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7 gennaio 2013

Terra e mare.

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Legumi e crostacei legano che è una meraviglia: nessuna scoperta da parte mia, solo pura constatazione. Mai ricetta mi è piaciuta di più, per questo binomio, di questa che segue.
Una semplicissima passata di ceci con dei gamberoni scottati ed una riduzione della bisque realizzata con le loro teste.
Un piatto semplicissimo nella sua realizzazione, il grosso del lavoro (legato più ai tempi di cottura che altro) può essere fatto il giorno precedente al servizio, mantenendo la polpa dei gamberoni ben conservata.
Le quantità di passata e gamberoni a persona sono soggettive e dipendono anche molto dal momento del pasto a cui vorrete dedicare il piatto: è un ottimo antipasto (ed è come l'ho servito io), ma anche un delicato e piacevole secondo.
Fate voi.
Posso solo consigliarvi di provarlo.
Nulla di complesso, servono solo ingredienti buoni e freschissimi. In realtà sarebbe l'ideale sempre, ma ancor più quando un piatto così buono si basa su pochissimi prodotti. Scadenti quelli, il risultato non sarà all'altezza della bontà reale.

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PASSATINA DI CECI CON GAMBERONI E LORO RIDUZIONE

Ingredienti per 4 persone

per la passatina di ceci
200 gr di ceci secchi
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
prezzemolo
1/2 spicchio di aglio tritato
1 cucchiaio di cipolla tritata
brodo vegetale (sedano+carota+cipolla)
olio extravergine delicato e fruttato (ne ho usato uno del Garda)

per la riduzione di gamberi
8 teste di gamberoni (tenete la polpa da parte)
1 carota
1/2 cipolla media
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
pizzico scarso di timo secco
1 spruzzata di vino bianco secco
1 spruzzata di cognac
1 litro circa di acqua fredda
olio (del Garda)
sale

polpa dei gamberoni
poco olio


Preparazione

E' possibile preparare sia la passata che la riduzione di gamberi la sera precedente e conservarle in frigo fino al momento dell'uso.

Per la riduzione di gamberi: scaldare benissimo una padella dal fondo spesso e tostare carota e cipolla tagliate grossolanamente.
Una volta ben tostate, aggiungere le teste dei gamberoni, schiacciando bene e mescolando.
Aggiungere il timo ed il concentrato di pomodoro.
Sfumare col vino poi, una volta evaporato, sfumare col cognac: una volta evaporato l'alcool anche di quest'ultimo mettere l'acqua fredda, portare a bollore, abbassare la fiamma e coprire.
Cuocere per circa 30-40 minuti, poi lasciar raffreddare e filtrare il tutto.
Porre nuovamente sul fuoco e far restringere fino ad ottenere una consistenza simile ad una salsa densa.
Solo a questo punto assaggiare e regolare eventualmente di sale.

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Per la passatina di ceci.
La sera prima mettere i ceci secchi a mollo in acqua fredda e lasciarceli fino al giorno seguente.
Scaldare una pentola, aggiungere un paio di cucchiai di olio e mettere 1/2 spicchio di aglio tritato, 1 cucchiaio di cipolla e prezzemolo tritati.
Lasciar insaporire, poi aggiungere i ceci, il concentrato di pomodoro ed allungare col brodo vegetale.
Abbassare la fiamma,coprire e portare a cottura i ceci: devono essere morbidi e disfarsi con facilità.
Spegnere il fuoco e frullare il tutto con l'aiuto di un minipimer.
Se si vuole una consistenza più vellutata, filtrare il tutto con un passino.
Regolare di sale.

Pulire le code di gamberone, eliminare l'intestino incidendole sul dorso.
Scaldare bene un tegame, aggiungere un filo di olio o di burro e scottare appena i gamberoni, avendo cura di cuocerli il minimo indispensabile (1 minuto e non di più).
Impiattare versando la passatina di ceci sul fondo del piatto, posizionare al centro i gamberoni e finire cospargendo il tutto con la riduzione.
Terminare con un filo d'olio ed eventualmente guarnire con del prezzemolo o del rosmarino, a piacere.

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12 novembre 2012

I piatti semplici che piacciono a tutti

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Risottiera Emile Henry

Pasta e ceci.
Calda, semplice, economica, ristoratrice. Uno dei piatti che più spesso preparo nel periodo invernale.
Servono ingredienti che ho sempre in casa, piace praticamente a tutti e si può realizzare in anticipo, cuocendo la pasta solo poco prima del pasto in cui si decide di consumarla.
Tante, tantissime le versioni che si possono trovare, più o meno ricche.
Quella che vi presento io, semplicissima eppure squisita, è la versione che ho mangiato per la prima volta a casa di mia suocera, ormai 11 anni fa.
Mi è tanto piaciuta da chiederle la ricetta, che lei realizza anche coi fagioli.
Da allora è diventata anche la pasta e ceci di casa mia.
Per la cottura... Beh, io mi sono data alla terracotta -con la risottiera di Emile Henry-, un materiale perfetto per questi piatti rustici e dalle lunghe cotture.


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PASTA E CECI

Ingredienti

250 gr di ceci secchi
125 gr di passata di pomodoro
1 cipolla piccola o 1 scalogno
1-2 spicchi d'aglio
1 manciata di prezzemolo tritato
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 litri di brodo vegetale (sedano-carota-cipolla)
180-200 gr di pasta mista secca (o pasta fresca, ancora meglio)
sale, pepe, peperoncino


Preparazione

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Risottiera Emile Henry

La sera prima mettere a mollo i ceci in abbondante acqua fredda e preparare a parte il brodo vegetale.
Lasciare i ceci a bagno almeno 12 ore.
Il giorno seguente scolarli dall'acqua.
Preparare una pentola capace in grado di contenere comodamente tutti gli ingredienti.
Preparare un battuto con prezzemolo, cipolla e aglio.
Scaldare la pentola con l'olio, versare il battuto, far insaporire un minuto (siate veloci, perchè l'aglio brucia in fretta), aggiungere i ceci ed il peperoncino (a piacere) ed insaporire per un minuto.
Versare la salsa di pomodoro ed il brodo (freddo).
Far sobbollire e cuocere coperto a fuoco moderato per un'ora, poi proseguire a pentola scoperta per altri 30 minuti: per le tempistiche di cottura assaggiare i ceci, che dovranno essere belli teneri.

Prelevare un po' di ceci da lasciare interi e metterli da parte.
Frullare il resto della zuppa col minipimer: aggiungere di nuovo i ceci da lasciare integri, regolare se necessario di sale e pepe ed aggiungere la pasta.
Fermare la cottura con la pasta leggermente al dente, lasciar riposare qualche minuto fuori dal fuoco, poi impiattare, finendo la preparazione con un giro d'olio extravergine a crudo.

Io, che metterei il formaggio anche nel caffelatte, aggiungo anche una bella spolverata di grana grattugiato.

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24 maggio 2012

Un piatto che scalda le fredde (!!!) giornate di maggio...

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Altro giro altro piatto rapidissimo ma altrettanto soddisfacente.
Più i piatti che vi presento sono rapidi da fare più le probabilità che siano stati il mio pranzo sono alte :)
Quando sono sola durante la settimana ho poca voglia di stare a cucinare chissà cosa, così per non mangiare porcherie ripiego su piatti semplici ma che diano soddisfazione a pancia e palato: considerando poi che le temperature continuano a passare da 12° a 27°, qui si alternano pasta fredda e zuppe di pesce da un giorno all'altro!
Questo piatto, col freddo di questi giorni, è stato un vero toccasana (ed oggi promette invece un gran caldo: non se ne capisce nulla!)

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VICHYSSOISE CON GAMBERI SCOTTATI AL BURRO ALLE ERBE


Ingredienti

patate
code di gambero
porri
panna acida
burro alle erbe (potete comprarlo o farlo, tritando le erbe aromatiche che più vi piacciono, mescolandole al burro morbido e lasciandolo poi rassodare nuovamente in frigo: a me coi gamberi piace usare il burro preparato da me con scorze di limone, erba cipollina, aglio orsino )
brodo vegetale


Preparazione

collage vichyssoise

Tagliate i porri e sciacquateli bene per eliminare ogni eventuale residuo di terra.
In una padella scaldare un cucchiaio di olio e stufarci il porro: aggiungere le patate fatte a dadini, mescolare bene ed aggiungere brodo fino a coprire il tutto di un dito.
Portare a cottura, frullare col minipimer (magari un oggettino tipo questo, fantastico!)e da ultimo aggiungere un cucchiaio di panna acida.
In un padellino a parte sciogliere una nocina di burro alle erbe e scottare le code di gamberone.
Servire caldo.

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18 febbraio 2011

Altro giro, altra corsa, sempre Svizzera :)

zuppa al formaggio 004editededited

La zuppa di pane.
Roba triste, detta così.
E' una bontà assoluta. Sono capace di mangiarmene due ciotole in 5 minuti senza problemi, stile idrovora.
Anche questa è una ricetta svizzera.
Non so quali siano esattamente le sue origini, ma a casa mia si usa come zuppa di recupero: è perfetta per terminare gli avanzini di Gruyère e di pane casereccio rimasti dalla fondue (siccome è sempre un po' difficile quantificare le dosi per un piatto come la fondue, di solito tendo a prepararne più del necessario, e finisco sempre per averne avanzi).
E' perfetto per il recupero perché non servono dosi spropositate di ingredienti, e di solito sono proprio i cartocci di formaggio ed i bocconcini di pane che girano stancamente per la cucina...
Con 100 gr di pane ed altrettanti di formaggio avrete 2 porzioni abbondanti e ristoratrici di golosissima zuppa.
Non sarà certo un piatto da gran gala, ma come comfort food, caldo e ristoratore, appagante e semplice, è perfetto.
Se non credete che sia così buona...non vi resta che provarla.

NdA: simile alla zuppa di pane, in Svizzera, c'è la zuppa basilese di farina, spesso di grano o di segale, con l'aggiunta di farina di mais e mescolata con acqua o latte bollente. In passato era il pranzo della gente povera. A seconda delle disponibilità delle famiglie era possibile aggiungere altri ingredienti, tra cui sale, zucchero o resti di pane secco. Si preparava soprattutto in Svizzera, nel sud ed est della Germania ed in Austria.
Questa zuppa è a tutt'oggi un rapido pranzo tradizionale di Carnevale durante il famoso Carnevale di Basilea, dove è conosciuta col nome di zuppa di farina basilese o Basler Mählsuppe.
Per dare un sapore migliore si può far tostare la farina in padella (darà un sapore nocciolato al tutto, molto piacevole) creando un roux più o meno scuro ed aggiungendo del grasso.
Cipolle, spezie, erbe aromatiche, lardo, midollo e brodo saranno eventualmente aggiunti a seconda della preparazione.

La zuppa solitamente non viene frullata come faccio io: si alternano fette di pane e formaggio per poi coprirle di brodo. Nella versione del Canton Svitto si finisce la cottura in forno fino a che il pane abbia assorbito tutto il brodo, in quella del Canton Uri invece si ha una zuppa liquida con dentro pane e formaggio. Cambiano inoltre i tipi di formaggio.

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ZUPPA DI FORMAGGIO DELLA SVIZZERA CENTRALE (una sorta di via di mezzo tra le versioni del Canton Uri e del Canton Svitto)

Ingredienti per 2 porzioni abbondanti
120 gr di pane casereccio raffermo
1/2 cipolla piccola tritata (od un cucchiaio circa)
2 nocine di burro chiarificato
500-600 gr di brodo di carne
100 gr di Gruyère stagionato
pepe, noce moscata (il sale nel mio caso non serviva, era già sapida di suo. Assaggiate prima di aggiungerlo)
erba cipollina sminuzzata


Preparazione

Con una parte del burro dorate le fette di pane in un padellino antiaderente: far dorare il pane conferirà un piacevole sapore alla zuppa, quasi di nocciola.
Col burro rimanente fate stufare la cipolla in una padella.
Una volta che la cipolla sarà pronta ed il pane sarà tostato, aggiungete il pane nella pentola con la cipolla, coprite col brodo freddo e portate a bollore.
Il pane assorbirà quasi tutto il brodo e si ammorbidirà: se usate pane molto raffermo potrà essere necessario aggiungere altro brodo per regolarne la consistenza.
Una volta spiccato il bollore spegnete e frullate la zuppa con un minipimer.
Riaccendete a fiamma bassa, aggiungete il formaggio e fate cuocere a fuoco dolce fino a che si sarà completamente sciolto.
Regolate se necessario di sale, date qualche generosa macinata di pepe, una grattugiata di noce moscata e terminate con un cucchiaio di erba cipollina tagliuzzata.
Servire ben calda.

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Con questa ricetta partecipo, quasi al fil di lana, al contest di Imma "Tutto in cocotte"

31 gennaio 2011

Una base classica della cucina...

gamberone argentino 001editededited

Ho recentemente scoperto che uno dei miei gatti va letteralmente matto per i gamberoni: che siano imperiali o argentini poco importa, guai a non prestargli attenzione mentre mendica la sua razione di crostaceo.
Non è evidente muoversi per la cucina mentre un gatto (tutt'altro che minuto per giunta, dall'alto dei suoi 8 kg circa) decide che vuole a tutti i costi parte di quel che sarà la tua cena.
Provare per credere :).

In questo post c'è la ricetta di una realizzazione base della cucina: il fumetto di crostacei.
Io lo preparo quasi sempre per realizzare un piatto di cui il fidanzato è ghiotto, un classicissimo risotto di scampi.
Lo ricordo, in modalità idrovora, in un ristorante di Roma in cui l'aveva ordinato. Io gli avevo sconsigliato di prenderlo, perché temevo che gli servissero un risotto con una crema di crostacei pronta, ma lui ha insistito. L'ha divorato, gli è piaciuto molto.
Io l'ho assaggiato e...la certezza non l'avrò mai, ma ci potrei scommettere che non mi sbagliavo. Il sapore era...come dirvi... Standardizzato.
Quella sera ho deciso che gli avrei fatto assaggiare il risotto realizzato come si deve, e così ho fatto.
Quando è tornato la sera il primo commento entrando dalla porta è stato "che profumino! Mi ricorda qualcosa che conosco...".
Assaggiandolo mi ha detto che era davvero buono, forse meglio di quello del ristorante (il forse mi ha lasciata tutto sommato contenta: quando cresci abituato ad un sapore standard si tende a fare il paragone su quel determinato gusto. Lui il paragone lo faceva sul sapore che conosceva e riconosceva come quello del risotto di scampi che aveva sempre mangiato).
Da allora ho cercato di rieducarlo al sapore e...oggi non ordina più il risotto di scampi al ristorante, preferisce il mio :).

....e, non c'entra nulla, ma...sempre a proposito di rieducazione del gusto: quando ha assaggiato il pesto che avevo fatto io, qualche estate fa, mi ha sorpresa dicendo, dopo il primo boccone "ha un sapore diverso, più intenso e fresco. Questo l'hai fatto tu, si sente la differenza con quelli comprati: questo mi piace di più!"
Non potete capire la soddisfazione di aver sentito che percepiva la differenza tra i due prodotti.
Se mi avesse detto che non gli piaceva mi sarebbe andata bene lo stesso, ma sarei stata comunque felice dell'affinamento di percezioni del suo palato.

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FUMETTO DI CROSTACEI

Ingredienti

2 carote medie
1 cipolla medio-grande
3-4 pomodori maturi (in alternativa 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro)
qualche gambetto di prezzemolo
1 rametto di timo
1 foglia grande d'alloro
1.2 kg di scampi/gamberoni interi
1 spruzzo di cognac
1/2 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di burro chiarificato (o olio) - io preferisco il burro, che trovo più adatto al sapore "dolce" del tutto


Preparazione

Tagliate grossolanamente carota e cipolle.
Pulite gli scampi, tenendo da parte le teste e recuperando la polpa, che terrete da parte.
Fate sciogliere il burro in una pentola, versateci carote e cipolle e fate rosolare bene.
Aggiungete ora le teste degli scampi e fate cuocere, sempre a fuoco vivo, fino a che cambieranno colore e saranno tostati. Schiacciate anche le teste col cucchiaio di legno, per estrarre tutto il sapore tipico dello scampo.
Sfumate prima col cognac, lasciate evaporare l'alcool ed aggiungete il vino: fate sfumare l'alcool anche del vino, poi aggiungete i pomodori -o il concentrato- il bouquet garni -ossia il mazzetto di aromi prezzemolo/timo/alloro- ed acqua fredda, circa 1 litro e mezzo.
Abbassate la fiamma, coprite e fate cuocere 1 ora: fate ritirare la bisque fino ad averne la quantità necessaria e fino a che avrete un prodotto con un intenso profumo di scampi.
Regolate di sale e pepe, tenendo presente che se la userete come brodo per portare a cottura un risotto, per esempio, tenderà a restringersi ulteriormente, quindi la sapidità aumenterà.

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Chiudo questo post con una foto che mi piace molto: lo sfondo su cui poggiano le ciotoline nella foto che segue è stato realizzato da mamma, dopo pressioni e tormento indicibile da parte della figlia.
Sono parecchio orgogliosa del suo operato e, prima di iniziare ad utilizzarlo come se nulla fosse mi pareva doveroso citarla e ringraziarla.
Dato che mi piace parecchio ora la metterò sotto a farne altri :D

Ciotolo-giocando

29 novembre 2010

Quando il pane raffermo si trasforma...

pane secco canederli

Ohhhhh là..Oggi vi presento una splendida ricetta per realizzare il pane secco!
Come dite? Già l'avete? Comprare il pane, consumarne una parte e dimenticarsene la restante in un angolo della cucina per qualche giorno, così da ritrovarlo secco.
Ok, l'avete già. :D
Allora che faccio?
Uhmm... Potrei aggiungere un ingrediente e vedere di tirarne fuori qualcosa...

canederli (speck)

Ecco, adesso qualcosina si può tirar fuori da quel pane avanzato e cubettato. Comincia a venirvi in mente qualcosa?
Qualcosa di sfizioso, goloso, ricco, caldo, appagante..qualcosa che sa di buono e che ci fa sentire anche estremamente parsimoniosi e lungimiranti perché ottenuto dal pane secco..
Che dite? Avete ancora qualche dubbio sulla ricetta?
Ok dai, un ultimo aiutino prima di "rivelarla"...

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Su su, è proprio facile dai!
Amo le ricette di recupero, ve ne ho già presentata qualcuna qui e  (ed ancora qui, qui e qui...ma ce ne sono altre, vi basta entrare nell'etichetta "riciclo avanzi") : le amo anche perché molto spesso si riesce non solo a recuperare, non solo a tirarne fuori qualcosa di buono ma anche ad ottenere un prodotto che "quasi quasi anziché consumarlo il pane lo faccio seccare apposta, così posso farci i canederli".
Buoni, buonissimi.
In brodo, al posto magari dei tortellini, oppure asciutti, con burro e salvia.
Di soliti i prodotti che possono essere consumati nelle due versioni, in brodo ed asciutta, li preferisco in brodo: ero convinta sarebbe stato così anche in questo caso, invece no. Mi sono piaciute entrambe le varianti, ma l'amore vero ed assoluto è sbocciato per quelli con burro e salvia...
Vedete voi quale versione fare: potete realizzarli solo con lo speck, con speck e formaggio, solo al formaggio, con spinaci e formaggio, solo spinaci...Insomma, date una possibilità a queste pallotte ricche e golose, non ve ne pentirete.
La versione da cui sono partita è quella della mitica Marina Braito di Coquinaria, modificando per necessità di ingredienti le dosi di speck e formaggio Asiago (altrimenti l'avrei seguita alla lettera).
Potete anche prepararli e surgelarli, tuffandoli nel brodo bollente tali e quali e lasciando cuocere 8-10 minuti.


canederli al burro

CANEDERLI

Ingredienti per circa 14 canederli
200 gr di pane raffermo fatto a dadini di 1 cm per 1 cm (è palloso, ma è così...mettete su della musica ed entrate in modalità zen mentre lo fate :))
140 gr di speck a cubetti 1x1 cm
60 gr di Asiago stagionato a cubetti 1x1 cm
200 gr di latte bollente
1 uovo piccolo
1 bella manciata di grana grattugiato
prezzemolo tritato a piacere
(non ho messo né sale né pepe ed erano già belli saporiti)


Preparazione

La parte noiosa della preparazione è preparare gli ingredienti a cubetti, poi si viaggia spediti.
Tagliate a cubetti di 1x1 cm circa il pane, lo speck e l'Asiago.
Mettete sul fuoco un pentolino col latte, quando sarà bollente versatelo sul pane e mescolate con un cucchiaio, in modo che tutto il pane si impregni bene di latte. Se fosse necessario aggiungete un goccio di acqua, ma aspettate qualche minuto prima di aggiungerne, per dare al pane il tempo di imbibirsi bene.
Con le mani manipolate il pane, ora morbido, e versateci lo speck, l'asiago, il grana grattugiato ed il prezzemolo: manipolate l'impasto premendo leggermente, in modo da far si che il pane diventi una sorta di colla per tutti gli altri ingredienti.
Unite l'uovo (non tutto subito, mettetene un poco alla volta, così da regolarvi sulla consistenza e non dover rischiare di correggere la consistenza con pangrattato o altro) e mescolate premendo.
Inumidite le mani sotto l'acqua corrente e da questo composto irregolare ricavate delle pallotte della dimensione di una grossa noce.

canederli

Ora, se volete congelarli adagiateli su un vassoio, metteteli in congelatore a rassodare qualche ora e poi metteteli in un sacchetto per alimenti e schiaffateli di nuovo in congelatore, pronti all'evenienza.
Per realizzarli in versione asciutta io li ho cotti in acqua bollente (non deve bollire forte, altrimenti si spaccano tutti) per 6-7 minuti poi li ho scolati, versati nella ciotola ed irrorati di burro fuso e salvia.
Se volete farli in brodo, cuoceteli sempre 6-7 minuti nel brodo bollente e servite con quello.

canederli in brodo

15 novembre 2010

Un sorso di spinaci? :D

zuppa di spinaci

Una cosa semplicissima che mi porta indietro nel tempo.
Questa è la versione casalinga di una zuppetta che trovavo in vendita da ragazzina in Svizzera: era una vellutata di spinaci con la panna.. Una cosa di una banalità sconvolgente ma che mi piaceva da impazzire.
All'epoca ancora non ero appassionata di cucina, quindi per diverso tempo la acquistavo quando mi prendevano le voglie...
Ora che invece in cucina mi muovo con più tranquillità la realizzo senza problemi: ci vuole un niente per farla, pochissimi ingredienti e pochissima cottura.
Non so voi, ma in inverno io gli spinaci surgelati li ho praticamente sempre a disposizione, quindi se la voglia prende...un attimo ed il gioco è fatto! ;)
Suppongo che, dato il colore verde brillante, avrebbe potuto tranquillamente essere una vellutata adatta per Halloween ma...non è che da noi lo si festeggi molto, forse perché non ci sono bimbi in giro. Comunque magari tenetela presente per l'anno prossimo, una bella zuppa Slime!

zuppa di spinaci

VELLUTATA DI SPINACI

Ingredienti per circa 4 mini porzioni da antipasto
300 gr di spinaci (io uso quelli surgelati)
100 gr di patate (circa 1 media)
brodo vegetale q.b
3-4 cucchiai di panna acida  (oppure latte intero o panna semplice)
sale, pepe bianco
crostini di pane a lievitazione naturale (tostati in un padellino con un niente di olio)


Preparazione

Portate a bollore del brodo vegetale e cuoceteci la patata sbucciata e fatta a tocchetti.
Quando sarà cotta scolatela e mettetela da parte.
Tuffate ora nel brodo gli spinaci e cuocete 5 minuti.
Mettete patate, spinaci ed un poco di brodo in un contenitore lungo e stretto, adatto per frullare tutto col minipimer: regolate la consistenza desiderata aggiungendo eventualmente dell'altro brodo e regolate di sale e pepe.
A questo punto si arricchisce (visto che la zuppa è poverissima e ce lo possiamo permettere ;)) con qualche cucchiaio di panna acida - o se preferite del semplice latte -: se volete una variante davvero super light finitela solo con un giro di olio.
Terminare con qualche crostino di pane a lievitazione naturale, fatto tostare a parte in un pentolino antiaderente con un velo di olio.

zuppa di spinaci

6 ottobre 2010

Velvety pleasure...

zuppa 6

Autunno.
Temperature che scendono, a volte di colpo, altre gradualmente. La voglia di spezzare la routine pasta/riso, carne/pesce con qualcosa di fumante e dalla consistenza completamente diversa.
Voglia però anche di profumi e colori.
Al supermercato ormai sono comparse le zucche, prodotto che fino a pochissimi anni fa guardavo con timore e che lasciavo lì, nonostante lo trovassi bellissimo ed invitante.
Poi abbiamo rotto il ghiaccio, abbiamo cominciato a conoscerci ed anche a piacerci.
Gli gnocchi li mangiamo abbastanza spesso -ovviamente in stagione-, ma volevo dell'altro: una zuppa!
Addirittura anche il fidanzato, da sempre "zuppe-e-verdure-refrattario", se ne è scolato una zuppiera di dimensioni imbarazzanti.
"Beh, io che credevo che fosse uno sciacquabudella, invece sono sazio ed era proprio buona!" → Miracolo!
Io amo molto creme e vellutate: mi soddisfano e riempiono, ed hanno l'indiscusso vantaggio di poter essere preparate in anticipo ed essere consumate in un secondo momento, diventando se possibile ancora più buone.
Ora che anche lui comincia a gradirle proverò a farne di diversi tipi...ovviamente se meriteranno ve ne darò notizia, statene certi. ;D

zuppa 3

VELLUTATA DI ZUCCA, PATATE E PORRI CON PANNA ACIDA

Ingredienti (direi per 4 persone, più o meno... dipende se la usate come entrata o piatto unico)

500 gr di patate (io ho usato le patate a buccia rossa)
500 gr di zucca
1 porro (circa 150 gr, solo la parte bianca)
1 noce di burro
brodo vegetale
2-3 cucchiai di panna acida
noce moscata
sale, pepe bianco


Preparazione

Pulite e tagliate il porro a strisce sottile, mettete una noce di burro in una pentola, fatelo sciogliere a fuoco dolce ed aggiungete il porro. Fatelo cuocere dolcemente, senza fargli prendere colore e finché si sarà ammorbidito (ci vorranno circa 5-10 minuti).
Intanto pulite e tagliate le patate e la zucca, facendoli a dadi delle stesse dimensioni così che la cottura per tutti i pezzi sia uniforme.
Una volta che il porro si sarà ammorbidito aggiungete zucca e patate e rosolatele un minuto: coprite tutto con del brodo vegetale (il brodo deve arrivare a filo delle verdure) e lasciate andare dolcemente.
Una volta che le patate e la zucca saranno stracotti (una mezzora circa) frullate tutto col minipimer, regolate di sale, pepe bianco e noce moscata.
Aggiungete la panna acida (oppure, se non l'avete, della panna normale o del latte intero) e mescolate.
Accompagnate la zuppa con crostini di pane (io faccio tostare delle fette di baguette con un niente di olio).

Collage di Picnik

12 maggio 2010

Un piatto di asparagi per scaldarsi....a maggio...

Uova ed asparagi: esiste qualcosa di più classico, come abbinamento?
In questo periodo non avrei mai e poi mai creduto che mi sarei ritrovata a postare una ricetta del genere: non tanto per gli asparagi che sì, sono in stagione, quanto perché ho pensato di convertirli in una fumante vellutata.
L'idea di consumare una vellutata a metà maggio non mi avrebbe mai sfiorata, soprattutto se ripenso al maggio 2003, quell'anno pazzesco in cui il 9 maggio ero ad un matrimonio con un vestitino che era un velo ed ancora sudavo...
Questo maggio invece è parecchio più fresco, e molto piovoso, così la voglia di avere in tavola piatti caldi e quasi invernali è risalita.
Ed il classico ci sta sempre bene, soprattutto quando ho voglia di comfort food.
Una vellutata con asparagi e porri, da consumare così, magari arricchita da qualche dadino di pancetta croccante o di pane tostato, oppure usata come salsa per accompagnare un semplice uovo al tegame..
Veloce, semplice, gustosa, confortante, colorata.
Niente di innovativo, chiamiamolo un promemoria in cui sottolineare quanto è bello cucinare con ingredienti particolari... ma anche ritrovare la coccola nei piatti semplici semplici, quelli che si fanno senza pesare tutto e che vengono sempre bene comunque.


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VELLUTATA DI ASPARAGI E PORRI e UOVA AL TEGAMINO CON CREMA DI ASPARAGI E PORRI

Ingredienti (con queste dosi ho ottenuto due scodelline di zuppa e due primi con l'uovo)

un mazzo da 500 gr di asparagi
1 porro (serve solo la parte bianca)
1 noce di burro
sale, pepe
2-3 cucchiai di panna/panna acida/mascarpone/Philadelphia (ciò che preferite)
Acqua o brodo vegetale q.b

2 uova
paprika (se piace, un pizzico)
sale, pepe
una noce di burro


Preparazione

Tagliate le punte di asparago e mettetele da parte.
Dai gambi eliminate la parte terminale, quella più legnosa: per farlo teneteli alle due estremità con le mani, poi fletteteli. Il punto in cui si rompono sarà quello che vi permetterà di capire fino a dove l'asparago è tenero.
Eliminate le estremità legnose da tutti gli asparagi.
Lavateli bene, tagliateli a rondelle e metteteli da parte.
Prendete il porro, eliminate le radici e la parte verde e affettatelo: sciacquatelo benissimo sotto l'acqua corrente per eliminare residui di terra.
A questo punto prendete una pentola, fatela scaldare ed aggiungeteci il burro: mettete i porri e fateli stufare per bene, per circa 10 minuti.
Ora aggiungete i gambi degli asparagi, mescolate bene per fare insaporire e coprite con acqua bollente o brodo vegetale: fate "stracuocere" il tutto, poi frullate col minipimer ed aggiungete qualche cucchiaio di panna/formaggio a vostra scelta, regolando anche di sale e pepe.
A parte lessate le punte di asparago in acqua bollente salata.
In un tegamino fate sciogliere una noce di burro, rompeteci dentro l'uovo, salate, mettete un pizzico di paprika se vi piace e cuocete: a me piace col tuorlo ancora liquido, ma regolatevi a secondo dei vostri gusti.

A questo punto avete tutto.

asparagi 8

Se decidete di optare per la zuppa semplice, versate nelle ciotoline e guarnite con le punte di asparago (potete anche arricchire con fettine o dadini di pancetta, e magari con qualche dadino di pane tostato): se invece volete servire il primo piatto con l'uovo, versate un po' della zuppa nel piatto, "a specchio", adagiateci sopra l'uovo e finite sempre con le punte di asparagi.

asparagi 2

23 febbraio 2010

Torniamo a cucinare..

menta ok

Ogni tanto mi capita di voler sperimentare abbinamenti classici.
In questo caso è stata la volta di piselli e menta, a cui fa da contraltare marcato il latticello.
I piselli dolci, la menta fresca, il cipollotto "pungente" ed il latticello acidulo: so di aver visto qualcosa di simile in giro per blog e non riesco a ricordarmi su quale, giusto che era straniero.
Quando ieri ho comprato i piselli surgelati, quasi in automatico devo aver pensato alla vellutata ed una volta a casa mi sono resa conto di avere a disposizione tutto ciò che volevo usare.

E' una ricetta velocissima: nel tempo necessario ai piselli per cuocersi si apparecchia la tavola.

Vi confesso una cosa però: in questo caso secondo me l'acidulo del latticello resta troppo marcato. Propenderei di usare al suo posto un vasetto di yogurt magro da 125 gr ed il resto latte o panna.
Inoltre la menta io la uso con parsimonia.
Mi piace un sentore leggerissimo, se troppo forte mi stomaca: quindi regolatevi a seconda di quanto amate sentirla (ed è semplicissimo, basta metterne poche foglie alla volta mentre si frulla, ed assaggiare man mano). E' possibile anche usare del sale mentolato, usando il procedimento indicato qui sostituendo ovviamente il sale allo zucchero.

Io ho servito la vellutata in queste tazzine, ottenendone una dose da appetizer, un inizio cena leggero e fresco: se usata in tazzine simili la dose diventa (così, ad occhio) per circa 10 porzioni: in normali ciotoline da zuppa si parla di 2-3 porzioni.


CAPPUCCIO 6 credit

VELLUTATA DI PISELLI CON MENTA E LATTICELLO

Ingredienti per 2-3 porzioni

300 gr di piselli scongelati (potete usarli anche appena presi dal freezer, vi servirà però più brodo o acqua ed un tempo maggiore per farli diventare teneri)
150 gr di brodo (di pollo o vegetale)
1 cucchiaino di cipollotto tritato
menta (questa va a piacere)
210 gr di latticello (oppure -secondo me è meglio- metà yogurt e metà latte intero)
sale, pepe

per guarnire

foglioline di menta
mascarpone o panna acida


Preparazione

Semplicissima, banale.
Tuffate nel brodo bollente i piselli e cuocete per circa 15 minuti o finché saranno morbidi.
A questo punto con un frullatore ad immersione miscelate i piselli aggiungendo anche il latticello (o, come ritengo meglio, uno yogurt e panna/latte), la menta ed il cipollotto tritato.
Correggete di sale e pepe, versate nelle fondine e decorate con un cucchiaino di mascarpone (o panna acida) in superficie ed un ciuffetto di menta.
Servire.

CAPPUCCIO A POSTO

16 febbraio 2010

Proseguono le prime volte...

indiano 17 credit

...e stavolta, dopo la mia prima volta thai, mi butto sull'indiano!
Oddio, "buttarsi" è un termine decisamente inappropriato considerato che per questa preparazione mi sono affidata ancora ad Alex, che con spezie, condimenti ed abbinamenti etnici è parecchi passi avanti a me..
Il bello è che in dispensa ho tutte -o quasi- le spezie più utilizzate nelle preparazioni di piatti etnici, poi però mi prende il sacro terrore di far pasticci e non oso più di tanto.
Però la voglia di metter mano a tutte le spezie della dispensa è sempre forte, così dopo aver sperimentato il mio primo piatto thai ho deciso di provare un'altra zuppa: stavolta l'ingrediente base sono le lenticchie rosse decorticate.

indi ok

Le lenticchie rosse hanno il grandissimo pregio, al quale accennava anche Alex stessa, di non aver bisogno di ammollo e di cuocersi nel giro di una mezz'ora e quindi possono essere usate per piatti rapidi.
Gli altri ingredienti che compongono la zuppa sono molto semplici (sedano, cipollotti, carote, aglio) e le spezie sono tra quelle che ormai si trovano in quasi tutti i supermercati (cumino, coriandolo, pepe di Cayenna).

Collage indiano

Non è per nulla difficile, si può consumare in versione più rustica oppure frullando la zuppa rendendola una piacevolissima vellutata: Alex ha scelto la prima versione, io la seconda.

Collage indiano 2

Confesso che ero un po' scettica, non tanto sul risultato in sé della ricetta, fidandomi ciecamente di Alex, quanto sul mio personale gradimento del prodotto finale.
Però le lenticchie rosse le avevo prese da Naturasì proprio perchè questa zuppa mi era piaciuta, per la rapidità di esecuzione e per la semplicità degli ingredienti: mi sono fidata.
Non me ne sono affatto pentita, anzi.
Ho fatto delle piccole modifiche alla sua ricetta, roba da poco: le trovate tra parentesi.

indiano 15 credit ok

ZUPPA DI LENTICCHIE ROSSE

Ingredienti per 4-5 persone


400 gr di lenticchie rosse decorticate
1 gambo di sedano (l'ho omesso)
2 carote
1 spicchio d'aglio privato dell'anima
5-6 cucchiai di olio d'oliva (4 cucchiaini di olio di semi di girasole)
1 cucchiaino di semi di coriandolo
1 cucchiaino di semi di cumino
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 litro di brodo vegetale
1 mazzetto di coriandolo fresco (io ho usato 2 cipollotti)
succo e scorza grattugiata di 1 lime
pepe di cayenna
sale e pepe




Preparazione


Sciacquare bene le lenticchie. 
Pulire le carote (il sedano) e del cipollotto e tagliarli a cubetti. 
Tritare lo spicchio d'aglio. 
Scaldare l' olio in una pentola ed aggiungere l'aglio, i semi di coriandolo ed i semi di cumino e lasciar tostare per bene.
 Aggiungere le lenticchie, il concentrato di pomodoro, i cubetti di carote (sedano) ed il cipollotto. 
Regolare di sale e pepe.
Cuocere per qualche minuto prima di aggiungere il brodo. 
Far sobbollire a fuoco basso per circa 20-30 minuti (io ho dovuto aggiungere dell'acqua, perchè volendo frullare il tutto mi serviva leggermente più liquido).

Collage indiano 3

Intanto lavare i restanti cipollotti (oppure il coriandolo, se usate quello), tagliarli a rondelle sottili, condirli con il succo e la buccia grattugiata del lime, salare e pepare e condire con un po' di pepe di cayenna.

Servire la zuppa così, con un cucchiaino di cipollotti, oppure frullarla per ottenere una vellutata.


Collage indiano 4

5 febbraio 2010

La mia prima volta thai

brodo thai 1

Quest' idea di brodo in stile thai dev'essermi rimasta inconsciamente piantata nel cervello, perchè quando Alex ha postato questa ricetta ho subito desiderato rifarla, realizzandola però in versione zuppa.
Come ho pensato alla zuppa mi è subito tornato in mente il suo post: sostituire gli odori mediterranei con ingredienti asiatici.
Detto, fatto.
Anziché realizzare un brodo di manzo ne ho fatto uno di gallina (avendola mi sembrava assurdo non usarla): essendo la gallina piuttosto grassa mi sono assicurata di filtrarlo per bene, in modo da eliminare più grasso possibile e lasciare solo il sapore.
Il risultato è stato un brodo chiarissimo, profumato al limone e zenzero, con un gusto piuttosto piccante dato da peperoncino e zenzero stesso.
Collage thai

Come suggeriva la stessa Alex nel post, questo brodo sarebbe stato bene con dei noodles e così ho pensato di unirlo ad un'altra sua ricetta, questa, modificando qui e là qualche ingrediente.

thai experiment (3)

ZUPPA THAI STYLE

Ingredienti per 1 porzione

1 piccolo petto di pollo
3 cm di zenzero fresco
una manciata di spinaci novelli
1 stecca di lemongrass
una presa di peperoncino secco sbriciolato (questo l'ho omesso perchè il brodo era già piccante, ma se vi piace molto piccante ci sta)
una manciata di foglie di basilico thai
una manciata di germogli di soia
60 gr di udon (io ho usato delle semplici trenette: volevo fare i tagliolini ma il tempo non c'era, così ho rimediato con ciò che avevo in casa. Comunque potendo della pasta all'uovo ce la vedo meglio )
2-3 cucchiai di salsa di pesce thai (nuoc man)
olio di semi di girasole


brodo *
* Per fare il brodo ho messo, tutto partendo da acqua fredda, la gallina, un peperoncino fresco tritato, due stecche di lemongrass, 3 foglie di kaffir lime (avrei potuto acquistarle fresche, ma considerando che ne ho da parte un sacchetto di secche, regalo di un viaggio in Asia, ho usato quelle), un bel pezzo di radice di zenzero e (se volete e vi piace) del coriandolo fresco (che io non ho usato perchè non mi fa impazzire).Preparazione

Cuocete un paio d'ore, lasciate raffreddare e poi filtrate bene, ottenendo un brodo giallo paglierino profumatissimo.



Preparazione

Sbucciare lo zenzero e grattugiarlo. 
Pulire la stecca di lemongrass tagliando le parti legnose e tagliarla a rondelle sottili. 
Scaldare un po' d'olio in una padella e rosolarvi lo zenzero grattugiato ed il lemongrass. 
Unire il petto di pollo tagliato a pezzetti ed i germogli di soia, condire con un po' di peperoncino ed aggiungere le foglie di basilico e gli spinaci novelli. 
Intanto cuocere gli udon nel brodo preparato.
 Dovranno essere al dente.
 Scolarli e saltarli un attimo con gli altri ingredienti nella padella: condire con la salsa di pesce e servire col brodo.

thai experiment (2)

30 ottobre 2009

Semplicità...

Vi viene in mente qualcosa di più semplice di una crema di patate?
Quanto sembra banale, quanto è buona invece!
Sin da quando ero piccola non ho mai amato molto i minestroni di verdure: li odiavo proprio, con tutti quei pezzettoni di verdure che galleggiavano nel brodo...Brrr...
Per riuscire a rendermi la cena meno ripugnante mamma frullava tutto: sottoforma di passato, anche se sempre storcendo il naso, riuscivo a buttarla giù.
Crescendo sono diventata amante delle vellutate: si realizzano con poca fatica e spesso poca spesa.
Una che può essere realizzata all'ultimo secondo è quella di patate, tubero che si ha spessissimo a disposizione in dispensa.

cremapatate

VELLUTATA DI PATATE

Ingredienti per 4 porzioni

500 gr patate
brodo vegetale (ne serve tanto da coprire completamente ed abbondantemente le patate)
1 scalogno
noce moscata a piacere
sale, pepe bianco
erba cipollina a piacere
panna acida (io calcolo 1 cucchiaio a persona) q.b. - potete usare anche la panna semplice, ma se la trovate preferite la panna acida -
1 noce burro chiarificato (visto che lo verso poi nella zuppa voglio evitare che mi finisca dentro roba bruciata e dannosa. Col burro chiarificato evito che si bruci)


Preparazione

Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti (più son piccoli meno dovrà cuocere) e la cipolla. Tagliare grossolanamente lo scalogno e stufarlo in un padellino col burro chiarificato, finchè sarà morbido (5-6 minuti).
Intanto mettete le patate a cuocere col brodo: quando lo scalogno sarà pronto rovesciatelo col il burro dentro la pentola, mescolate e cuocete portando a cottura le patate (devono sfaldarsi, stracuocere quasi).
Passate tutto al minipimer (se fosse troppo densa allungate con un altro po' di brodo o acqua), mettendo la panna ed aggiustando di sale, pepe bianco e noce moscata a piacere.
Servire calda o tiepida con un po’ di erba cipollina.

nota: a me piace così, semplice, ma può essere servita con degli scampi, delle vongole, cozze,... Quello che più vi piace.

nota 2: qualcuno potrebbe confondere questa zuppa con la vichyssoise, ma non lo è. La vichyssoise infatti prevede anche l'uso dei porri (io la preparo mettendo metà dei porri rispetto alle patate e li faccio stufare con lo scalogno prima di aggiungerli a patate e brodo). Sono squisite entrambe, provatele.