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12 luglio 2013

Fishcakes delicatissimi e squisiti

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Appena ho mangiato queste polpettine di pesce ho pensato che sarebbero state fantastiche per far avvicinare il mio bimbo, ormai 9 mesenne, a questo ingrediente.
Per il momento non pare amare molto il pesce, quindi provo a nasconderglielo qui e là. In questo caso non so dirvi se le abbia mangiate volentieri perché gli sono piaciute nonostante il pesce, fatto sta che le ha mangiate e pure di gusto :).
Le polpettine risultano delicatissime, croccanti fuori e morbide e scioglievoli all'interno, e delicate anche nel senso di una certa fragilità. Ci vuole un po' di attenzione nel manipolarle, soprattutto in cottura.
Saporite quanto basta senza risultare troppo invasive, penso possano piacere davvero a tutti.

Per avere delle polpettine più maneggiabili e stabili si può aggiungere dell'uovo, ma in quel caso dovrete forse aggiungere pure qualcosa per assorbire l'eccessiva umidità, e c'è il rischio che diventino durette.

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FISHCAKES con salsa ai peperoni

Ingredienti per 4 persone

per i fishcakes
300 gr di patate lesse
600 gr di polpa di pesce (nel mio caso gallinella e merluzzo)
scorza di 1 lime
prezzemolo
2 cucchiaini di scalogno tritato (o cipollotto)
sale
pepe bianco
panko o pangrattato q.b
olio extravergine

per la salsa ai peperoni

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200 gr di peperoni (rosso, giallo e verde a piacere)
1 pomodoro medio privato dei semi e dell'acqua di vegetazione
1 cipollotto
aceto di vino bianco o di mele
sale, pepe bianco


Preparazione

Lessare le patate e passarle allo schiacciapatate, tiepide.
Tenere da parte.
Nel mixer da cucina mettere la polpa del pesce, il prezzemolo, la scorza del lime, lo scalogno (o il cipollotto), sale e pepe e frullare.
Versare il composto nella ciotola delle patate e mescolare con una forchetta.
Il composto sarà molto morbido: pizzicarlo con le dita così da prendere una pallina di composto grande come una pallina da ping pong circa, e senza manipolarla in alcun modo passarla nel panko o nel pangrattato.
Le polpettine saranno sofficissime e molto delicate.

PicMonkey Collagetesto (messa)

Una volta panate lasciarle riposare in frigo: intanto preparare la salsa di peperoni, tritando a coltello gli ingredienti e mescolando tutto insieme.
Condirla solo da ultimo.
Scaldare bene una padella antiaderente, aggiungere olio e cuocere le polpettine da tutti i lati.
Salare leggermente e portare a cottura.
Scolare su carta assorbente, condire la salsa di peperoni con sale, pepe e aceto e servire.

Fishcakes

20 febbraio 2013

Sfogliata ricca e golosa (e velocissima)

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Preparazione speedy, ma sfiziosa e golosissima.
Ultima mia ricetta in collaborazione con Qualeformaggio, e che troverete nella rubrica Cacioricette, che sarete ormai abituati a conoscere e che proseguirà con le altre splendide blogger nella sua fantastica avventura.
In questo caso il formaggio protagonista è la Ricotta Moscia dell'Azienda Agricola Pacitti di Picinisco (FR).
Come sapete, quando pubblico qui per la rubrica, la ricetta la troverete direttamente sul portale Qualeformaggio, nello specifico QUI.
Approfitto del post però per indicarvi una pasta sfoglia pronta decisamente valida. La sfoglia è una preparazione lunga e laboriosa che amo fare ma che non realizzo spesso. Avere un prodotto pronto valido come alternativa all'home made è sicuramente un punto importante in cucina.
Tutte le sfoglie che ho trovato nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata) sono ricche di ingredienti che, con la sfoglia casalinga, nulla hanno a che spartire. Leggete le etichette e capirete di che parlo.
L'unica che io abbia reperito, ad oggi, che elenchi solamente gli ingredienti di una pasta sfoglia fatta in casa (vale a dire farina, burro, acqua e sale) è quella della Picard: seguendo il link lo vedrete voi stessi.
Non ho idea della distribuzione di questo prodotto sul territorio nazionale, ma per chi vive in Lombardia il prodotto può essere reperito.
Se nella vostra regione trovate prodotti similari di altre marche ed avete piacere di segnalarmelo, io sono qui :).





16 ottobre 2012

WFD 2012 e...pallotte cac'e ove

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Dopo quello sulla torta di pane (tra l'altro a supporto di una meravigliosa causa), un altro post sull'uso del pane in cucina.
Non è un caso che io abbia scelto nuovamente una preparazione povera (anche se odio definire così qualsiasi ricetta, perché quasi sempre la supposta povertà degli ingredienti usati porta ad una notevole ricchezza di sapori): oggi, 16 ottobre, è il World Food Day.



Per avere maggiori notizie sull'iniziativa, QUI potete trovare il pdf informativo (in inglese).
In occasione di questa giornata, la squadra di Cucinando ha pensato di dedicare ricette realizzate utilizzando ingredienti poveri, ricavando piatti golosi e tutti diversi.
Io ho scelto di preparare le pallotte cac'e ove, una ricetta tipica abruzzese.
Incarna l'esempio perfetto del piatto goloso, sfizioso, facile, ed appetitoso che può essere realizzato con del semplicissimo pane avanzato.

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PALLOTTE CAC'E OVE

Ingredienti per circa 20 pallotte (delle dimensioni di una noce)

200 gr di pecorino
150 gr di pane (potete usare del pancarré - così com'è - , oppure se avete del pane secco avanzato ammollatelo in un po' di latte e poi strizzatelo bene una volta nuovamente morbido)
2 uova
prezzemolo
1/2 spicchio d'aglio
pepe


per la salsa di pomodoro

olio
400 gr di passata di pomodoro
pizzico di zucchero
pizzico di sale
pepe


Preparazione

Tritare il pancarré (o ammorbidire il pane secco in un poco di latte e sbriciolarlo) e mescolarci il formaggio grattugiato, il prezzemolo e l'aglio tritati ed una generosa macinata di pepe.
Unire le uova e mescolare il tutto: lasciar riposare una mezzora, poi fare delle pallotte delle dimensioni di una noce.
Scaldare abbondante olio e rosolarci le pallotte: levarle dal fuoco e, nell'olio di cottura delle pallotte, versare la passata di pomodoro: regolare l'acidità con un pizzico di zucchero, la sapidità col sale (facendo attenzione a non esagerare, perché le pallotte sono già molto saporite) e aggiungere pepe a piacere.
Far cuocere la salsa per circa 5 minuti, poi aggiungere le pallotte e proseguire la cottura altri 10 minuti, per farle insaporire.
Servire ben caldo.

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9 ottobre 2012

Io non mangio da sola...

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Quando Virginia mi ha parlato di questo progetto, la campagna "IO NON MANGIO DA SOLO"non ho potuto esimermi dal prenderne parte.



Parlo di progetto, più che di contest, perché questo è qualcosa che va molto al di là di un contest.
L'unione di intenti, le piccole gocce che ognuno di noi contribuisce a lasciare, per aiutare chi aiuta fattivamente ogni giorno.
Progetto Mondo Mlal è un'organizzazione internazionale nata nel 1966, oggi Ong, nata per coordinare l'impegno dei tanti laici che in quel periodo decidevano  di fare un'esperienza di volontariato in Sud America.
Oggi si occupa di assicurare un'alimentazione adeguata a mamma e neonato, promuovere la distribuzione di almeno un pasto al giorno nelle scuole, sostenere programmi di sicurezza alimentare, accesso all'acqua potabile e di  gestione delle risorse naturali.
Noi blogger partecipanti cerchiamo di contribuire a modo nostro, lasciando una ricetta che abbia il pane come protagonista: nel mio caso non solo pane, ma un vero e proprio riciclo.

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Per non buttar via nulla, per non dar per scontata la fortuna avuta nel nascere in quella parte del mondo in cui il cibo non è una conquista da raggiungere ogni giorno, per cercare di aiutare chi invece deve lottare per potersi nutrire.

Per tutti i dettagli che vorrete avere su Progetto Mondo Mlal, potrete trovarli su Gastronomia Mediterranea.

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TORTA DI PANE

Ingredienti per una tortiera da circa 22x22 cm

200 gr di pane raffermo
50 gr di farina di mandorle
100 gr di cioccolato fondente (in gocce)
160 gr di zucchero semolato
2 uova
1 bustina di lievito per dolci
latte (circa 300 gr, ma dipende da quanto secco è il pane che usate)
50 gr di panna
semi di mezza bacca di vaniglia


Preparazione

Mettere a mollo il pane nel latte e la panna e lasciarcelo finché sarà ammorbidito.
Una volta pronto, versare tutto in un mixer da cucina ed aggiungere la farina di mandorle, lo zucchero, le uova, il lievito e la vaniglia e mescolare.
Ad impasto omogeneo, aggiungere il cioccolato mescolando manualmente.

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Preriscaldare il forno a 180°.
Imburrare una tortiera (o foderarla di carta forno) e versarci il composto: cuocere per circa 40 minuti, e controllare la cottura con uno stecchino prima di prelevarla dal forno.
Servire tiepida, spolverizzata a piacere con zucchero a velo.

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18 gennaio 2012

...and the crostata-award goes to...;)

torta elisa

Questa crostata mi è capitata per le mani come un dono del cielo.
Qualche settimana fa vi avevo chiesto se avreste avuto piacere di farmi avere la ricetta di una crostata che vi stesse particolarmente a cuore, che avrei scelto una di queste ricette, l'avrei fatta e che sarebbe finita dritta dritta nel mio ricettario delle crostate prossimo venturo su alfemminile, con ovvio nome dell'autrice.
Sono arrivate diverse ricette, di cui vi ringrazio e che probabilmente farò un po' per volta (volete mai che la curiosità mi logori? DEVO proprio provarle, non c'è storia! :)), e tra tutte una mi è piaciuta tanto.
Una volta preparata mi sono resa conto che forse ho scelto proprio quella perché nell'aspetto mi ricordava molto una crostata che facciamo spesso a casa mia (abbiate pietà per le foto, lo so che sono pessime ma ero proprio agli iniiiiiiiizi :P): non ha nulla a che vedere nel gusto e negli ingredienti, sono due cose differenti, ma probabilmente l'aspetto simile mi ha inconsciamente guidata verso di lei.
La crostata che ho scelto è stata quella di Kitty's Kitchen, manco a dirlo una crostata con le mele.
L'ho fatta una volta para para, ed un'altra pochissimi giorni fa: mi ero ritrovata con panettone avanzato e leggendola mi sono resa conto che avrei potuto usarlo tranquillamente nella crostata.
Così ho fatto e sono veramente deliziose entrambe le versioni.
Su alfemminile andrà in pubblicazione, ovviamente, la versione originale di Kitty: qui vi propongo la mia versione col panettone.
Per non far torti ad una di noi due dovreste provarle entrambe...io ve la butto lì. ;D

torta elisa

CROSTATA DI MELE E PASTA DI MANDORLE (l'originale su Kitty's Kitchen)

Ingredienti per uno stampo da 24 cm

Per il guscio*
250 gr di farina 00
125 gr di burro
1 cucchiaio colmo di zucchero
pizzico di sale
1 tuorlo (tenete l'albume, vi servirà in seguito)
2-3 cucchiai di acqua fredda

* la pasta andrà tirata sottile, tra il mezzo cm ed il cm. Tutto ciò che avanzerete lo userete per lo streussel in seguito

per il ripieno
2 mele tagliate a cubetti (io ho usato le Fuji)
200 gr di panettone (nel mio caso il delizioso Loison al prosecco ricevuto in dono dall'azienda stessa, già profumatissimo di vaniglia e per questo non ho aggiunto altri aromi al dolce)
80 gr di latte
100 gr di confettura di albicocca

per lo streussel
pasta rimanente del guscio
90 gr di farina di mandorle
30 gr di zucchero a velo
albume q.b (circa mezzo)
2-3 gocce di essenza di mandorla amara
4 gr di lievito per dolci


Preparazione

Preparate la pasta del guscio al solito modo: in un mixer unite la farina, lo zucchero, il sale ed il burro freddo a pezzettini. Impastate fino ad avere un composto a grosse briciole.
Aggiungete 2 cucchiai di acqua ed il tuorlo ed impastate: stendete la pasta tra due fogli di carta forno, tiratela sottile e stendetela nello stampo da torta prescelto, tenendo da parte il rimanente impasto.
Bucherellatela sul fondo e riponete in frigo a riposare.
In una ciotola a parte mettete il panettone a pezzettoni e bagnatelo col latte.
Nello stesso mixer in cui avete realizzato la pasta del guscio mettete la farina di mandorle, lo zucchero a velo, il lievito ed azionate, aggiungendo poco alla volta l'albume sufficiente ad avere una pasta della consistenza della frolla.
Aggiungete la frolla avanzata e qualche goccia di essenza di mandorla amara.
Preriscaldate il forno a 180°: intanto pulite le mele ed una volta a dadini aggiungetele al panettone, mescolando il tutto.
Prelevate dal frigo il guscio, stendete sulla base la confettura di albicocca, versate sopra panettone e mele e da ultimo spezzettate grossolanamente la pasta di mandorle+frolla, così da ricoprire tutta la superficie del dolce.

torta elisa

Infornate a metà del forno per 20 minuti, ed i rimanenti 10 nella parte bassa, così che la frolla sia perfettamente cotta anche sotto.
Se dovesse colorare troppo in superficie coprite con della stagnola e portate a cottura normalmente.


crostata di Elisa Ceccuzzi

5 settembre 2011

Limone, pecorino e pinoli tostati...

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La panna in cucina, per i piatti salati, non la uso praticamente mai.
Non è un merito né una colpa, ma un semplice dato di fatto.
A dirla proprio tutta spessissimo la panna manca proprio dal mio frigo, la compro solo quando so di voler fare qualche dolce come panna cotta, crème brûlée o tripudi di frutti di bosco.
Poi succede che ne avanzi un po' dalle varie preparazioni dolci, ed io la schiaffo dove capita prima che scada.
In questo caso è finita in una delicata e deliziosa pasta, accompagnata dalla freschezza della scorza di limone e dalla sapidità del pecorino.
Magari a qualcuno può sembrare un accostamento curioso o azzardato, invece se calibrato bene e se realizzato seguendo i propri gusti bilanciando i vari sapori, è veramente buonissimo.


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FUSILLI ALLA CREMA DI PECORINO E LIMONE

Ingredienti per 2 persone
200 gr di fusilli
scorza di 1 limone
una noce di burro
100 gr di panna fresca
una manciata di pinoli
2 cucchiai di pecorino grattugiato
prezzemolo
sale, pepe bianco


Preparazione

Mettere a cuocere i fusilli, nel mentre realizzare il sugo.
In una padella mettere il burro, la scorza di limone e la panna: appena il tutto spicca il bollore spegnere: aggiungere il pecorino, il prezzemolo, il sale se necessario ed il pepe e mescolare.
In un pentolino a parte tostare i pinoli fino a che saranno dorati.
Quando la pasta sarà pronta versare nella padella e condire bene, finendo il tutto coi pinoli tostati e se piace ancora qualche filo di scorza di limone fresca.



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7 luglio 2011

Le polpette che rischiarono di non esser mai pubblicate...

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Scena a casa mia.
Ore 14.00, colazione fatta alle 7.15.
Una cucina da far spavento, una fame da lupi.
Davanti a me il set allestito per scattare le foto a queste polpette, un meraviglioso profumo di fritto si spande per la casa, lo stomaco fa più rumore di un vecchio trattore...
Di solito, prima di spazzolarmi quanto fotografo per il blog (avendo io estrema fiducia nelle mie potenzialità e capacità fotografiche), controllo che le foto siano decenti e poi mangio.
Stavolta non ce l'ho fatta.
Il richiamo della pancia ha prevalso, ho ceduto, sono crollata come un soufflé mal fatto...senza vergogna: la fame mi ha accecata e mi sono sbafata le polpette senza aver ancora visto le foto scattate.
Ho avuto una fortuna sfacciata che fossero decenti, ma avete rischiato grosso, è giusto farvelo sapere ;P.
Polpettine semplicissime, per quanto mi riguarda da considerare del riciclo visto che si fanno con gli avanzi del pollo arrosto.
A casa mia il pollo arrosto avanza sempre perché ne preparo appositamente più del necessario, sia perché ho due gatti che vanno giù di testa per il pollo arrosto, sia perché è una di quelle cose che è buona anche il giorno dopo, ed in estate è fantastico infilato in un' insalatona mista senza dover più accendere forno o fuochi.
Certo, qui i fuochi si accendono, ma via... io non friggo quasi mai, una tantum ci sta, anche se fa caldo ;).


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POLPETTE DI POLLO DEL RICICLO

Ingredienti per circa 20 crocchettine

300 gr di pollo arrosto avanzato (cotto con erbe aromatiche come timo, rosmarino, salvia, maggiorana,...nel mio caso avanzavo dei fusi)
30 gr di emmental a dadini
1 uovo
1 cipollotto
3-4 cucchiaini da caffè di pangrattato
sale, pepe

per panare e friggere

farina
1 uovo
pangrattato
olio di arachidi

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Preparazione

Prelevate la pola del pollo dalla carcassa e frullatela in un robot da cucina con la parte bianca del cipollotto (tenete quella verde), col formaggio ed il pepe. Regolate di sale se serve, poi aggiungete anche l'uovo e frullate. Regolate di pangrattato, fino ad avere un composto morbido e che resti insieme se pressato.
A questo punto aggiungete la parte verde del cipollotto, affettata sottilmente a coltello.
Fate delle palline delle dimensioni di una noce, poi mettetele in frigo una mezz'oretta a riposare.
Mettete sul fuoco un padellino con abbondante olio per friggere, intanto panate le polpette, passandole prima nella farina, eliminandone l'eccesso, poi nell'uovo ed infine nel pangrattato.
Portare l'olio a 170° e friggere.
Scolare, lasciar riposare qualche minuto su carta da cucina e servire con qualche salsina (allo yogurt, oppure dei semplici ketchup o maionese) ed insalatona.

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Una cosina ancora.
Infilo al volo una pseudo recensione (quando lo avrò finito ne farò una come si deve da mettere nella rubrica "Letto, fatto!") a proposito di un libro che ho iniziato a leggere da poco.
Qualche settimana fa mi sono regalata il libro "Plate to Pixel", un libro sulla food photography di Helène Dujardin (dai che molti di voi la conoscono, la Tartelletta :D)



Per il momento lo trovate solo in inglese, ma per chi di voi lo mastica, anche solo un po', penso potrebbe essere di semplice comprensione.
Queste sono le prime foto scattate da quando lo leggo, e non so se la mia sia solo soggezione ma trovo che la luce sia molto più morbida delle mie foto precedenti. Che stia già imparando qualcosa?
Se è un argomento che vi interessa ve lo straconsiglio (in barba all'italiano :P). Io l'ho acquistato su Amazon (.uk, non .com!) : in una settimana mi è arrivato e tra libro e costi di spedizione ho speso circa 24 euro.

11 aprile 2011

Angel food cake mandorle e bergamotto

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Non è da molto che ho scoperto che gli albumi possono essere congelati.
Di solito, quando so di realizzare qualcosa che necessita solamente di tuorli, penso in anticipo a come usare gli albumi e li faccio fuori nell'immediato.
Ci sono periodi dell'anno però, come il Natale, in cui se mi dedico ai biscotti devo cominciare a sfogliare ricette su ricette, per cercare di incastrare biscottini in cui servono tot albumi per compensare quelli in cui faccio la frolla. E' una sorta di giochino ad incastro, stile Tetris, che non mi diverte granché e sfianca anche abbastanza.
Da quando ho scoperto invece la meravigliosa comodità di surgelarli, la faccenda è diventata molto più rilassante.
Per questa ragione non avevo mai avanzato i 12 albumi necessari a realizzare la angel food cake.
Fino ad ora :)
Dopo averla vista da Genny in versione bounty, ho deciso di fare la mia con mandorle ed essenza al bergamotto, che mi è stata regalata ormai un anno fa e che adoro (vi avevo già proposto queste deliziose tartellette, ricordate?).
Soffice, spugnosetta, è una specie di pan di spagna con soli albumi.
La vedrei benissimo come base per dolci moderni, al posto del pan di spagna, come nel mio tripudio di frutti di bosco, per esempio. In dosi ridotte e stampo adeguato, ovviamente. ;)

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ANGEL FOOD CAKE ALLE MANDORLE E BERGAMOTTO

Ingredienti per un ciambellone (ci sarebbe lo stampo apposito, ma mi sono arrangiata con il classico stampo alto da ciambellone, che con queste dosi si riempie fino al bordo. Incredibilmente non ha tracimato)

12 albumi a temperatura ambiente (i miei li ho congelati man mano che avanzavano, poi la sera prima della preparazione li ho lasciati a temperatura ambiente ed il mattino erano perfetti)
1 bustina di cremore di tartaro (8 gr circa) → Genny, al 1° tentativo, aveva sostituito con lievito ed il dolce si era afflosciato, quindi NON fatelo, usate il cremore di tartaro.
170 gr di zucchero semolato + 60 di zucchero vanigliato (da aggiungere in un secondo momento)
70 gr di farina di mandorle
135 gr di farina
4 gocce di essenza di bergamotto (ovviamente potete usare altre essenze oppure scorza di agrumi)
una manciata di mandorle a lamelle


Preparazione

Preriscaldate il forno a 190° (ventilato, nel mio caso).
Iniziate a montare a neve gli albumi col cremore di tartaro e l'eventuale essenza che avete scelto. Cominciate a velocità minima, poi quando inizia a formarsi la prima schiuma aumentate la velocità.
Aggiungete un poco alla volta lo zucchero, come si fa per ottenere una meringa.
Montate bene.
A composto pronto, aggiungete in 2 volte la farina (setacciata), lo zucchero e la farina di mandorle: mescolate dal basso verso l'alto, quel tanto che serve da rendere il tutto omogeneo.
Sul fondo dello stampo (imburrato ed infarinato) mettete una manciata di mandorle a lamelle, versateci sopra il composto ed infornate a metà altezza per circa 30 minuti.
Prima di levare dal forno, fate la solita prova stecchino.
Lasciate riposare 5 minuti, poi capovolgete sulla gratella fino a completo raffreddamento.
Spolverizzare con zucchero a velo.

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28 marzo 2011

Recupero velocissimo...

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Manco a farlo apposta: vi dico che non vado matta per i funghi champignon e vi posto un'altra ricetta che li preveda?
No, ecco, ho la scusa prontissima!
Quando li ho acquistati per fare lo sminuzzato di vitello ne ho presa una vaschetta da circa mezzo chilo, perché ero convinta ne servissero di più per quella preparazione.
Arrivata a casa mi sono accorta che ne avevo in abbondanza e, visto che i funghi sono velocissimi a deperire, ho pensato subito a come rimediare al surplus.
In questi casi mi butto sulle zuppe, che mi ricordano vagamente l'uso che faccio delle torte salate, il più delle volte: svuotafrigo. :D
Ne è venuta una vellutata tutt'altro che male, molto meglio di quel che credevo, tanto che ho deciso di postarvela.

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VELLUTATA DI CHAMPIGNON

Ingredienti per un paio di porzioni

250 gr di funghi champignon
150 gr di patate (circa una media-grande)
vino bianco
1 cucchiaio di cipolla tritata
aglio
prezzemolo
2-3 cucchiai colmi di panna acida
acqua o brodo (nel mio caso brodo di pollo leggero, ovviamente va benissimo anche il bordo vegetale)
sale, pepe bianco


Preparazione

Pulite e tagliate finemente i funghi, le patate e la cipolla.
In una pentola mettete un poco di olio, la cipolla, l'aglio (in camicia, poi lo leverete) ed un cucchiaio di prezzemolo tritato.
Fate rosolare, poi aggiungete le patate: mescolate bene, fatele insaporire e sfumate con un goccio di vino bianco.
Aggiungete i funghi, insaporite e versate acqua o brodo fino ad arrivare a filo degli ingredienti.

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Portate a cottura (se avete tagliato le patate belle piccine basteranno 5, massimo 10 minuti), eliminate l'aglio, poi col minipimer frullate il tutto aggiungendo anche qualche cucchiaio di panna acida.
Regolate di sale e pepe e servite.

18 febbraio 2011

Altro giro, altra corsa, sempre Svizzera :)

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La zuppa di pane.
Roba triste, detta così.
E' una bontà assoluta. Sono capace di mangiarmene due ciotole in 5 minuti senza problemi, stile idrovora.
Anche questa è una ricetta svizzera.
Non so quali siano esattamente le sue origini, ma a casa mia si usa come zuppa di recupero: è perfetta per terminare gli avanzini di Gruyère e di pane casereccio rimasti dalla fondue (siccome è sempre un po' difficile quantificare le dosi per un piatto come la fondue, di solito tendo a prepararne più del necessario, e finisco sempre per averne avanzi).
E' perfetto per il recupero perché non servono dosi spropositate di ingredienti, e di solito sono proprio i cartocci di formaggio ed i bocconcini di pane che girano stancamente per la cucina...
Con 100 gr di pane ed altrettanti di formaggio avrete 2 porzioni abbondanti e ristoratrici di golosissima zuppa.
Non sarà certo un piatto da gran gala, ma come comfort food, caldo e ristoratore, appagante e semplice, è perfetto.
Se non credete che sia così buona...non vi resta che provarla.

NdA: simile alla zuppa di pane, in Svizzera, c'è la zuppa basilese di farina, spesso di grano o di segale, con l'aggiunta di farina di mais e mescolata con acqua o latte bollente. In passato era il pranzo della gente povera. A seconda delle disponibilità delle famiglie era possibile aggiungere altri ingredienti, tra cui sale, zucchero o resti di pane secco. Si preparava soprattutto in Svizzera, nel sud ed est della Germania ed in Austria.
Questa zuppa è a tutt'oggi un rapido pranzo tradizionale di Carnevale durante il famoso Carnevale di Basilea, dove è conosciuta col nome di zuppa di farina basilese o Basler Mählsuppe.
Per dare un sapore migliore si può far tostare la farina in padella (darà un sapore nocciolato al tutto, molto piacevole) creando un roux più o meno scuro ed aggiungendo del grasso.
Cipolle, spezie, erbe aromatiche, lardo, midollo e brodo saranno eventualmente aggiunti a seconda della preparazione.

La zuppa solitamente non viene frullata come faccio io: si alternano fette di pane e formaggio per poi coprirle di brodo. Nella versione del Canton Svitto si finisce la cottura in forno fino a che il pane abbia assorbito tutto il brodo, in quella del Canton Uri invece si ha una zuppa liquida con dentro pane e formaggio. Cambiano inoltre i tipi di formaggio.

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ZUPPA DI FORMAGGIO DELLA SVIZZERA CENTRALE (una sorta di via di mezzo tra le versioni del Canton Uri e del Canton Svitto)

Ingredienti per 2 porzioni abbondanti
120 gr di pane casereccio raffermo
1/2 cipolla piccola tritata (od un cucchiaio circa)
2 nocine di burro chiarificato
500-600 gr di brodo di carne
100 gr di Gruyère stagionato
pepe, noce moscata (il sale nel mio caso non serviva, era già sapida di suo. Assaggiate prima di aggiungerlo)
erba cipollina sminuzzata


Preparazione

Con una parte del burro dorate le fette di pane in un padellino antiaderente: far dorare il pane conferirà un piacevole sapore alla zuppa, quasi di nocciola.
Col burro rimanente fate stufare la cipolla in una padella.
Una volta che la cipolla sarà pronta ed il pane sarà tostato, aggiungete il pane nella pentola con la cipolla, coprite col brodo freddo e portate a bollore.
Il pane assorbirà quasi tutto il brodo e si ammorbidirà: se usate pane molto raffermo potrà essere necessario aggiungere altro brodo per regolarne la consistenza.
Una volta spiccato il bollore spegnete e frullate la zuppa con un minipimer.
Riaccendete a fiamma bassa, aggiungete il formaggio e fate cuocere a fuoco dolce fino a che si sarà completamente sciolto.
Regolate se necessario di sale, date qualche generosa macinata di pepe, una grattugiata di noce moscata e terminate con un cucchiaio di erba cipollina tagliuzzata.
Servire ben calda.

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Con questa ricetta partecipo, quasi al fil di lana, al contest di Imma "Tutto in cocotte"

6 dicembre 2010

Se recuperando....formaggio :D

tortin-gratin :D

Formaggio formaggio formaggio! Nata e cresciuta in Svizzera con parenti materni originari del Trentino e quelli paterni francesi, due zone che traboccano di meravigliosi formaggi: potrei non esserne appassionata?
Il formaggio mi scorre, tra una goccia di sangue e l'altra, nelle vene :D.
Ne conseguono sia una sempre abbondante quantità in frigo, sia piatti di recupero piuttosto frequenti coi pezzettini che restano qui e là.
Da brava svizzera l'inverno per me è sinonimo di raclette, un tipico piatto svizzero a base principalmente di patate e formaggio fuso, a cui si possono accostare poi affettati e sottaceti. Per soddisfare le voglie fino in fondo si preparano sempre dosi esagerate di tutti gli ingredienti, così quasi sempre avanza un po' di tutto.
Per i sottaceti non è un gran problema, ma patate e formaggio sono da consumare a breve.
Un piatto di recupero velocissimo, gustoso e facilissimo è una sorta di tartiflette rivisitata.
Io non metto le cipolle, ma essendo un piatto di recupero potete fare un po' come vi pare, sia con le dosi che con gli ingredienti da metterci.
Io, per esempio, avevo ancora qualche dadino di speck avanzato (col resto ci avevo fatto i canederli, ricordate?), così l'ho schiaffato nel tortino di oggi.

Buono :D (anche meglio se lo accompagnate ad un ottimo bianco, magari se lo trovate un bel vino bianco Vallesano ;))

tortin-gratin :D

TORTIN-GRATIN DI RACLETTE, PATATE E SPECK

Ingredienti (vi do le dosi che ho fatto per la porzione che vedete in foto e che ho mangiato da sola)
3 patate medie lessate e tagliate a rondelle
1 manciata di dadini di speck
3-4 fette di formaggio da raclette (va benissimo qualsiasi formaggio che vi avanzi -o un mix-, basta siano formaggi saporiti) + la crosticina raschiata fatta a dadini*
pepe bianco
3 cucchiai di vino bianco secco
3 cucchiai di panna o latte (io ho usato il latte)
una noce di burro

* la crosticina del formaggio da raclette NON si butta, guai a voi, è la parte più buona perché è quella più saporita quando fa la crosticina: si raschia in superficie con un coltellino, giusto da ripulirla, poi fatela a dadini e tenetela da parte

tortin-gratin :D

Preparazione

Semplicissima.
Prendete una pirofilina che possa contenere la preparazione ed ungetela su tutta la superficie.
Accendete il forno e preriscaldate a 200°.
Iniziate a preparare il tortino: fate uno strato di patate -senza sovrapporle-, poi formaggio: di nuovo patate e formaggio (se vi piace ci sta bene anche qualche macinata di pepe bianco), ed infine ancora patate, i dadini di speck, ancora qualche fetta di formaggio.
Spolverizzate da ultimo coi dadini di crosta del formaggio, che gratineranno perfettamente: versate tutto intorno vino e latte mescolati insieme ed infornate fino a doratura (circa 15 minuti).

tortin-gratin :D

29 novembre 2010

Quando il pane raffermo si trasforma...

pane secco canederli

Ohhhhh là..Oggi vi presento una splendida ricetta per realizzare il pane secco!
Come dite? Già l'avete? Comprare il pane, consumarne una parte e dimenticarsene la restante in un angolo della cucina per qualche giorno, così da ritrovarlo secco.
Ok, l'avete già. :D
Allora che faccio?
Uhmm... Potrei aggiungere un ingrediente e vedere di tirarne fuori qualcosa...

canederli (speck)

Ecco, adesso qualcosina si può tirar fuori da quel pane avanzato e cubettato. Comincia a venirvi in mente qualcosa?
Qualcosa di sfizioso, goloso, ricco, caldo, appagante..qualcosa che sa di buono e che ci fa sentire anche estremamente parsimoniosi e lungimiranti perché ottenuto dal pane secco..
Che dite? Avete ancora qualche dubbio sulla ricetta?
Ok dai, un ultimo aiutino prima di "rivelarla"...

canederli 003_edited_edited

Su su, è proprio facile dai!
Amo le ricette di recupero, ve ne ho già presentata qualcuna qui e là (ed ancora qui, qui e qui...ma ce ne sono altre, vi basta entrare nell'etichetta "riciclo avanzi") : le amo anche perché molto spesso si riesce non solo a recuperare, non solo a tirarne fuori qualcosa di buono ma anche ad ottenere un prodotto che "quasi quasi anziché consumarlo il pane lo faccio seccare apposta, così posso farci i canederli".
Buoni, buonissimi.
In brodo, al posto magari dei tortellini, oppure asciutti, con burro e salvia.
Di soliti i prodotti che possono essere consumati nelle due versioni, in brodo ed asciutta, li preferisco in brodo: ero convinta sarebbe stato così anche in questo caso, invece no. Mi sono piaciute entrambe le varianti, ma l'amore vero ed assoluto è sbocciato per quelli con burro e salvia...
Vedete voi quale versione fare: potete realizzarli solo con lo speck, con speck e formaggio, solo al formaggio, con spinaci e formaggio, solo spinaci...Insomma, date una possibilità a queste pallotte ricche e golose, non ve ne pentirete.
La versione da cui sono partita è quella della mitica Marina Braito di Coquinaria, modificando per necessità di ingredienti le dosi di speck e formaggio Asiago (altrimenti l'avrei seguita alla lettera).
Potete anche prepararli e surgelarli, tuffandoli nel brodo bollente tali e quali e lasciando cuocere 8-10 minuti.


canederli al burro

CANEDERLI

Ingredienti per circa 14 canederli
200 gr di pane raffermo fatto a dadini di 1 cm per 1 cm (è palloso, ma è così...mettete su della musica ed entrate in modalità zen mentre lo fate :))
140 gr di speck a cubetti 1x1 cm
60 gr di Asiago stagionato a cubetti 1x1 cm
200 gr di latte bollente
1 uovo piccolo
1 bella manciata di grana grattugiato
prezzemolo tritato a piacere
(non ho messo né sale né pepe ed erano già belli saporiti)


Preparazione

La parte noiosa della preparazione è preparare gli ingredienti a cubetti, poi si viaggia spediti.
Tagliate a cubetti di 1x1 cm circa il pane, lo speck e l'Asiago.
Mettete sul fuoco un pentolino col latte, quando sarà bollente versatelo sul pane e mescolate con un cucchiaio, in modo che tutto il pane si impregni bene di latte. Se fosse necessario aggiungete un goccio di acqua, ma aspettate qualche minuto prima di aggiungerne, per dare al pane il tempo di imbibirsi bene.
Con le mani manipolate il pane, ora morbido, e versateci lo speck, l'asiago, il grana grattugiato ed il prezzemolo: manipolate l'impasto premendo leggermente, in modo da far si che il pane diventi una sorta di colla per tutti gli altri ingredienti.
Unite l'uovo (non tutto subito, mettetene un poco alla volta, così da regolarvi sulla consistenza e non dover rischiare di correggere la consistenza con pangrattato o altro) e mescolate premendo.
Inumidite le mani sotto l'acqua corrente e da questo composto irregolare ricavate delle pallotte della dimensione di una grossa noce.

canederli

Ora, se volete congelarli adagiateli su un vassoio, metteteli in congelatore a rassodare qualche ora e poi metteteli in un sacchetto per alimenti e schiaffateli di nuovo in congelatore, pronti all'evenienza.
Per realizzarli in versione asciutta io li ho cotti in acqua bollente (non deve bollire forte, altrimenti si spaccano tutti) per 6-7 minuti poi li ho scolati, versati nella ciotola ed irrorati di burro fuso e salvia.
Se volete farli in brodo, cuoceteli sempre 6-7 minuti nel brodo bollente e servite con quello.

canederli in brodo

5 luglio 2010

Albicocche e lavanda...

crumble 2

E' un pezzo che ho da parte questa bocchetta di olio essenziale di lavanda, acquistata ad un mercatino di un paese vicino a casa.
Come sempre quando reperisco qualche ingrediente che normalmente non trovo all'inizio sono pervasa dal sacro fuoco della sperimentazione, poi mi dico "ok, ora che ce l'ho non devo più affannarmi, posso cercare con calma una ricetta per usarlo", poi finisce che resta lì...
E' stato il caso con l'olio essenziale di lavanda: trovato su una bancarella di prodotti della Valtellina (che mi aveva donato anche uno splendido succo di mele naturale, con cui mi ero preparata questo) è rimasto in paziente attesa che mi decidessi ad usarlo.
Fino ad ora.
Certo, è talmente forte il sapore dell'olio essenziale (di tutti gli oli essenziali) che se ne usa davvero un niente, ma in questo caso la dose e gli abbinamenti sono stati decisamente azzeccati: lavanda, albicocche, mandorle e pistacchi.
Molto piacevole davvero.
Un crumble.
Sì, fa caldo e ci sarebbe da accendere il forno: però si fa in un attimo (soprattutto se avete come me della frolla avanzata) e una volta infornato potete scappare dalla cucina e sprangare tutto, finché non sarà cotto. ;o)

NdA: se volete un'altra idea per abbinare splendidamente albicocche e lavanda non potete assolutamente non passare da Alex, per le sue albicocche ripiene.

crumble 4

CRUMBLE DI ALBICOCCHE ALLA LAVANDA CON GRANELLA DI PISTACCHI E MANDORLE

Per 2-3 porzioni

300 gr di albicocche già pulite e tagliate a dadini
60 gr di zucchero (nel mio caso erano sufficienti, se preferite più o meno dolce assaggiate)
1 goccia di olio essenziale -alimentare- di lavanda
granella di pistacchi
scaglie di mandorle
granella di zucchero
frolla avanzata (una qualunque ricetta di frolla che usate, io ho usato questa: in questo caso riducetene la dose però )


Preparazione

Pulite le albicocche e tagliatele a dadini: cospargetele con lo zucchero e mescolate. nel giro di qualche minuto cominceranno a buttar fuori il loro succo. Aggiungete la goccia di lavanda (mi raccomando, 1 goccia solamente: l'aroma è fortissimo ed in questa dose è perfetto, perché si percepiscono tutti i sapori senza che vengano sovrastati. Se esagerate otterrete un sapore effetto saponetta) e mescolate bene.

crumble 7

Per la frolla... Io ho usato della frolla che avevo avanzato, sbriciolandola grossolanamente con le mani, ma potete tranquillamente prepararla apposta, seguendo le solite procedure della frolla: farina, zucchero, sale a cui si aggiunge il burro freddo a dadini. Si sbriciola il burro con la farina usando le dita, poi si aggiunge l'uovo e se necessario un goccio di acqua.
Se la preparate appositamente fermatevi quando otterrete delle grosse briciolone di impasto, non proseguite fino a che sia completamente unito: vi servono proprio le briciole.
Preriscaldate il forno a 180°.
Prendete dei ramequins, dei contenitorini monoporzione o una teglia, versateci dentro le albicocche con tutto il succo, cospargetele fino a coprirle con le briciole di frolla, una manciata di granella di pistacchi, una di scaglie di mandorle ed una di granella di zucchero.
Infornate per circa 15 minuti, o finché la frolla sarà cotta.

crumble 6