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29 ottobre 2012

Donuts o Doughnuts: un morso (e due e tre...) nei ricordi

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Se uno pensa all'estate, al caldo, ad agosto, ad una panzona all'8° mese che deve fare attenzione a quel che ingurgita, a tutto pensa meno che ai donuts.
Ecco: questi io li ho fatti proprio ad agosto, anche se qui li pubblico oggi.
L'accavallarsi di post prioritari ed i nuovi ritmi di casa ci hanno spinti fino a qui, ma poco male: le temperature attuali sono indubbiamente più adatte ora, volendo cimentarsi :).
Essendo, all'epoca, in modalità panzona gravida, ho evitato di lasciare in casa tutto questo bendidddddio:: mi sono tenuta i famigerati ritagli e sempresanti bocconi del cuoco per me e le ciambelle, dopo il doveroso servizio fotografico, sono finite tra le fauci dei colleghi di lavoro del marito.
Le avessi tenute in casa credo non ne sarei potuta uscire senza un'indigestione ed un cazziatone apocalittico del medico!
Era un pezzo che morivo dalla voglia di fare questi donuts, almeno dal viaggio di nozze dello scorso ottobre (mamma mia, è già passato un anno!): ne ho trangugiati non so nemmeno quanti, mai abbastanza di sicuro. Homer sì che la sa lunga, altroché. :P
Ovviamente ho anche deciso, sempre durante la vacanza, di comprarmi un libro tutto solo sui famigerati donuts, con ogni variante possibile ed immaginabile.
Quella che troverete di seguito è la ricetta base, quella classica, dei donuts: ho modificato le dosi dopo alcune prove, principalmente nelle farine e nel burro.
Dare un morso ed avere la sensazione di essere seduta da Starbucks a Times Square è stato un attimo.
Potete finirle con zucchero a velo (che sconsiglio perché con l'olio delle ciambelle tende a fare un po' un pastone), con zucchero semolato, con zucchero semolato aromatizzato -alla cannella magari, un classico-, e ancora possono essere glassate, con glasse allo zucchero o al cioccolato, al caramello,... Insomma, vedete voi di che morte morire :).

p.s: prima che mi chiediate se possono essere fatti al forno, continuate a leggere ;)

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DONUTS (o DOUGHNUTS) CLASSICI

Ingredienti per una 15ina di ciambelle + i ritagli per voi :)

360 gr di farina 00
140 gr di farina manitoba (o forte, con W340)
180 gr di latte intero
45 gr di burro a temperatura ambiente, soffice soffice
90 gr di zucchero semolato
1/2 cucchiaino di sale
7 gr di lievito di birra secco (o un cubetto di fresco)
2 uova codice 0
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia o semi della bacca

olio di arachidi per friggere
zucchero per terminare

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Preparazione

Intiepidire il latte (a cui si sarà aggiunto il burro) fino a che il burro non si sarà sciolto.
Tenere da parte e lasciar andare a temperatura ambiente.
Mescolare in una ciotola la farina 00 con quella forte.
Nella ciotola della planetaria mettere 390 gr del mix di farine, lo zucchero, il sale, il lievito e mescolare quel tanto da uniformare le polveri.
Aggiungere il latte e mescolare a media velocità, fino a che il tutto sarà omogeneo.
A questo punto mettere le uova e l'estratto di vaniglia -o i semi della bacca- ed impastare un paio di minuti.
Da ultimo aggiungere la farina rimasta da parte e lasciar impastare fino ad avere l'impasto perfettamente incordato.
Impastare leggermente a mano, fare una palla, porre in una ciotola e coprire con pellicola: mettere a lievitare in luogo tiepido ed al riparo da correnti d'aria fino al raddoppio del volume (le tempistiche variano a seconda della vivacità del lievito e della temperatura di casa, si oscilla dall'ora alle 2 ore di solito).
Riprendere l'impasto e posizionarlo su una spianatoia leggermente infarinata: stendere col mattarello fino ad uno spessore di circa 1 cm e ritagliare i donuts con l'aiuto di due coppapasta (ho usato un diametro 7,5 cm e un 3,5 per il foro centrale).
Mettere le ciambelline su una placca foderata di carta forno e leggerissimamente spolverata di farina, coprire nuovamente con pellicola e lasciar lievitare per circa 30 minuti.
Portare a temperatura l'olio (l'ideale sarebbero 170°) e tuffarci i donuts: pochi pezzi alla volta, così da non abbassare la temperatura dell'olio.
Una volta cotti scolarli, passarli velocemente su carta da cucina e poi direttamente nello zucchero, a velo o semolato.

NdA: siccome succede spesso che, al proporre un fritto, una delle prime domande sia "pensi si possa fare al forno?", ho provato a cuocerne 4 proprio al forno.
Li ho infornati a 200° circa per 12-15 minuti, spennellati di burro fuso appena tolti dal forno e passati in zucchero alla cannella (tanto per variare).
Vengono anche così, eccoli!

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4 aprile 2012

Supplì al telefono my way

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Avete mai provato a realizzare a casa i supplì?
Quelle meravigliose e croccanti-fuori-e-morbide-dentro crocchette di riso, con un'anima filante di mozzarella?
Ecco, non so voi ma io sto scrivendo questo post esattamente alle 8.00 del mattino, e ciò nonostante me ne sta venendo voglia solo a parlarne..
Ho provato a farli in diversi modi, seguendo diverse indicazioni e ricette: è per me una di quelle preparazioni-sfida che, ogni volta che trovo delle varianti devo provare a replicare, per vedere se è meglio della precedente.
Quella che vi propongo con questa ricetta è la versione che preferisco ormai da diversi anni e mi pare giunto il momento di condividerla con voi.
I supplì sono stati sicuramente LA mia scoperta culinaria favorita quando vivevo a Roma: all'inizio non capivo perché piacessero tanto, non mi sembravano nulla di trascendentale...Poi sono diventati la mia droga, tanto che ogni volta che col marito rientriamo dopo essere andati a trovare i suoceri ce ne riportiamo sempre un po' a casa!
Siccome però le voglie vengono quando meno te l'aspetti, non è male per nulla aver perfezionato questa preparazione : se siamo in crisi di astinenza, mi ci vuole poco per rimediare!
Questa ricetta è l'ennesima della rubrica CacioRicette, ospitata sul portale Qualeformaggio Di Stefano Mariotti: questo quindi vuol dire che, questi supplì in particolare li ho preparati usando una mozzarella di bufala dapaura, una cosa libidinosa, da pace dei sensi: è la mozzarella di bufala di Domenico Romagnuolo (vi ricordate? Vi avevo parlato con altrettanto ardore della sua ricotta...Due prodotti che hanno lasciato il segno a casa nostra).
La sua mozzarella di bufala (ed anche la ricotta, ndr) è diventata il nostro nuovo punto di riferimento, la pietra di paragone con cui adesso valutiamo la bontà di tutte le altre assaggiate dopo.
Io vi consiglio caldamente di cercarla, di provarla e poi di dirmi se ci sbagliamo.
Il caseificio esporta i suoi prodotti un po' in tutta Italia, potete contattarli QUI per sentire quale può essere il negozio fornito più vicino a voi.
Ed ora, se sono riuscita a farvi venire un minimo di acquolina in bocca, potete trovare la ricetta della mia versione dei mitici supplì QUI.


Se foste curiosi di andare a sbirciare le mie precedenti proposte per la rubrica perché ve le siete perse, ecco qui l'elenco ;)

Polpette di pollo con cuore filante di Robiola
Pancakes con crudo, rucola e Ricotta di pecora al fumo di ginepro
Risotto allo zafferano con broccoli e Grigna Valsassina
Fregula sarda con pomodorini e quenelle di Ricotta di bufala

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16 febbraio 2012

La Pignoccata che mi sorprese...

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Devo confessarvi una cosa.
Nonostante la mia risaputa golosità estrema, sui dolci di carnevale sono sempre stata un po' "chiusa", o meglio: amando alla follia quelli che venivano fatti a casa mia (tra cui i mitici crostoli di nonna) non mi sono mai addentrata troppo nei dolci altrui.
Adoro i fritti (con buona pace del girovita) ma detesto realizzarli, quindi ogni anno mi limito a realizzare quelle 2-3 ricette che amo e morta lì.
Quest'anno invece, complice il lavoro, mi sono trovata a destreggiarmi con dolci di carnevale tipici di altre regioni d'Italia.
Con mio grande stupore uno di quelli che ho preferito è stato questo, udite udite, col miele.
Non che il miele sia strano, anzi, ma è strano che piaccia a me! Adoro tutti i delicati e deliziosi vasettini di ogni genere di miele che trovo nei mercatini o nei negozi ben forniti, li comprerei tutti ma poi mi ricordo che a me il miele piace proprio pochino... Lo tengo in casa quasi solo per metterlo nel latte caldo quando ho mal di gola, di cui soffro spesso.
Ho quindi preparato questa Pignoccata con lo scetticismo di chi sente che non amerà molto il risultato.
Quanto mi sbagliavo!
Non so per quale legge strana della fisica ma ho adorato questa preparazione, che somiglia molto ai forse più noti struffoli.
E' stata davvero una gran sorpresa e ancora con la bocca piena e le dita appiccicaticce sulla tastiera vi scrivo la ricetta, facilissima e per cui servono veramente 4 ingredienti in croce.


pignoccata 1






































PIGNOCCATA

Ingredienti

per l'impasto
2 uova
200 gr di farina
40 gr di zucchero
1 cucchiaio di olio/strutto
scorza grattugiata di 1/2 arancia

per la finitura
100 gr di miele
40 gr di zucchero
20 gr di acqua

olio di semi di girasole per friggere
codette colorate, mandorle tritate e/o scorzette di arancia candite per guarnire


Preparazione

Preparare l'impasto di uova, farina, zucchero, scorza d'arancia ed olio ed impastare come per una comune pasta all'uovo.
Fare dei cordoncini grandi come un dito e tagliare tanti tocchetti della dimensione di una nocciola.
Friggere in olio a 170° e scolare su carta assorbente.
In un pentolino unire miele, zucchero ed acqua per la glassa e lasciar scaldare quel tanto da fluidificare il miele e sciogliere lo zucchero.
Tuffarci i gnocchetti d'impasto e glassarli completamente.
Disporre su un piatto da portata a mo di piramide e cospargere con le codette colorate, le mandorle tritate e/o le scorzette di arancia candita.

6 febbraio 2012

Avanti con l'etnico, ed involtino sia :)

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Chi di voi mi segue su fb o su twitter aspettava questo post, considerato che in pratica ho raccontato live la realizzazione degli involtini primavera.
Per carità, non è che siano poi chissà che complicati, ma necessitano di un po' di tempo, soprattutto se contate di farvi da soli anche le crespelle in cui si avvolge il ripieno.
Sì, qui ci siamo fatti tutto: ripieno, crespelline e salsa agrodolce. Non siamo di quelli a cui piace vincere facile, come recita lo slogan di una famosa pubblicità. :)
Ciò non toglie che in alcuni supermercati o nei negozietti di prodotti cinesi nelle grandi città l'involucro per realizzarli lo trovate già pronto, il che riduce un bel po' tempo e lavoro (e volendo c'è sempre l'acquisto su Internet nei negozi specializzati ;)).

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INVOLTINI PRIMAVERA

Ingredienti per 12 involtini circa

per il ripieno
1 carota (al netto, pulita, 100 gr)
50 gr di cavolo cinese
1 porro (al netto, pulito, 80 gr)
1 cucchiaino di zenzero fresco tritato (in alternativa un po' di zenzero in polvere)
2 spicchi di aglio tritati
2 cucchiai di salsa di soya
un pizzico di 5 spezie cinesi (se non l'avete omettete pure)
200 gr di carne di maiale (io ho scelto la coppa perché più saporita, eliminando bene tutto il grasso)
50 gr di broccoli

per le crespelline
225 gr di farina 00
3 cucchiai di amido
due pizzichi di sale
400 gr di acqua calda

per la salsetta agrodolce
6 cucchiai di salsa di pomodoro
1 tazza di acqua
1/2 tazza di aceto di vino bianco
1cucchiaio raso di amido
1/2 tazza di zucchero semolato


Preparazione

Pulire e tagliare a strisce sottili il cavolo cinese, il porro e la carota. Dividere in piccole cimette i broccoli e tagliare a coltello la carne di maiale: una volta fatta a dadini battetela sempre a coltello, come si fa con una qualsiasi tartare.

involtini 002

In un wok ben caldo mettere un cucchiaio di olio di semi e tuffate la carne: rosolare bene, aggiungere l'aglio e lo zenzero tritati e lasciar cuocere qualche minuto, poi mettere tutte le verdure e cuocere ancora qualche minuto, lasciandole comunque croccanti.
Aggiungere la salsa di soia, le cinque spezie cinesi e lasciar evaporare e togliere dal fuoco.
Mettere il ripieno da parte, lasciandolo raffreddare, e dedicarsi alla pastella delle crespelle.

involtini 006

 In una ciotola setacciare la farina e l'amido, aggiungere il sale e mescolare.
Versare l'acqua calda poco alla volta, evitando di formare grumi: si otterrà una pastella piuttosto liquida.
Cuocere l'impasto delle crespelle in un padellino antiaderente (diametro circa 18-20 cm) e leggermente unto, cercando di farle il più sottile possibile.

collage involtini

Una volta pronte le crespelline, procedere a riempirle, mentre a parte si porterà l'olio a 180°.
Mettere un cucchiaio abbondante di impasto vicino all'estremità di una crespella, avvolgerla con quel tanto di crespella che servirà ad imprigionare il ripieno: a questo punto ripiegare verso il centro le due estremità del rotolo, così da chiuderlo al lati.
Proseguire ad arrotolare fino a chiudere la crespella: nell'ultimo lembo spalmare con un dito un pochino di "colla" realizzata con poca acqua e poca farina, che aiuterà a sigillare perfettamente l'involtino.

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Friggere fino a che prenderanno un colore dorato, scolare su carta assorbente.
Per la salsetta, nulla di più semplice: unire tutti gli ingredienti in un padellino, portare a bollore e cuocere fino alla densità voluta (roba di un minuto).
Io filtro poi la salsa, per evitare di aver dentro i semi e le bucce del pomodoro.

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3 febbraio 2012

Le fritoe che "non ci piacciono" e poi "ma forse sì"...

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[English recipe after the italian one]


Le mie radici venete tendono a rispuntare con una certa frequenza.
In verità mi sembra di dare ampio respiro a tutte quelle che sono le influenze geografiche presenti nelle mie vene, e parliamo del Lazio, del Veneto e della Svizzera.
Avessi almeno un altro paio di stomaci potrei raccontarvi molte più cose in minor tempo ma nessuno ci mette fretta, ed un pochino alla volta vediamo di far tutto ;).
Le fritoe rientrano, come potrete capire anche solo dal nome, nel mio retaggio legato al Veneto, di conseguenza alla nonna materna (di cui già vi ho parlato diverse volte, come per esempio per la sua fugassa o i mitici crostoli).
Ad essere onestissimi erano molti anni che nonna non faceva questi dolcini: a casa nostra si sono mangiati sempre molto più volentieri i crostoli, mentre le fritoe non godevano di grande attenzione.
Così, negli anni, nonna ha smesso di farle.
Quest'anno ho deciso di provare a farle, conscia di quanto cambino i gusti crescendo e curiosa di vedere se sarebbero state scansate con tanta facilità.
Con sorpresa devo dire che ci sono piaciute!
Con estrema franchezza, i crostoli restano i nostri preferiti, ma abbiamo decisamente rivalutato questo dolcino.
Eccovi quindi la ricetta delle redivive fritoe di casa mia :)

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FRITOE

Ingredienti per circa 60 fritoe

2 uova intere
4-5 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiai di olio extravergine fruttato
4 cucchiai di grappa
2 cucchiaini di lievito per dolci
2 cucchiai di succo di limone
1 cucchiaio di succo di arancia
scorza di 1/2 limone
240 gr di farina 00
80-100 gr di uvetta (da ammollare la sera prima nella grappa)
una manciata di pinoli

olio di semi di girasole per friggere
zucchero a velo per terminare


Preparazione

Unire tutti gli ingredienti secchi in una ciotola, fare altrettanto coi liquidi e versarli tutti insieme coi secchi: mescolare delicatamente con l'aiuto di una forchetta
Dovrete ottenere un impasto morbido ed appiccicoso, non manipolabile con la mani.
Scaldare l'olio a circa 160° e con l'aiuto di due cucchiaini tuffare piccole quantità di impasto: la dose ideale è circa mezzo cucchiaino per fritoa. Sembra niente ma col lievito si gonfieranno triplicando il loro volume.
Scolare su carta assorbente e, una volta tiepide, spolverizzare con generoso zucchero a velo.

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FRITOE 


Ingredients for about 60 pieces

2 eggs
4-5 tablespoons caster sugar
2 tablespoons fruity extra virgin olive oil
4 tablespoons brandy
2 teaspoons baking powder
2 tablespoons lemon juice
1 tablespoon orange juice
zest of half a lemon
240 gr flour 
80-100 gr raisins (to soak the night before in brandy)
a handful of pine nuts

cooking oil for frying
icing sugar to finish




Combine all dry ingredients in a bowl, do the same with the wet ones and pour them all together. Mix gently with a fork
You'll get a soft and sticky dough, not workable by hands.
Heat the oil at about 160 ° and with two teaspoons put in small amounts of dough: the ideal quantity is about half a teaspoon. It seems like nothing but with the baking powder they will rise a lot.
Drain on kitchen paper and, after few minutes, sprinkle generously with powdered sugar.

30 gennaio 2012

I fratini della signora Emma

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[English recipe after the italian one]

Il Carnevale a casa mia è iniziato prestissimo quest'anno... Solitamente non friggo mai prima di metà febbraio, a ridosso della fine delle festività, dedicandomi per lo più ai miei adorati crostoli ed alle castagnole.
Questa ricetta ha origini toscane e fa sempre parte dei miei ricordi famigliari.
Voi penserete che c'azzecchi tu con la Toscana? Non sei quella un po' del Lazio, un po' veneta, un po' lombarda e tanto svizzera?
Avete ragione, o meglio: è giusto che non lo sappiate perché non ve l'ho mai detto :).
La ricetta in questione è quella dei fratini toscani ed alla mia famiglia è arrivata tramite la vicina di casa quarantennale di nonna che, col tempo, è anche diventata la sua più cara amica: la signora Emma appunto.
E' stata lei a far conoscere a nonna questa preparazione, in quel meraviglioso scambio culturale che è passarsi ricette di famiglia.
La signora Emma fa parte anche dei miei ricordi di bambina, quando da piccola andavo a passare qualche settimana di vacanza a casa dei nonni e passavo pomeriggi interi a giocare con sua nipote Giulia.
Informandomi un po' ho scoperto che la ricetta più tradizionale di questi dolcini sarebbe da realizzare col lievito di birra: si ottiene un prodotto molto simile a dei bomboloni.
Ora, io vi specifico questa cosa perché ritengo giusto cercare di riportare sempre e comunque gli ingredienti che più sembrano avvicinarsi alla tradizione.
Voi potete farli col lievito di birra, noi continuiamo a realizzarli come lei ci ha insegnato: i legami affettivi in questo caso sono più forti di tutto.
Ah... Le mani nelle foto però sono della mia nonna, eh? :)


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 FRATINI DELLA SIGNORA EMMA 

 Ingredienti

3 uova
9 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di olio
1 bustina di lievito per dolci
scorza di limone (se piace)
1 presa di sale farina q.b


Preparazione

Mescolare tutti gli ingredienti pesati in una ciotola ed aggiungere farina poco alla volta, fino ad ottenere un impasto morbido ma lavorabile a mano: deve tendere ad appiccicare leggermente al piano di lavoro.

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Fare un salsicciotto da cui si ricaveranno dei bocconcini di impasto e da ogni bocconcino ricavare un rotolino appena più piccolo di un dito e lungo circa 12 cm.

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Chiudere il rotolino a ciambella e depositare su un canovaccio, proseguendo fino ad ultimare gli ingredienti. Friggere, scolare su carta assorbente e rotolarli nello zucchero semolato oppure spolverizzare di zucchero a velo.

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FRATINI ("LITTLE PRIESTS")

Ingredients

3 eggs
9 tbsp sugar
3 tbsp olive oil
16 gr baking powder
the zeste of 1 lemon
little pinch of salt (optional)
flour

cooking oil
powder sugar to finish

In a bowl mix all the ingredients and then add all the necessary flour, gradually, just until dough is soft but workable by hand.
Make a big roll and from it just cut small pieces of dough: roll every piece until it's a little bit smaller than your finger and about 12 cm long.
Close every roll into a ring, heat the oil and fry them: drain on paper towel and roll them in granulated sugar or sprinkle with powder sugar.


7 luglio 2011

Le polpette che rischiarono di non esser mai pubblicate...

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Scena a casa mia.
Ore 14.00, colazione fatta alle 7.15.
Una cucina da far spavento, una fame da lupi.
Davanti a me il set allestito per scattare le foto a queste polpette, un meraviglioso profumo di fritto si spande per la casa, lo stomaco fa più rumore di un vecchio trattore...
Di solito, prima di spazzolarmi quanto fotografo per il blog (avendo io estrema fiducia nelle mie potenzialità e capacità fotografiche), controllo che le foto siano decenti e poi mangio.
Stavolta non ce l'ho fatta.
Il richiamo della pancia ha prevalso, ho ceduto, sono crollata come un soufflé mal fatto...senza vergogna: la fame mi ha accecata e mi sono sbafata le polpette senza aver ancora visto le foto scattate.
Ho avuto una fortuna sfacciata che fossero decenti, ma avete rischiato grosso, è giusto farvelo sapere ;P.
Polpettine semplicissime, per quanto mi riguarda da considerare del riciclo visto che si fanno con gli avanzi del pollo arrosto.
A casa mia il pollo arrosto avanza sempre perché ne preparo appositamente più del necessario, sia perché ho due gatti che vanno giù di testa per il pollo arrosto, sia perché è una di quelle cose che è buona anche il giorno dopo, ed in estate è fantastico infilato in un' insalatona mista senza dover più accendere forno o fuochi.
Certo, qui i fuochi si accendono, ma via... io non friggo quasi mai, una tantum ci sta, anche se fa caldo ;).


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POLPETTE DI POLLO DEL RICICLO

Ingredienti per circa 20 crocchettine

300 gr di pollo arrosto avanzato (cotto con erbe aromatiche come timo, rosmarino, salvia, maggiorana,...nel mio caso avanzavo dei fusi)
30 gr di emmental a dadini
1 uovo
1 cipollotto
3-4 cucchiaini da caffè di pangrattato
sale, pepe

per panare e friggere

farina
1 uovo
pangrattato
olio di arachidi

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Preparazione

Prelevate la pola del pollo dalla carcassa e frullatela in un robot da cucina con la parte bianca del cipollotto (tenete quella verde), col formaggio ed il pepe. Regolate di sale se serve, poi aggiungete anche l'uovo e frullate. Regolate di pangrattato, fino ad avere un composto morbido e che resti insieme se pressato.
A questo punto aggiungete la parte verde del cipollotto, affettata sottilmente a coltello.
Fate delle palline delle dimensioni di una noce, poi mettetele in frigo una mezz'oretta a riposare.
Mettete sul fuoco un padellino con abbondante olio per friggere, intanto panate le polpette, passandole prima nella farina, eliminandone l'eccesso, poi nell'uovo ed infine nel pangrattato.
Portare l'olio a 170° e friggere.
Scolare, lasciar riposare qualche minuto su carta da cucina e servire con qualche salsina (allo yogurt, oppure dei semplici ketchup o maionese) ed insalatona.

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Una cosina ancora.
Infilo al volo una pseudo recensione (quando lo avrò finito ne farò una come si deve da mettere nella rubrica "Letto, fatto!") a proposito di un libro che ho iniziato a leggere da poco.
Qualche settimana fa mi sono regalata il libro "Plate to Pixel", un libro sulla food photography di Helène Dujardin (dai che molti di voi la conoscono, la Tartelletta :D)



Per il momento lo trovate solo in inglese, ma per chi di voi lo mastica, anche solo un po', penso potrebbe essere di semplice comprensione.
Queste sono le prime foto scattate da quando lo leggo, e non so se la mia sia solo soggezione ma trovo che la luce sia molto più morbida delle mie foto precedenti. Che stia già imparando qualcosa?
Se è un argomento che vi interessa ve lo straconsiglio (in barba all'italiano :P). Io l'ho acquistato su Amazon (.uk, non .com!) : in una settimana mi è arrivato e tra libro e costi di spedizione ho speso circa 24 euro.

2 maggio 2011

Piccole conquiste con (per me) nuovi ingredienti...ed ultima chiamata!

ACACIA 005

Ricordo di aver visto questa preparazione esattamente un anno fa, e di averla rivista tipo il giorno seguente su un altro blog.
Una delle ragione che più mi fa amare l'aver aperto il blog è proprio quella di scoprire spesso cose nuove: nuovi prodotti, nuove tecniche di cotture, nuovi abbinamenti, nuove ricette.
In questo caso ad essere nuovo per me è stato proprio l'ingrediente principale: i fiori di acacia.
Quando ho letto la ricetta dai Calycanti e poi da Alex ho pensato con invidia "che bello, sarei troppo curiosa di provare anch'io, ma dove la vado a trovare l'acacia? Io, che nel mondo vegetale appena distinguo la betulla dalla quercia?"
Finito il pensiero invidioso l'ho dimenticata ed ho tirato dritto.
Credevo di averla dimenticata.
Andando a correre al parchetto vicino casa, pochi giorni fa, mi accorgo di una fioritura importante di una pianta che ritrovavo ad ogni angolo di strada: dei bei fiorellini bianchi, delicati e graziosi.

Collage acacia

Vederli e sentire una lampadina che si accendeva in testa è stato un attimo.
Sono tornata a casa ed ho recuperato la ricetta vista un anno prima, ho cercato più foto delle piante di acacia su Gooooooooooooogle :D ed ho avuto conferma: ero circondata e non lo sapevo!
Due giorni dopo, nuovamente di strada per il parco, al ritorno mi sono fermata ed ho preso qualche manciata di fiori dal delicatissimo profumo.
Ho preparato la pastella in 5 minuti, fotografato/pastellato/fritto/assaggiato in 10.
Per me è stato bellissimo poter sperimentare questa semplice preparazione.

NdA: se voleste provare (avete ancora pochi giorni perché la fioritura è al massimo proprio ora -almeno qui in zona Milano-, quindi se caso muovetevi subito) c'è anche un'idea per un risottino...:)

ACACIA 008

FRITTELLE DI ACACIA (ricetta dei Calycanti)

Ingredienti

fiori di acacia freschi
2 uova
4 cucchiai di farina 00
pizzichino di sale
latte q.b


Preparazione

Tenete presente che i fiori non andranno lavati, quindi mi raccomando: cercate di prenderli da piante che non siano proprio a ridosso di strade, per evitare di mangiarvi anche una dose considerevole di smog. Io ho avuto la fortuna di averli presi oltretutto proprio il giorno seguente un acquazzone.
Preparate la pastella, tenendo presente che i fiori sono molto delicati e non possono certo reggere il peso di una pastella troppo sostenuta. Dev'essere piuttosto liquida, vischiosa a sufficienza da velare i fiori.
Tuffateli in olio bollente, levatele da fuoco quando sono dorate.
Potete finirle con un pizzico di sale o con zucchero a velo, a seconda che le vogliate salate o dolci.
Noi le abbiamo provate entrambe, e quella che ci è piaciuta di più è senza alcun dubbio la versione dolce.

ACACIA 007


...e dopo le frittelle vi ricordo per l'ultima volta il contest "Cucinando con...le erbe aromatiche", in collaborazione con "Cucinando" ed altre splendide blogger


Siamo al rush finale, avete tempo ancora fino alla mezzanotte del 7 maggio: 5 giorni per mandarci una vostra ricetta profumatissima con tante meravigliose erbe aromatiche.
I premi sono bellissimi, cosa aspettate?
Filate in cucina! :D
Tutte le regole di partecipazione le potete trovare QUI.

29 aprile 2011

Il nostro pranzo di Pasqua...Due ricette facilissime :)

A casa nostra non amiamo molto l'agnello.
Mamma prepara da sempre un ottimo gigot (cosciotto), spesso destinato alle cene con ospiti e sempre molto apprezzato.
Eppure in famiglia non è mai stato molto considerato. Abbiamo sempre avuto predilezione per altre carni.
Anche a Pasqua, anarchici come sempre, non abbiamo un piatto tradizionale: spesso nonna prepara la sua splendida faraona ripiena, ogni tanto facciamo l'arrosto, qualche volta il coniglio fritto.
Quest'anno è toccato proprio a quest'ultimo.
Unica costante del pranzo pasquale (oltre alle fugasse di nonna -e da qualche anno le mie colombe-) sono i carciofi fritti.
Io odio i carciofi, non riesco proprio a buttarli giù.
L'unico modo in cui li consumo è così: e non solo li consumo, ne vado proprio matta!
Sarà che il fritto rende buona veramente qualsiasi cosa, eppure...
Il nostro semplicissimo pranzo di Pasqua, a cui si aggiungono champagne, antipasti misti, abbondante insalata e dolci vari :)

conigliofritto

CONIGLIO FRITTO

Ingredienti

1 coniglio a pezzi piccoli (oppure anche meglio solo le lombatine)
3-4 uova
sale
farina
olio per friggere


Preparazione

Tagliate le lombatine (o il coniglio) a bocconcini piccini, passatele in un poco di farina bianca, in modo da rivestirle leggermente, ed eliminate l'eccedenza.
In una ciotola sbattete le uova, tuffatevi la carne, rigiratela per bene e dimenticatevela lì anche qualche ora, fino al momento di friggere.
A casa nostra si preparano così al mattino e lì si lasciano fino al momento di friggere, la sera.
Lasciatele in frigo, e prelevatele un'oretta prima di friggere.
Portate l'olio a temperatura (sui 170°) e tuffate pochi pezzi di coniglio alla volta, facendoli dorare per bene.
Sgocciolateli dall'olio, passateli su carta da cucina.
Spolverizzate di sale solo al momento di servire.


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CARCIOFI FRITTI

Ingredienti

6 carciofi (a casa nostra i preferiti per la frittura sono i carciofi sardi, quelli con le spine)
1 limone
2 uova
farina
olio per friggere
sale


Preparazione

Pulite i carciofi: eliminate le spine tagliandoli a 2/3 dell'altezza, quindi staccate le foglie esterne più dure.
Dividete i carciofi a metà, eliminate l'eventuale fieno al centro con un cucchiaino, tagliateli a fettine dello spessore di circa 1 cm e tuffateli in una ciotola con acqua acidulata dal limone, così che non anneriscano ossidando a contatto con l'aria.
In una terrina a parte sbattete le uova con poco succo di limone. Sgocciolate i carciofi, tamponateli con carta da cucina e passateli nella farina, eliminando l'eccesso (usate un passino, così l'operazione sarà più semplice).
Portate l'olio a temperatura , passate i carciofi nell'uovo e poi tuffateli nell'olio finché saranno dorati.
Eliminate bene l'olio in eccesso e salate solo al momento di servirli.

3 febbraio 2011

Ripescando (e migliorando) post...

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Ci sono ricette che ho ovviamente pubblicato ormai quasi due anni fa.
Erano le primissime, con le prime foto, i primi passi mossi in questo mondo che non conoscevo e che ho imparato ad amare, ed ovviamente all'epoca non mi seguiva ancora quasi nessuno.
Ogni tanto mi trovo a recuperarle, perché fanno parte di casa mia e della mia cucina.
Essendo in periodo di Carnevale e fritti vari sono tornata a pescare la ricetta delle castagnole, che avevo pubblicato in coppia con quella delle treccine di ricotta.
Insieme ai crostoli di nonna sono tra i fritti che riproduco tutti gli anni: detesto friggere anche se amo il fritto alla follia, così come il fidanzato e più o meno tutti in famiglia.
Così per cercare di venire incontro a tutti realizzo ognuna di queste ricette solo una volta, così che non debba friggere moltissimo ma da poter togliere le voglie a chi ne ha.
Per recuperare quelle ricette iniziali, quelle che quasi nessuno ha visto, cercherò di riprenderle e fotografarle nuovamente, così che ora, voi che mi seguite ben più numerosi, possiate farvi tentare.
Ovviamente, se ne frattempo ho apportato qualche miglioria alla ricetta, verrà segnalata (cosa avvenuta in questo caso, con l'aggiunta di grappa).
E chissà che si noti anche la differenza delle foto: un modo per vedere i miglioramenti anche per me :).

(NdA: rispetto alla ricetta che avevo pubblicato due anni fa ho aggiunto 1 cucchiaio di grappa, che dovrebbe aiutare a far assorbire meno olio alle castagnole).

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CASTAGNOLE 


Ingredienti per 5-6 persone:
500 gr farina 00
100 gr burro temperatura ambiente
100 gr zucchero
25 gr lievito per dolci
10 gr sale
5 uova medie
scorza di 1/2 limone
1 cucchiaio di grappa
olio di semi di girasole per friggere 


Preparazione:
Impastate tutti gli ingredienti insieme, formando una grossa palla di pasta.
Fate scaldare una padella con l'olio: non deve essere molto alta la temperatura, altrimenti le castagnole scuriscono troppo fuori e restano crude dentro.
L'ideale è stare sui 150-160 gradi.
Prelevare delle piccole dosi di impasto, fare dei cordoncini e tagliare delle piccole palline (2-3 cm circa).
Immergere 4-5 castagnole alla volta nell'olio caldo.
Porle in un vassoio con carta da cucina e, una volta intiepidite, cospargerle con zucchero a velo.
Servire a temperatura ambiente.

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23 novembre 2010

Panko, un nuovo amore

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Chi non conosce questo piatto tipico anglosassone?
A quanto ne so la panatura del fish&chips originale è composta da una pastella di acqua e farina, quindi tutt'altra cosa rispetto a quel che vi propongo.
E' quasi una vergogna postare una ricetta simile tanto è semplice e banale, ma io sono una temeraria e ve la metto comunque, soprattutto perché mi dà l'occasione di parlarvi di un ingrediente che non abbandonerò mai più da oggi in avanti: il Panko.

panko

Il Panko è una varietà di pangrattato giapponese realizzato con fiocchi di pane bianco (senza la crosta) e dà al fritto una consistenza molto più croccante e leggera del nostro comune pangrattato.
L'avevo acquistato quest'estate, durante le mie vacanze romane, dal solito fornitissimo Castroni, e da allora giaceva nella mia dispensa aspettando il momento buono per essere utilizzato.
Io detesto friggere, odio l'odore del fritto che mi si attacca a capelli e vestiti e che appesta la cucina: odio dover ripulire praticamente tutta la cucina dopo aver fritto e sentire ancora l'odore di olio, ma...da oggi c'è un ma tutt'altro che irrilevante.
Sono entusiasta di questa panatura, è veramente un'altra cosa rispetto a quella a cui siamo abituati.
Questa è la versione più basic possibile, ma nulla vienta di profumare la farina della panatura con qualche spezia orientale di vostro gusto oppure del prezzemolo o altro... Sta alla vostra fantasia.

NdA: se volete reperire online il Panko ho appena appena trovato un sito veramente interessante: shopthai. Ora non avete più scuse, ordinare e provare! :D

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FISH & CHIPS "imbastardito" ma delizioso

Ingredienti per 4 persone

600 gr di filetti di pesce (merluzzo, sogliola,...io ho usato il merluzzo)
2 uova
farina bianca q.b
panko q.b (io ne ho usati circa 180 gr)
patatine (confesso la mia "colpa": uso le Patasnella, quelle prefritte e che si cuociono in forno. Sono ottime, pronte in 15 minuti ed evito di mettermi a friggere anche quelle, dedicandomi così al pesce)

olio di semi per friggere

per accompagnare

insalata mista e pomodori o verdure a piacere ricchissime di acqua (anche se non siete appassionati di verdura, preparatela. E' piacevole mangiarla tra un boccone e l'altro di fritto, rinfresca e sgrassa la bocca, smorzando notevolmente l'unto che altrimenti alla lunga stomaca)
maionese (arricchita con erba cipollina e cetriolini tagliati a dadini piccoli)
ketchup
Spicchi di limone


Preparazione

Preparate prima di tutto l'insalata e tutti gli eventuali condimenti da accompagnare al fish & chips.
Tagliate i filetti di pesce a bastoncini lunghi e larghi quanto un dito circa.
Passateli nella farina, scrollateli per eliminarne l'eccesso, poi passateli nell'uovo ed alla fine rotolateli per bene nel panko.
Portate l'olio a temperatura e friggete 3-4 pezzi per volta fino a doratura: fate asciugare bene su carta da cucina.
Salate solo all'ultimo, appena prima di servire il fritto ben caldo e (vedrete) croccantissimo!
Accompagnare con una birra ghiacciata.

Collage di Picnik

15 febbraio 2010

Ultimo fritto del mio Carnevale...Forse...

foto credit

Per i miei contatti su Facebook questa ricetta non sarà una sorpresa.
Infatti qualche giorno fa mi aveva telefonato mia "suocera", ed avevo riportato la conversazione avvenuta tra noi proprio su Facebook, tanto mi ero gonfiata come un pavone dopo averla sentita...
La conversazione è stata più o meno questa.

Ciao Sarah, sono A!
Ciao A., che bello sentirti: come va, tutto bene?
Sì sì grazie.... Senti... Qualche giorno fa ho preparato a mio marito le mie frappe, quelle che faccio tutti gl'anni...
Mmmmm, buone! E chi se le dimentica, le fai squisite!
Ecco, sì...A proposito di questo... Quando lui le ha assaggiate mi ha detto "sì sì, sono buone eh... però quelle di Sarah erano meglio, non so... Erano proprio buonissime"
Ah!
Eh sì... E siccome sono piaciute anche a me ti chiamavo proprio per questo... Non è che mi daresti la ricetta?

Collage crostoli

A questo punto il mio stupore si è tramutato in enorme orgoglio, perchè le frappe della suocera io le ho mangiate e sono buonissime, ed il fatto che mi chiedesse la ricetta delle mie mi ha davvero fatto piacere.
Che poi... le mie... Diciamola tutta: la ricetta dei miei crostoli (sì, tra i vari nomi per me sono i crostoli) è quella della mia nonna veneto-trentina, di cui già vi ho parlato altre volte.
E confesso anche che questa è forse l'unica ricetta di cui sono (stupidamente) gelosa, insieme a quella del suo strudel: se richieste le passo,ma insomma...
E lo so, è stupido da morire, perchè sono la prima a pensare che il bello delle ricette buone è proprio quello di condividerle, sennò come si possono tramandare?
Ed infatti son qui a condividerla, però vi chiedo una cosa sola: se, e dico se, decidete di provarli, rifatela identica.
Se qualche cosa non vi convince non modificate questa ricetta ma cercatene direttamente un'altra.
Ci tengo proprio a che sia fatta uguale uguale, e mi dispiacerebbe che venisse stravolta modificandola qui e là.
Per di più negl'anni ho provato io per prima a modificarla e no, non era mai buona come l'originale.
Quindi eccoli, i crostoli della mia nonna: se vi va di provarla tale e quale accomodatevi ;o)

foto frappe perfetta credit

CROSTOLI (ricetta della mia nonna Valentina)

Ingredienti (per parecchi crostoli, soprattutto se li tirate belli sottili)

7 cucchiai colmi di zucchero
1 bicchierino colmo (di quelli da limoncello) di grappa
1 bicchiere colmo (di quelli piccoli della Nutella, per capirci) di latte
50 gr di burro morbido
scorza di 1 limone
2 uova
pizzicotto di sale
farina q.b (quanta ne prende la pasta per arrivare ad un composto della consistenza della pasta all'uovo, o leggermente più soffice)

olio di semi di girasole per friggere

zucchero a velo per spolverizzare


Preparazione

Unite tutti gli ingredienti dosati in una ciotola, poi iniziate ad aggiungere farina finché otterrete un impasto dalla consistenza simile a quella della pasta all'uovo.

Coprite a campana e lasciate riposare una mezz'ora.

Io i crostoli li tiro con la macchinetta della pasta, perché devono diventare sottili come un velo, ma se non l'avete stendete più sottile che potete col mattarello.
Con l'accessorio per la pasta della mia planetaria, che stringe i rulli fino ad un massimo di 9, le ho stese a 7.

Portate l'olio a temperatura (180°) e friggete 2-3 pezzi alla volta, per non far scendere la temperatura dell'olio e riuscire a gestire bene la frittura.
I crostoli sono molto sottili e se non seguiti per bene si rischia di bruciarli: quindi non esagerate coi pezzi, armatevi di pazienza e friggete un po' alla volta.

Fateli scolare per bene su carta assorbente, poi una volta freddi spolverizzateli di zucchero a velo.

frappe 018 ok credit

11 febbraio 2010

Un giovedì davvero grasso!

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Oggi è giovedì grasso, e siccome su questo blog non ci sono mezze misure, è necessario renderlo grasso davvero: o meglio, il giovedì resterà uguale ma voi qualche rotondità in più potrebbe anche presentarsi ;o).
Questa è stata una di quelle ricette che vedo-faccio: ho scoperto Luca Montersino per puro caso, leggendo di lui su Coquinaria.
Incuriosita sono finita su youtube a vedere video, e quello che mi sono vista per primo è stato proprio quello dei bomboloni.
Mi è piaciuto subito il suo modo di esporre la ricetta, perché si è soffermato a spiegare l'importanza del tipo di farina utilizzata ed ancora di più il perché di un certo ordine di inserimento degli ingredienti all'impasto.
A volte capita di dire "ho rifatto quella ricetta ma non è venuta", convinti di aver replicato fedelmente ed invece magari si è usata la prima farina che capitava sottomano, oppure si pensava che sì, dai, cosa vuoi che sia? Metto le uova tutte insieme: e che cambierà mai?

Ecco, con lui questo problema non si pone, perché fornisce tutte le spiegazioni davvero necessarie per replicare in modo soddisfacente una ricetta.

Ho replicato i suoi bomboloni, seguendo pedissequamente i vari punti della preparazione (anzi, avrei dovuto lasciar lievitare ancora un po' prima di friggerli, perché la mia cucina non raggiungeva le temperature da lui indicate: si sarebbero sviluppati ancora meglio) ed il risultato è stato ottimo.

Vi ho trascritto la ricetta originale di Montersino, e tra parentesi troverete le mie modifiche o indicazioni su come mi sono mossa.
Qui troverete i 3 video in cui spiega la ricetta meravigliosamente, passo passo: il primo, il secondo e l'ultimo.

Ora dite la verità: questo giovedì sembra un po' più grasso anche a voi adesso? ;o)

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BOMBOLONI (o CIAMBELLE ;)) di Luca Montersino -ad impasto diretto-

Ingredienti (nel mio caso per 23 bomboloni da 7 cm di diametro circa)

600 gr di farina 400 W (io ho usato la Manitoba 0 della Tibiona, con esattamente W400, molto forte. E' importantissimo perché è una farina che assorbirà perfettamente l'alta percentuale di liquidi sviluppando perfettamente la maglia glutinica unendosi alle proteine delle uova. Se la farina è più debole non riuscirete a far prendere tutti i liquidi previsti all'impasto e la maglia non si svilupperà a dovere)
150 gr di zucchero semolato (vanigliato nel mio caso)
435 gr di uova intere (7 uova nel mio caso, pesate senza guscio. Dovrete pesarle perchè le uova hanno dimensioni differenti, quindi la quantità può aumentare o diminuire a seconda del caso)
150 gr di burro a pomata (è importante, quindi ricordatevene)
20 gr di lievito di birra
4,5 gr di sale (ne ho messi 4 gr... va bene precisione, ma insomma...)
0,5 gr di olio essenziale al limone (facoltativo, io l'ho messo perchè ce l'ho grazie a lei che me l'ha regalato. Ne ho messe 2 gocce)
1 bacca di vaniglia (non l'ho messa avendo usato lo zucchero già vanigliato)
Buccia di limone e buccia d’arancia (ho usato la buccia di un limone e di circa 1/4 di arancio)

Olio extravergine per friggere (e questo è ciò che indica lui, ma a me le fritture con l'extravergine non piacciono per nulla. Io uso olio di semi di girasole)

crema pasticcera/confettura per farcire


Preparazione

Consiglio caldamente l'uso di un'impastatrice/planetaria.

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Versate nella ciotola della planetaria (nell'ordine) lo zucchero -che così non sarà a contatto diretto col lievito-, la farina, il lievito di birra fresco sbriciolato (non è necessario scioglierlo) e metà uova: iniziate ad impastare, usando il gancio.

E' importante non mettere tutte le uova in un colpo solo, altrimenti anziché avere un composto incordato otterrete una pastella a cui non potrete porre rimedio.
Aggiungete ora poco alla volta il resto delle uova, dando il tempo all'impasto di assorbire i liquidi man mano.
Nel mio caso questa operazione ha richiesto circa 10 minuti di lavorazione a velocità 1,5.
Mentre la macchina lavora prelevate le scorze degli agrumi ed aggiungetele al composto (se mettete anche l'olio essenziale aggiungete pure quello).
Ora prendete il burro a pomata (mi raccomando, è la consistenza che deve avere, quella di una cremina: né sciolto né freddo di frigo. Il burro per essere preso perfettamente dall'impasto deve avere una consistenza simile, e questa consistenza è proprio quella del burro a pomata) ed aggiungetelo in 4-5 volte, aspettando sempre che venga assorbito dall'impasto prima di fare l'aggiunta successiva. Solo adesso aggiungete il sale (non dimenticatevene, perché è un regolatore della lievitazione e bilancia i sapori).
Lasciate impastare finchè il composto sarà liscio, omogeneo e perfettamente incordato: nel mio caso la lavorazione totale, dall'inizio alla fine, è stata di circa mezz'ora.
Dovrete ottenere qualcosa di simile a questo:

impasto bomboloni 001 credit

Ora sarebbe impossibile lavorare l'impasto come si deve, perciò spolverizzate il piano di lavoro con un poco di farina, rovesciate sopra l'impasto e piegatelo su se stesso per dare nervo e struttura (piegatelo e ripiegatelo, tirando continuamente sotto lembi di impasto formando ogni volta una pagnotta).
Spolverizzatelo leggermente di farina sopra e sotto, coprite con pellicola e mettete a riposare in frigo per almeno un'ora (nel mio caso 2 ore): il riposo in frigo farà sì che il burro si rassodi e renda più sostenuto il composto, in modo da poterlo stendere e lavorare più agevolmente.

Riprendete l'impasto, spolverizzate un poco di farina sul piano di lavoro, rovesciatelo e senza lavorarlo stendetelo col mattarello a circa 2 cm di spessore, ricavando poi i dischetti col coppapasta della misura voluta:

Collage bomboloni

Coi ritagli io ho impastato appena il tutto, steso nuovamente e fatto delle ciambelline stile donuts

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A questo punto si copre con pellicola e si lascia lievitare almeno un paio d'ore a 28° (io confesso che qui c'erano 23°, ma insomma... Si fa quel che si può e sono lievitate comunque. Sicuramente a 28° si sarebbero sviluppati ancora meglio, oppure se potete lasciateli lievitare per più tempo).

Si porta l'olio a 160° e si frigge, pochi pezzi per volta. Se vedete che la temperatura tende ad aumentare anche se avete il fuoco al minimo spegnete proprio per qualche minuto e poi riaccendete: i bomboloni devono cuocere un paio di minuti per lato, e se la temperatura sale troppo rischierete di bruciarli fuori ed averli ancora crudi dentro.
Scolate, passate velocemente su carta assorbente e poi subito nello zucchero semolato: fateli rotolare da caldi , così che lo zucchero si attacchi.
Mettete se vi piace della crema pasticcera con una sacca da pasticceria (forando lateralmente il bombolone) e deponete su un vassoio.
Io come quasi sempre preferisco servire con le creme/confetture a parte, così ognuno farcisce con ciò che vuole.

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