BOTTARGA DI MUGGINE

Ingredienti per 2 porzioni
200 gr di spaghetti alla chitarra Senatore Cappelli (acqusitato a Golosaria da loro)
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
uno spicchio d'aglio in camicia
peperoncino a piacere (io ne metto poco, sempre perchè non voglio che la piccantezza sovrasti il resto)
un cucchiaino di prezzemolo tritato
40 gr di bottarga di muggine, una parte grattugiata ed una parte a filetti (nel mio caso, sarda)


Preparazione

Versate l'olio in una padella capiente, metteteci l'aglio in camicia e scaldate: lasciate che l'aglio infonda il suo aroma all'olio caldo, ma non fategli prendere colore.
Levatelo, aggiungete il peperoncino e spegnete il fuoco.
Portate a cottura gli spaghetti, scaldando l'olio un paio di minuti prima che la pasta sia pronta.
Tuffate la pasta nell'olio caldo, aggiungendo anche qualche cucchiaio di acqua di cottura: saltate e condite bene, poi spegnete il fuoco ed a fuoco spento aggiungete il prezzemolo ed una parte di bottarga grattuggiandola.
La bottarga non deve cuocere, ma solo sentire il calore della pasta: saltate di nuovo, porzionate e aggiungete la bottarga rimanente a lamelle sottili.

NOTA: un consiglio spassionato che vorrei darvi da seguire come mantra. Se avete l'occasione di acquistare la bottarga, NON prendete quella già grattugiata ma quella in baffe. Per darvi un'idea, sarebbe come comprare il parmigiano già grattugiato in busta anzichè farlo al momento: tutto un altro sapore.

11 novembre 2009

Il piatto perfetto

Quando ti capita di avere a disposizione ingredienti di pura eccellenza, che non necessitano di altro se non di essere messi nel piatto, senza lavorazioni di alcun genere, cosa si può fare per rendere il piatto perfetto?

Il week end scorso sono stata a Golosaria, un evento in cui si accendono i riflettori sui migliori produttori artigianali d’Italia, selezionati dal libro Il Golosario di Paolo Massobrio.
Oltre a tutti gli acquisti fatti (e di cui vi ho già parlato qui) uno su tutti andava consumato nell'immediato e meritava la nostra più completa attenzione: Sua Maestà il tartufo bianco.

ok

Non so voi, ma quando mi capitano tra le mani prodotti così, deliziosi in piatti assolutamente minimalisti come pasta al burro, risotto o uova al tegamino, in cui tutte le componenti del piatto tendono a far risaltare l'aroma inconfondibile del tartufo, l'unica cosa che mi vien voglia di fare è mettere a disposizione di Sua Maestà il meglio che riesco a fare: il miglior burro e la miglior pasta all'uovo.
E così mi ritrovo la domenica mattina ad impastare a mano (senza la planetaria, che spesso per pigrizia uso anche in operazioni come questa), e soprattutto a stendere la sfoglia sulla tavola di legno col mattarello, per rendere la pasta porosa e ruvida grazie al contatto col legno: i rulli della macchina della pasta sono splendidi, ma l'acciaio rende la pasta liscia e setosa, di una consistenza diversa da quella tirata a mano.
E mentre stendevo la pasta pensavo a quei gesti così antichi, fatti per generazioni dalle nostre nonne e bisnonne e bis bisnonne e mi è sembrato di averle tutte intorno a me, mentre riversavo sul mattarello la forza necessaria a stendere la sfoglia.
Non so, ma quando hai a che fare con materie prime sopraffine queste tendono a tirar fuori il meglio che si possa fare in cucina.
Pasta fatta a mano, senza alcuna macchina a facilitare il lavoro, stesa con pazienza, poi tagliata e lasciata riposare fino al momento della cottura.
Una passata in padella in cui avrai sciolto del meraviglioso burro di malga, il cui profumo dice tutto, ed una generosa spolverata di preziose sfoglie di tartufo.
Quanta magia può esserci in un piatto così semplice?
Un'eccellenza della Natura che tira fuori il meglio di me.
Il piatto perfetto.
La ricetta?
Vi trascrivo solo le dosi che uso per la sfoglia, perchè per il resto è veramente semplicissima.


TAGLIOLINI AL TARTUFO BIANCO

Ingredienti per 2 persone
per la sfoglia
130 gr di farina 00
70 gr di farina di semola
1 cucchiaio di olio extravergine
2 uova intere
pizzico di sale

per il condimento
una bella noce di burro di malga
tartufo bianco (il nostro era di 30 gr)
acqua di cottura della pasta


Preparazione

Collage sfoglia

Preparate la pasta all'uovo, stendetela e ricavate dei tagliolini (o tagliatelle: fate la misura che preferite).

Collage sfoglia 2

Portate a bollore l'acqua della pasta (io aggiungo un cucchiaio d'olio per non far appiccicare i tagliolini tra loro), mentre in un padellino farete sciogliere a fuoco dolcissimo il burro.
Aggiungete al burro sciolto qualche cucchiaiata abbondante di acqua della pasta: quando ci salterete i tagliolini l'acqua ed il burro con l'amido creeranno un'emulsione che avvolgerà il tutto.
Porzionate nei piatti e affettateci sopra il tartufo bianco.
Godetevi l'esperienza. :o)


Nota: il tartufo l'ho conservato in frigo, in un barattolo con all'interno l'equivalente di due porzioni di riso Carnaroli. Va da sè che quel riso, impregnato dell'aroma del tartufo, si trasformerà in un sontuoso risotto.

5 novembre 2009

Serata Voiello, piacere vero...

Collage cuoco e verdura

Ieri sera si è svolta la "famosa" spaghettata della Voiello, quella che ha visto presenti e protagonisti moltissimi foodblogger di Milano e provincia.
La serata prevedeva un incontro legato al cibo e alla food fotografia: ospiti del fotografo Alessandro Romiti un plotone di foodbloggers ed appassionati di cucina e fotografia ha invaso il suo studio fotografico, adibito per l'occasione.
E' stato stranissimo ritrovarci tutti in una grande sala e sentire un vociare continuo di ma tu sei del blog...?, tu scrivi sul forum di...?, ma per caso sei quella di Facebook che ha scritto la ricetta del...?, Ahhh, sì, leggo spesso il tuo blog, No, mai sentito, ma adesso andrò a curiosarci...
In effetti non pensavo saremmo stati così tanti, e delle targhettine identificative con nome e blog di ognuno sarebbero state perfette per evitare un susseguirsi di dita puntate ed occhi strizzati per cercare di capire se quella persona fosse la stessa del dato avatar (Maria Laura, donna avvisata...;o)).

Collage lavagna

Per un gruppo appassionato di cibo e fotografia l'incontro è stato una vera manna: in una sala avvenivano le degustazioni del piatti preparati dallo chef Gianpiero Giannini (che suppongo da ieri sera in poi odierà tutti i fotografi, visto che in cucina era un continuo susseguirsi di gente e flash...), nell'altra Alessandro, ospite della serata, con una santissima pazienza rispondeva alle domande incuriosite di tutti noi, pronti a chiedergli qualunque cosa, dal bilanciamento del bianco alle inquadrature, all'attrezzatura migliore,...

stoviglie
Collage stoviglie

I piatti assaggiati sono stati diversi, ma due in particolar modo mi sono piaciuti: le linguine di verdure in salsa di sesamo e gli ziti tagliati ai porri, funghi e zafferano.
Pur non avendomi entusiasmata le altre tre portate (non perchè non fossero buone, ma per una semplice questione di gusto personale), devo dire che tutte avevano un comune denominatore:  l'estrema semplicità e la possibilità di replicare a casa piatti di pasta piacevoli, con consistenze diverse e dai profumi intriganti.

Così, tra una foto scattata, piacevoli chiacchiere ed una porzione di pasta, la serata è volata.
A serata conclusa tutti i partecipanti sono stati omaggiati di una busta regalo comprensiva di tre pacchi di pasta dai diversi formati ed un meraviglioso tubo di spaghetti lunghi tradizionali.
Come dire: appena rientrata c'era quasi la voglia di metter su l'acqua e tagliare i funghi aspettando la cottura...

food


EDIT: La Voiello ha messo a disposizione dei presenti alla serata diverse foto: eccone alcune scattate ieri sera (non da me ;))
E... Per le ricette della serata... guardate un po' qui.

EDIT 2: qui trovate il video della serata :)

ingresso

Il cibo, vero protagonista della serata
Collage cibo voiello

Professionista al lavoro(nonostante i fotografi)...
Collage chef all'opera

Professionista al lavoro bis...
collage voiello