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Visualizzazione post con etichetta Preparazioni base (dolci). Mostra tutti i post
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28 dicembre 2011

Pan brioche senza impasto. Non solo è possibile ma anche meraviglioso!

Panbrioche senza impasto

[English recipe after the italian one]

Vi pare impossibile ottenere un pan brioche soffice come una nuvola, aerato, profumatissimo di burro e vaniglia e perfettamente incordato non solo senza l'uso di una planetaria ma anche senza quello delle vostre braccia? Dite di no? E se vi dicessi di sì invece?
Questa preparazione è stata amore a prima vista: letta da Tuki pochissimi giorni fa, 24 ore dopo averla vista l'ho messa in produzione, ed il risultato è stato a dir poco fantastico.
E' una preparazione perfetta per tutte quelle che non possiedono una planetaria in grado di incordare gli impasti alla perfezione, è facilissima e l'impasto può essere realizzato con ampio anticipo, lasciato in frigo fino ad un massimo di 5 giorni e cotto.
Meno lavoro di così non ve lo potrebbe dare, ed il risultato è meraviglioso: un pane appena appena dolce, soffice come una nuvola, aerato, profumatissimo di burro: io vi ordino di correre a provarlo, non potete davvero esimervi!

EDIT del 09/01/12 → già un paio di lettrici mi hanno informata che la ricetta si realizza bene anche usando della comunissima farina 00.


panbrioche senza impasto

PANBRIOCHE SENZA IMPASTO (presa da Tuki)

Ingredienti per un pane di 26 cm circa

250 gr di farina forte (tipo Manitoba)
100 gr di burro fuso a temperatura ambiente
75 gr di acqua a temperatura ambiente
2 uova medie a temperatura ambiente
50 gr di miele di acacia
1/3 di bacca di vaniglia, i semi (l'ho aggiunta io, l'adoro coi prodotti burrosi e lievitati)
pizzico di sale
3 gr di lievito di birra liofilizzato (o 10-12 di fresco)


Preparazione

In una ciotola unite uova, miele, acqua, vaniglia, sale e burro e mescolate.
In un'altra ciotola mescolate la farina col lievito ed aggiungetela al composto liquido, mescolando bene con una forchetta fino a che non saranno presenti grumi e diventi tutto omogeneo.
Otterrete una sorta di pastella sostenuta.
Coprite la ciotola con della pellicola e lasciate a temperatura ambiente per 2 ore, poi mettete il tutto in frigo: a questo punto potete lasciare l'impasto lì dalle 24 h fino a 5 giorni: sarà comodo?! E' una cosa fantastica!
Io l'ho ripreso dopo 48 h, così che avesse acquisito una sorta di *media maturazione*.
Ho diviso l'impasto in 4 panetti di identico peso, aiutandomi con un poco di farina per fare delle palline, ed ho depositato le pallette una accanto all'altra in uno stampo da plumcake lungo circa 26 cm, imburrato alle pareti (non infarinato!) e con un velo di carta forno sul fondo.
Coprire nuovamente con pellicola o panno umido e lasciare a temperatura ambiente 2 ore e mezza, o finché l'impasto non sarà quasi al bordo dello stampo.
Spennellate con tuorlo e poco latte sbattuti (io ho aggiunto anche dello zucchero in granella) ed infornate a 180° per circa 30 minuti. Prova stecchino come sempre per controllare che il panbrioche sia cotto.

panbrioche senza impasto

NO KNEAD PANBRIOCHE


Ingredients for one loaf (26 cm)

250 gr strong flour (like Manitoba)
100 gr butter, room temperature
75 gr of water, room temperature
2 medium eggs, room temperature
50 gr honey
1 / 3 of vanilla bean, the seeds 
pinch of salt
10-12 gr fresh yeast



Dissolve the yeast in the water.

In a bowl, add eggs, honey, water+yeast, vanilla, salt and butter and stir.
In another bowl mix the flour and add it to the liquid mixture, stirring well with a fork untilthe dough will be completely homogeneous.
Cover the bowl with plastic wrap and leave at room temperature for 2 hours, then put it in the fridge.
You can leave the dough in the fridge from 24 h to 5 days.
I took it after 48 h, so that it had a sort of average maturity.
I divided the dough into 4 pats of equal weight, helping me with a little flour to make balls, and I lodged them side by side in a loaf pan (26 cm long), buttered on the walls (not covered in flour! ) and put parchment paper on the bottom.
Cover again with plastic wrap and leave at room temperature 2 hours or until the dough is almost to the edge of the mold.
Brush with beaten egg yolk and a little milk and bake at 180 degrees for about 30 minutes. As usual toothpick test to check that the panbrioche is cooked.

14 febbraio 2011

Crème brûlée mon amour...

crème brûlée

Quando ho caricato questa foto sul pc mi sono detta: "ohibò, sembra quasi una capasanta piastrata!".
Capasanta in verità non è, siamo proprio in tutt'altro settore del menù, al dolce: siamo alla mitica crème brûlée.
La venero, è uno di quei dolci al cucchiaio per cui potrei vendermi un rene. Fortunatamente non è necessario :D.
Mangiata per la prima volta a Barcellona quasi 20 anni fa e da allora adorata.
Quando amo tanto un dolce ci metto un bel po' prima di decidermi a riprodurlo a casa, in una sorta di timore reverenziale e profondo rispetto.. poi alla fine cedo, di schianto.
Pochissimi ingredienti, il contrasto croccante-vellulato, il sapore delizioso della mia amata vaniglia... Ha davvero tutte le caratteristiche per rapire il cuore a molti.
Il mio se l'è preso tutto.

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CRÈME BRÛLÉE

Ingredienti per 5 stampi come quelli della foto, bassi e larghi circa 10 cm

4 tuorli
6 dl di panna fresca
1 baccello di vaniglia (e non chiedetemi se potete usare la vanillina perché vi taglio le mani!:D)
3 cucchiai di zucchero semolato

Per la crosticina bruciata in superficie:
zucchero di canna grezzo q.b (circa altri 3 cucchiai)


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Preparazione

Aprite in due il baccello di vaniglia, prelevatene i semi e tuffate tutto in un pentolino con cui porterete a bollore la panna.
Una volta a bollore, spegnete e lasciate la bacca in infusione per 10 minuti.
Preriscaldate il forno a 140°.
Intanto in una ciotola sbattete lo zucchero coi tuorli.
Versateci pian piano la panna, poi versate tutto in una brocca filtrando con un colino (sarà più semplice riempire gli stampi) così da eliminare la bacca di vaniglia ed eventuali pallini di uovo cotto.
Preparate una teglia in cui sistemerete gli stampi, mettete sul fondo un canovaccio da cucina ed adagiatevi le ciotoline: riempitele con la crema, poi versate nella teglia acqua sufficiente ad arrivare a circa metà altezza degli stampi.
Con molta attenzione infornate e cuocete 50 minuti circa, dipende sia dal forno che dagli stampi usati: dovrete vedere la crema solidificata in superficie ma dentro sarà ancora cremosa (nel mio caso 50 minuti sono stati sufficienti).
Lasciate intiepidire, poi prelevate gli stampi, asciugateli e riponeteli in frigo fino al giorno seguente.

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Il giorno dopo cospargete la superficie con zucchero di canna e passate sotto il grill del forno (oppure usate il cannello da cucina se lo avete): tenete d'occhio perché ci mette poco a passare da pronto a bruciato immangiabile.
Io l'ho gratinato col grill del microoonde.

Nota: la mia crème brûlée ha una crosticina sottile sottile perché ho inserito troppo zucchero per errore nella crema, e temevo che, se avessi messo una dose maggiore di zucchero per la crosticina, sarebbe diventata immangiabile.
Se volete che la crosta sia sottile, andate leggeri con lo zucchero: se la preferite più consistente allora mettetene un po' di più.

18 gennaio 2011

Di foto, marmellate, confetture, errori e perdono :D

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Avete mai provato a fotografare un vasetto di marmellata?
Non so voi, ma io -probabilmente per manifesta incapacità o mancanza dell' "occhio dell'artista"- ho fatto una fatica del diavolo per riuscire a tirar fuori una foto accettabile.
Le marmellate sono estremamente invitanti ma riuscire a fare una foto come si deve a dei banalissimi vasetti...boh... Lo trovo difficile quasi quanto fotografare la carne.
Quindi accontentatevi per favore e perdonate -il perdono è un dono grande, fatene largo uso :D-.
Dopo questa doverosa premessa passo al secondo tema scottante: oltre alle foto mediocri ci sono 2 errori. Oh yes.
Prima di tutto il cappuccetto sopra il coperchio: il disegno non centra una lippa col contenuto (lo potrete vedere nell'ultima foto del post), ma avevo solo quello e lo trovavo tanto carino da meritare comunque i suoi 5 minuti di celebrità :D.
Secondo poi.... Si fa un gran dire e specificare che i termini corretti sono confettura per quelle preparazioni di frutta senza agrumi e marmellate per tutte quelle con gli agrumi... Io preparo la marmellata di limoni e cosa scrivo sull'etichetta? Confettura. Bingo. Genio incompreso: presente. :D
In pratica vi sto rifilando un post con foto mediocri e pieno di errori e contraddizioni. "Bello, brava, bis"...ma anche no.
Prometto di essere più attenta in futuro.

marmellata di limoni e vaniglia

Questa marmellata è realizzata partendo da quella letta sul libro "Falling cloudberries" che ho appena comprato, di Tessa Kiros.
Molte blogger hanno già parlato di questa autrice: per me questo è il primo libro e devo dire che mi piace molto.
La marmellata che propone lei è molto più sbrigativa della mia, perché in sostanza si prevede di tagliare semplicemente in spicchi i limoni, privarli dei semini, cuocerli così con zucchero e vaniglia, invasettare e stop.
Io amo le marmellate di limoni ma:
1. non le amo troppo amare
2. non amo trovarci i pezzettoni di scorza qui e là
Per realizzarla comunque e rimediare a queste due "pecche" ho pensato di frullare la scorza di una parte dei limoni utilizzati con parte dello zucchero, ottenendo così una pasta di limoni omogenea e che aromatizzasse tutto il composto: poi ho pelato a vivo i limoni e prelevato solo la polpa, evitando così tutta quella parte bianca che rende amara la preparazione. Così facendo il lavoro è sicuramente più lungo e serve un numero maggiore di limoni, ma il risultato mi ha entusiasmata, quindi è valsa la pena.

marmellata di limoni e vaniglia

MARMELLATA DI LIMONI E VANIGLIA -modificata dalla ricetta di Tessa Kiros-

Ingredienti per circa 2 vasetti e mezzo da 250 ml

1 kg di polpa di limone, senza la parte bianca (nel mio caso ne sono serviti 16)
scorza di 7 limoni non trattati
1 kg di zucchero
1 bacca di vaniglia (i semi)
200 ml di acqua


Preparazione

Lavate benissimo i limoni, poi prelevate la scorza da 7 di essi con l'aiuto di un pelapatate: cercate di prendere solo la parte gialla, quella bianca più interna è quella che dà l'amaro.
Prendete un macina spezie e lo zucchero previsto dalla ricetta: un poco per volta tritate le scorze con qualche cucchiaiata di zucchero, fino ad avere una pasta di limone.

scorza di limoni e zucchero

Io non amo trovare le scorze "intere" qui e là nella marmellata ma molto del sapore è dato proprio da loro, ed è per questo che seguo questo procedimento: non me ne privo ma le omogeneizzo al resto.
Ora pelate a vivo i limoni e prelevatene la polpa, eliminando i semini durante l'operazione.
Consiglio spassionato: siccome è un procedimento lunghetto usate dei guanti di lattice usa e getta per farlo. Dopo 4-5 limoni avevo la pelle che urlava vendetta!
Una volta pronta la polpa versatela nella casseruola di cottura, insieme all'acqua, alla pasta di limone, allo zucchero rimanente ed ai semi della bacca di vaniglia.
Portate a bollore la marmellata, schiumandola in superficie fino a che non sarà limpida e priva di impurità: portate a cottura.

[NdA: ricordate sempre che la marmellata calda è più liquida rispetto a quando raffredda: se la portate ad una densità troppo elevata da fredda sarà un mattone.
Per regolarsi sulla consistenza c'è il solito metodo del piattino: mettete in frigo un piattino, quando pensate che possa essere pronta prelevate un cucchiaino di composto e mettetelo sul piattino. Inclinatelo: se "scivola" a fatica dovrebbe essere pronta.
Io confesso di non trovarmi per nulla con questo sistema, non riesco a regolarmi. Ormai, dopo diverse confetture-mattone ho imparato a regolarmi ad occhio sulla consistenza.
Indicativamente posso dirvi che questa marmellata, nel mio caso, ha cotto circa 40 minuti, ma è un'indicazione di massima.
L'unica con le marmellata è prenderci l'occhio (o affidarsi al piattino :D).]

Invasettatela in vasetti precedentemente sterilizzati (e coperchi nuovi), chiudete bene e capovolgete fino a completo raffreddamento, in maniera da creare il sottovuoto.

marmellata di limoni e vaniglia

3 novembre 2010

Mac......arons! :D

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Ci sono delle preparazioni che, regolarmente, meritano di essere riviste o riproposte.
Questi sono tra i dolcini preferiti da mamma: non li faccio spesso, anzi, perché li trovo estremamente noiosi da realizzare: li preparo saltuariamente, quando c'è qualche ragione particolare.
E' stato il caso questa volta: preparati per ringraziare mamma di avermi sopportata in un momento per nulla facile.
Lei era presente, come sempre lo è stata, ed ora che le cose sono di nuovo a posto, volevo fare qualcosa per ringraziarla. Il primo pensiero è volato proprio ai macarons.
Volevo realizzarne di due gusti, e per questo motivo anziché colorare l'impasto (cosa che avrebbe reso necessario dividere il composto e fare due preparazioni parallele, e non ne avevo per nulla desiderio!) ho realizzato i gusci bianchi per poi colorarli una volta cotti, con delle "fiammate" spennellate sopra.
Devo dire che così mi piacciono anche più che tutti colorati: li ho trovati carinissimi.
Ad ogni modo, ci sono diverse preparazioni per i macarons, realizzate da diversi pasticceri eccezionali, con leggere modifiche alle dosi degli ingredienti: i miei primissimi Macarons li avevo fatti seguendo le indicazioni di Pinella, che aveva postato la ricetta di S. Glacier. Mi era parsa una delle più semplici tutto sommato, ed infatti erano riusciti al primo colpo.
I macarons per me sono questi.
Dimezzando le dosi ne ho ottenuti una 50ina.


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MACARONS CON GANACHE ALLA ROSA E AL CIOCCOLATO FONDENTE

per i gusci (circa 50 dolcini)
100 gr di albumi (circa 3 e un po')
25 gr di zucchero semolato
2-3 gocce succo di limone
225 gr di zucchero a velo
125 gr di farina di mandorle


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per i macarons alla ganache bianca alla rosa
150 gr di panna
2 cucchiai di acqua di rose (circa 22 gr)
75 gr di cioccolato bianco di ottima qualità
pochissimo colorante alimentare rosso


macarons con ganache fondente

per la ganache al cioccolato fondente
90 gr di cioccolato al 60%
150 gr di panna fresca


Preparazione

collage macarons

La sera prima preparate i composti per le due ganaches.
Per la ganache alla rosa: fate scaldare l'acqua di rose e 40 gr di panna sul fuoco: tritate il cioccolato bianco e appena la panna sarà bollente versateci il cioccolato, spegnendo il fuoco. Fatelo sciogliere bene, poi unite la restante panna. Fate raffreddare, poi coprite e mettete in frigo.
Per la ganache al fondente: scaldate la panna ed una volta bollente spegnete il fuoco e tuffateci il cioccolato sbriciolato. Fate sciogliere bene, poi fate raffreddare, coprite e mettete in frigo.

Il giorno seguente dedicatevi ai gusci.
Frullate la farina di mandorle con lo zucchero a velo, poi setacciate la farina ottenuta: se ci fossero dei granelli grossolani rimanenti, pesateli e reintegrate il peso "perso" alla polvere.
Iniziate a montare gli albumi (a temperatura ambiente) aggiungendo poco alla volta lo zucchero semolato e le gocce di limone: fate montare fino a neve fermissima.
Se volete colorare l'impasto, aggiungete del colorante alimentare a scelta (io ne uso uno in pasta, per non allentare il composto con altri liquidi): in questo caso però non ho colorato l'impasto.
A questo punto unite un po' alla volta la polvere di mandorle e zucchero a velo, mescolando con una spatola dal basso verso l'alto: siate decisi ma non protraete troppo l'operazione (macaronner), altrimenti il composto tenderà a diventare troppo liquido.
Dovrete ottenere una pastella che, lasciandola cadere dalla spatola, crei una sorta di nastro continuo: questa è la fase più delicata, perché se eccederete nella lavorazione rischia di diventare troppo liquido, quindi non esagerate e fermatevi appena otterrete la consistenza voluta.
Mettete il composto nel sac-à-poche e posizionate dei dischetti di impasto su una teglia foderata di carta forno (2-3 cm di diametro, poi il composto tende ad allargare).

Collage di Picnik

Una volta fatti lasciate a riposare per un'ora a temperatura ambiente.
Accendete il forno a 150° ed infornate una teglia alla volta: nel mio caso la cottura è stata di 12 minuti esatti.
Levate la teglia dal forno, sollevate delicatamente un angolo della carta forno e versate sotto la carta un poco di acqua: questa a contatto con la teglia calda creerà vapore, che aiuterà a staccare - delicatamente, sono fragilissimi! - facilmente i biscottini dalla carta.
Metteteli a raffreddare su una gratella.
Se voleste decorare i gusci come ho fatto io, prendete dei semplici coloranti alimentari, "pucciateci" un pennellino e fate delle fiammate: in quel caso lasciate asciugare per qualche altra ora.

Collage di Picnik

Intanto recuperate le due ganaches dal frigo e montatele con le fruste elettriche, come fareste per della semplice panna: mettetele in due sac-à-poche e farcite la metà dei gusci.
Chiudete con le altre metà e dimenticateveli in frigo per un giorno, il tempo che si assestino e che acquistino la giusta consistenza "fondente".


Con queste due preparazioni partecipo al contest golosissimo del Gattoghiotto

13 ottobre 2010

Meringue powder: funziona!

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Vi ricordate le meringhe che avevo fatto poco tempo fa?
Se sì, ricorderete forse anche perché mi ero cimentate nella loro realizzazione.
Tutto era nato dal fatto che volevo usare gli albumi avanzati per fare una ghiaccia reale per decorare dei biscotti: non voglio usare gli albumi crudi, perciò cercando online le risposte che ottenevo come alternativa erano tutte uguali: meringue powder, o polvere di meringa.
La polvere di meringa viene venduta in barattolini e viene aggiunta ad acqua e zucchero a velo per realizzare la ghiaccia.
E' un prodotto che difficilmente si trova nei negozi qualsiasi, e sinceramente non volevo ordinarla apposta.
Però mi sono detta: se è semplice polvere di meringa, cioè albumi cotti e zucchero, perché non realizzarmela in casa?

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Gli ingredienti della meringue powder che si acquista sono sostanzialmente albumi disidratati, zucchero, fecola di mais ed un tot di aromatizzanti e stabilizzanti.
E' un prodotto che si aggiunge in quantità piuttosto minime rispetto a grandi dosi di ghiaccia, quindi non è che serva produrne molto.
Quel che volevo era ottenere delle meringhette friabilissime e molto asciutte, così da poterle rendere una polvere il più facilmente possibile.
La ricetta per le meringhe che ho realizzato è questa.
Prima di sbriciolarle lasciatele raffreddare completamente, così che perdano tutta l'umidità.
Che dirvi? Funziona! La glassa si "asciuga" perfettamente una volta fredda ed è perfetta per decorare biscottini perché non cola ed una volta fredda si indurisce. :D
Non ci credete? Qualcuna l'ha già usata (ci eravamo sentite via e-mail): guardare per credere...

NdA: va da se che potete comprarvi anche le meringhe già fatte e ridurre di parecchio il lavoro! Io le ho fatte solo perché sono pazza ed avevo gli albumi da parte ;o)

Per realizzare invece la ghiaccia reale vera e propria... Semplicissimo!

muffins glassati 4

GHIACCIA REALE

3 cucchiai di polvere di meringa*
4 tazze di zucchero a velo*
6 cucchiai di acqua calda* (se vi serve una ghiaccia più sostenuta, usate un cucchiaio di meno di acqua)

* per tazze e cucchiai intendo i misurini standard. Se non li avete, eccovi le tabelle di conversione


Preparazione

Ehm... Mescolate tutto insieme fino ad avere un composto liscio ed omogeneo. ;o)
Se volete colorarla, dividetela in diverse ciotoline ed aggiungete una puntina di colorante alimentare in pasta.

Presto vi farò vedere per cosa l'ho usata :o)

11 ottobre 2010

La perfezione, a volte, è di questo mondo..

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Finalmente!
E' lui, il cake delle meraviglie, quello cercato e tentato per anni ed anni.
Sì, ce ne sono tantissimi di buoni, buonissimi e che rifarò comunque, ma il cake "vero", con la consistenza soffice ma compatta, umido ma non pesante, che "allappa" un po' in bocca....quello no, non ero mai riuscita a farlo.
E dopo aver fatto questo, col procedimento particolare che lo caratterizza, mi dico che probabilmente non ci sarei mai arrivata se non grazie alla dritta di un pasticciere....e grazie ad Alex, che dal suo amico pasticciere ha carpito le informazioni e le ha condivise con noi, con un corollario di spiegazioni tecniche meraviglioso.
E' stata la classica ricetta che ho visto e che mi si è insinuata subito nella mente: la voglia di capire se fosse "davvero lei", la ricetta perfetta, era troppo grande ed ho resistito alla tentazione di farla solo un paio di giorni.
Ed oggi sono qui col post celebrativo al pasticciere, ad Alex ed al cake, davvero perfetto!
Se non ci credete non avete che da provare voi stessi...San Tommasi a me! :D

cake 2

CAKE PERFETTO CON ALBICOCCHE, RHUM E FAVA TONKA (grazie all'originale di Alex ed al suo amico pasticcere)

Ingredienti per due cakes (le dosi sono un po' "strane" perché ridotte da impasto molto più grande: i colori indicano quali composti vanno lavorati insieme e poi aggiunti)

202 gr di burro a temperatura ambiente, morbido
289 gr di zucchero a velo
231 gr di uova (nel mio caso 4 uova)
115 gr di latte
231 gr di farina 0
14 gr di lievito per dolci (io ne ho messi 10)
173 gr di farina 0
115 gr di pasta di arancio candito (io ho usato confettura di albicocche, stesso peso)
29 gr di rhum (scuro)
1 gr di vaniglia
fava tonka (una grattugiata)


burro fuso per "sporcare" il coltello per il taglio centrale


Preparazione


Nella planetaria (o con le fruste elettriche) montate il burro e lo zucchero finché il composto risulterà omogeneo e spumoso.
A parte, aiutandovi col minipimer, mescolate la prima parte della farina con latte e uova, finché non vi saranno grumi nella pastella che otterrete.
Una volta pronta, versatela a filo su burro e zucchero, sempre mescolando con la planetaria /fruste elettriche.
Mescolate la pasta di arancio candito (o la confettura di albicocche nel mio caso) con rum e vaniglia (e fava tonka) ed aggiungetela, sempre con le fruste in movimento.
Setacciate la rimanente farina col lievito ed uniteli all'impasto: versate l'impasto nei due stampi da cake foderati con carta forno (io ho usato due stampi da 22 cm di lunghezza) e riponete in frigo per qualche ora  (come consiglia Alex, aumentando il riposo in frigo si aumenta il mantenimento della fragranza del dolce: 2/3 ore di riposo lo manterranno fresco per una settimana, 8/10 ore dovrebbero prolungarne la freschezza fino ad un mese).

cake perfetto


Accendete il forno a 160/170° C, ed una volta a temperatura prendete gli stampi, "sporcate" il coltello col burro fuso e praticate un'incisione lungo il cake profonda circa 1 cm: questo garantirà l'apertura della classica crepa che caratterizza questo dolce.
Cuocete per circa 45-50 minuti (nel mio caso 50 minuti).


NdA¹: già con questa versione il dolce è pazzesco, ma ho voluto provare a rifarlo tutto al limone. Ho usato marmellata di limoni -al posto della confettura di albicocche-, limoncello anziché rhum, scorza di limone e 6 gocce di olio essenziale di limone... Non so dirvi quanto sia buono anche così...


NdA²: tutte le ulteriori informazioni tecniche, i perché e per come del metodo li trovate spiegati magnificamente da Alex. Provatelo, fatelo per me, e poi ditemi se non è il cake soffice e dalla consistenza umida e perfetta da sempre cercata!

cake 3




Prosegue inoltre il concorso Libero Mobile Award a cui partecipa anche Fragola & Limone.



Se avete un profilo Fb e vi va di lasciare un voto per me, dovete solo passare qui e cliccare "mi piace": roba di 5 secondi.
E se non avete un profilo...fatevelo! ;oP (scherzo ovviamente).




Ultimissima cosa e poi chiudo, giurin giuretta: per quelli tra voi che hanno visto il post precedente... Beh, Chicco e Spillo hanno trovato casa! Andranno insieme in una famiglia che non aspetta altro che accoglierli e riempirli di amore, quindi potete immaginare la mia felicità!

2 ottobre 2010

Sono una copiona, ecco! :D

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Direi che mi vergogno un po' nell'inserire questo post... Più che una ricetta è un assemblaggio di ingredienti.
Però mi diverto nel cercare di riprodurre a casa alcuni prodotti che si trovano in commercio.
Non so da voi ma a casa mia, pur non essendoci bambini nel senso più stretto del termine, ci sono due adulti di cui uno è kindercioccolatodipendente e l'altra ne è una discreta estimatrice.
Sì, siamo bambini dentro (ché fuori non lo siamo da un pezzo ormai :D).
Ho voluto rifare in casa il Kinder Cereali, in assoluto il mio prodotto Kinder preferito: banalissimo, eppure ne vado matta.
Esteticamente non sono bellissimi, perché anziché realizzarli già in monoporzione ho realizzato uno stampo grande che ho poi porzionato a piacere: se voleste un effetto più carino fateli subito in monoporzione, così da averli tutti belli uguali.
Per quel che mi riguarda posso dirvi che si mangiano anche così, in tutta la loro bruttezza ;D.
Buon fine settimana!

P.s: avviso a tutti coloro che avevano partecipato al concorso lampo di qualche settimana fa. Restate da queste parti perché lunedì o martedì ci sarà probabilmente una comunicazione che può riguardare uno/a di voi! ;)

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KINDER CEREALI

200 gr di cioccolato bianco
400 gr di cioccolato al latte
riso soffiato a volontà


Preparazione

Fate sciogliere i due tipi di cioccolato separatamente a bagnomaria.
Rivestite una teglia con fondo amovibile con un foglio di carta forno leggermente inumidito: versate metà cioccolato al latte e stendetelo bene: cospargete con un bel po' di riso soffiato, in modo da ricoprire il cioccolato. Pressate col dorso di un cucchiaino e fate rassodare in frigo per una ventina di minuti.
Riprendete lo stampo, versateci il cioccolato bianco, stendete in modo uniforme, cospargete ancora col riso soffiato, pressate e fate riposare in frigo fino a che sarà rassodato.
Chiudete il tutto col rimanente cioccolato al latte e fate rassodare qualche ora in frigo.

Collage di Picnik

Riprendete lo stampo, rovesciatelo sul bancone e date qualche colpetto per farlo staccare: levate la carta forno e vi ritroverete con una mattonella di cioccolato.
Con un coltello porzionate a piacere (io ne ho fatto delle barrette), chiudete in carta stagnola e...consumate quando volete!

30 settembre 2010

Il profumo del mio amato autunno...

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L'autunno è sicuramente la mia stagione preferita: temperature miti, la certezza che il freddo si sta avvicinando (ormai sapete che sono caldo-refrattaria ;)), così come i pigri pomeriggi in casa, magari passati a leggere un libro ed in compagnia di una bella tazza di fumante cioccolata calda.
Sì, adoro l'autunno!
Ed amo moltissimo alcuni dei prodotti che regala, uno su tutti sicuramente le castagne.
Ma quel che in me richiama l'autunno sono anche le spezie: la voglia di aromatizzare e profumare quasi tutto ciò che consumo. Amo le spezie e le erbe tutto l'anno, ma quando comincio a desiderare profumo di cannella e chiodi di garofano so che per me la stagione autunnale ha avuto inizio.

Collage di Picnik


Un'altra cosa che mi fa capire che l'estate tanto detestata è ormai alle spalle è sicuramente il desiderio di fare biscotti: teglie e teglie di profumatissimi e speziati biscotti, dimenticati durante la stagione calda.

Così qualche giorno fa ho proprio sentito il desiderio di queste due cose: spezie e biscotti.
I biscottini speziati che preferisco in assoluto sono gli speculoos: il nostro non è stato amore al primo assaggio, mi ci sono voluti anni per apprezzarli, ma ora ci amiamo di un amore folle e senza freni.
Solitamente li compro già fatti, ma come dire: amo cucinare, amo fare biscotti, amo cercare di riprodurre a casa le cose che trovo già pronte, sono piena zeppa di libri di ricette...
Un salto nella mia libreria di cucina, prendendo a colpo sicuro il libro in cui ero certa di aver visto ciò che mi serviva e...hoplà, il gioco è fatto!
Della ricetta originale ho dovuto aumentare l'acqua ed ho dimezzato i chiodi di garofano, perché non volevo spiccassero troppo essendo molto forti.

NdA: a biscotto ultimato, paragonando il risultato finito coi biscotti che acquisto di solito, secondo me ci stava tutta la dose di chiodi di garofano. Se avete paura che risultino troppo speziati fateli pure coi miei dosaggi, se già conoscete ed amate questi biscotti raddoppiate pure i chiodi di garofano.
Inoltre il biscotto è davvero molto croccante: la consistenza di quelli che conosco io è più "frollosa", quindi aumenterei il burro e ridurrei l'acqua (su 250 gr di farina userei 125 gr di burro ed acqua q.b).. La prossima volta che li farò userò queste proporzioni.

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SPECULOOS - senza uova- (ricetta leggermente modificata da "Biscotti" di Ilona Chovancova, ed. Bibliotheca Culinaria)

Ingredienti per circa 30 biscotti

250 gr di farina 00
170 gr di zucchero di canna grezzo
50 gr di burro
70 gr di acqua
pizzico di sale
4 gr di lievito per dolci
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere


Preparazione

Mescolate tutti gli ingredienti secchi in una ciotola, uniteci il burro ed "impastate" fino a sbriciolarlo nel composto secco. Aggiungete l'acqua, lavorate l'impasto fino a che sarà omogeneo, poi avvolgetelo nella pellicola e mettetelo a riposare in frigo per almeno un'ora.

Collage di Picnik

Riprendete l'impasto, stendetelo allo spessore di circa 1/2 cm (tenete presente che, essendoci lievito, un minimo cresceranno), ritagliate i biscotti ed infornate per circa 12 minuti a 180°.

27 settembre 2010

Soffice nuvola...

meringhe 2

Una dolcissima, soffice, candida, vaporosa nuvola... Uno degli spettacoli più meravigliosi della cucina, le meringhe.
Albumi, zucchero e...chimica: per me, sono pura magia.
Al di là che piacciano le meringhe, che le si odi, che siano bianche o colorate, soffici e morbide all'interno o friabilissime, secondo me lo spettacolo di vedere la montata di albumi e zucchero così lucida ed eterea non ha eguali.
A me viene regolarmente voglia di spalmarmi meringa dappertutto, così soffice e setosa: resterei ore a guardarla (se ancora non mi consideravate pazza...ora mi sono giocata gli ultimi rimasugli di credibilità :D).

Mescolando questi due ingredienti semplicissimi - in proporzione albumi: zucchero 1:2 - con modalità e temperature diverse si possono ottenere 3 tipologie di prodotto:

la meringa classica* -cioè quella più usata in Italia di solito, la meringa francese (montata di albumi e zucchero a temperatura ambiente, con lo zucchero aggiunto man mano una volta che l'albume è a neve ferma)
- la meringa francese* (si monta l'albume con 1/3 del peso in zucchero fino a che avrà raddoppiato il suo volume: a quel punto si aggiunge la metà dello zucchero rimanente. Una volta che la montata sarà ben ferma mettete lo zucchero che resta)

- la meringa svizzera ( si scalda fino a circa 60° l'albume con pari peso di zucchero a bagnomaria, poi si monta: quando il composto sarà ben montato si aggiunge lo zucchero rimanente -a velo per un prodotto finale liscio e compatto, semolato per un risultato più friabile)

- la meringa italiana (si monta in planetaria 1/5 del peso dello zucchero con gli albumi, mentre in un pentolino si fa uno sciroppo con lo zucchero rimanente ed acqua pari allo stesso peso di zucchero montato con gli albumi - cioè se state montando gli albumi con 50 gr di zucchero, userete per fare lo sciroppo 50 gr di acqua -: si porta lo sciroppo a 121° e se ne aggiunge subito una metà alla massa di albumi, sempre mescolando, ed infine si aggiunge lo sciroppo restante. Si continua a mescolare fino a che la meringa sarà fredda)
[ fonte: "Peccati di gola" di Luca Montersino, Sitcom Editore]

In questo caso mi sono messa a fare meringhe per una ragione molto semplice: avevo i soliti albumi avanzati da altre preparazioni ed avevo deciso di fare una ghiaccia reale (royal icing) per decorare dei biscottini. Spesso la ghiaccia viene fatta con gli albumi crudi, ed a me la cosa non piace per nulla. Così sono capitata sul sito della Wilton in cui vendono la polvere di meringa proprio per realizzare la ghiaccia.
Ovviamente anche in questo caso ci sono gli albumi, ma essendo cotti diventano sicuri e si mantengono nel tempo.
Mi sono chiesta se fosse possibile farsi le meringhe in casa, ridurle in polvere e poi usarle allo stesso modo... Vi saprò dire se la cosa sia effettivamente fattibile, per il momento cuccatevi la semplicissima ricetta delle meringhe: ne ho fatte alcune bianche, alcune con granella di pistacchi (ovviamente da tenere integre, e non da sbriciolare ;)) ed una parte di meringa l'ho colorata con un niente di colorante alimentare rosso in pasta, ottenendo meringhette rosa.
Per il mio esperimento...Vedremo cosa salterà fuori! :o)

NdA: leggendo i vostri commenti ho notato che alcune hanno difficoltà con le meringhe. Mi è tornato in mente un articolo molto interessante che è una sorta di Bibbia sulla meringa, pubblicato da Dario Bressanini. Ve lo consiglio caldamente, potreste scoprire moltissime altre cose interessanti su questo prodotto.


meringhe 4

MERINGHETTE FRIABILI

dosi per circa due teglie di meringhe (o poco più)

3 albumi
180 gr di zucchero (150 di semolato + 30 di zucchero a velo nel mio caso, ma potete usare tutto zucchero semolato o tutto zucchero a velo)

t forno = 80° per circa 2 ore, 2 ore e 30


Preparazione

Ho lasciato gli albumi a temperatura ambiente per un'ora circa, poi ho iniziato a montare con 1/3 dello zucchero: a metà montata ne ho aggiunto ancora metà ed una volta raggiunto il massimo del volume ho aggiunto lo zucchero rimanente.
Ho messo metà meringa nel sac-à-poche ed ho fatto una teglia di meringhe bianche: l'altra metà l'ho colorata con un poco di colorante alimentare rosso in pasta.
Preriscaldato il forno a 100° e cotto per 2 ore e mezza (le dimensione delle mie meringhe erano piuttosto ridotte, considerate che se le fate più grandi ci vorrà più tempo per asciugarle bene).


meringhe 3


Piccolo aggiornamento per il concorso effettuato una settimana fa circa: come ricorderete era stato estratto un vincitore, Luca: l'ho contattato alla mail di riferimento che aveva lasciato e non ho ancora avuto sue notizie.
Oggi gliene ho mandata un'altra.
L'ho avvisato che, qualora entro lunedì prossimo non dovessi sentirlo, effettuerò un'altra estrazione: me ne dispiaccio, ma vorrei davvero poter finalmente spedire il premio, e se lui non si farà vivo... Beh, ritenetevi nuovamente tutte in gioco. :)

6 settembre 2010

Dolcini con dedica...

trancetti al limone 5

Chi tra voi mi legge da un po' sa che quest'anno nella mia famiglia abbiamo avuto un lutto importante.
La persona che è venuta a mancare sette mesi fa era un uomo grande, in tutti i sensi: di gran cuore, benvoluto da tutti e molto apprezzato. Sembra banale da dire di qualcuno che non c'è più, ma nel suo caso è proprio così, certo non sono commenti di facciata alla memoria..
E' evidente che avrei di gran lunga preferito che tutto ciò non avvenisse, fatto sta che anche andandosene è riuscito a lasciarsi dietro qualcosa di buono: il legame che si è venuto a creare tra mamma, i suoi amici di sempre e la sua famiglia, tutta la sua famiglia, è splendido.
Non che non sia il caso anche per me, ma è ovvio che sia così soprattutto per mamma: per di più io davvero non riesco ad avvicinarmi a quei luoghi.
Abito molto vicino a tutti loro ma per me andare in quel paesino, rivedere i posti in cui lui è cresciuto, i luoghi di quasi tutti i racconti divertenti che abbiamo di lui, le persone che lo conoscevano tanto bene e che non l'hanno mai chiamato per nome ma sempre col suo soprannome... no, per me è ancora impossibile avvicinarmici. Mi pare di soffocare solo all'idea, e per questo me ne tengo lontana.
Per svariate ragioni non ci si era mai potuti frequentare granché prima, ma ora per mamma soprattutto sono diventati una vera, grande famiglia.
Anche se io non li vedo i racconti delle loro vite mi arrivano tramite lei, così ho avuto modo di scoprire che molti tra loro, sia parenti che amici, sono celiaci.
Non avendo mai avuto questo tipo di "problema" da affrontare i miei dolci sono stati sempre realizzati senza pensare granché al glutine: ho iniziato a cercare ricette e preparazioni gluten free solo recentemente, con l'idea di scrivere qualche ricetta che potessero realizzare senza difficoltà.
E' stato il caso di questa, realizzata proprio esclusivamente pensando a loro.




trancetti al limone 6

TRANCETTI AL LIMONE (gluten free)

Ingredienti per il biscotto/pan di spagna di riso

3 uova
60 gr di farina di riso
20 gr di amido di riso (se non lo avete usate amido di mais o fecola di patate)
80 gr di zucchero
pizzico di sale


per la crema di limone ("rubata" alla Sister da questa splendida torta, a cui però aggiungo il mascarpone)

250 gr di latte
2 tuorli
90 gr di zucchero
30 gr di amido
succo e scorza di un limone non trattato (se possibile è sempre meglio)
25 gr di burro
100 gr di mascarpone


per la bagna

50 gr di zucchero liquido
50 gr di acqua
25 gr di liquore di lamponi (se non l'avete potete usare magari del distillato di lamponi, o ancora il limoncello)


per la glassa colorata

3 cucchiai di zucchero a velo
succo di limone q.b
colorante alimentare rosso (1-2 gocce)


Preparazione

Per prima cosa preparate la crema al limone (che deve raffreddare).
Mettete sul fuoco il latte con metà dello zucchero e fate scaldare. Intanto in una ciotola mescolate i tuorli con lo zucchero rimanente e l'amido, poi aggiungete la scorza di limone ed il succo, precedentemente filtrato.
Mescolate bene (senza montare) poi aggiungete in due volte il latte caldo, stemperate mescolando bene e rimettete la crema nel pentolino, filtrandola.
Portatela a cottura fino a che risulterà densa (sarà bella sostenuta), mettete in una ciotola, coprite con pellicola per alimenti a pelle e fate raffreddare.

Ora pensate al biscotto di riso.
Preriscaldate il forno a 200°.
Montate le uova e lo zucchero con le fruste elettriche fino a che il composto sarà soffice, quasi bianco e spumoso.
A quel punto unite la farina e l'amido di riso, setacciandoli, ed amalgamateli con una spatola, mescolando dal basso verso l'alto, per evitare che il composto si smonti.
Foderate una teglia (io ho usato una teglia da forno da 30 x 40 cm) con carta forno e versateci dentro il composto: livellatelo bene su tutta la superficie, con delicatezza.
Infornate e cuocete per 7-8 minuti, o finché vedrete che il biscotto prende colore.
Prelevatelo dal forno, aspettate un minuto e rovesciatelo su una superficie fredda: levate con delicatezza la carta forno e lasciatelo raffreddare completamente.

Una volta che il biscotto sarà freddo tagliatelo a metà, in modo da avere due rettangoli da 20 x 30 cm.

Ora riprendete la crema al limone, fredda, ed aggiungeteci il mascarpone, mescolando fino ad amalgamarlo bene al tutto.
Mescolate gli ingredienti per la bagna e cospargetela su una delle metà di biscotto.
Mettete la crema in una sacca da pasticceria (senza bocchetta, non è necessaria) e mettetela in modo omogeneo sopra il biscotto inzuppato, poi ricoprite col biscotto rimanente e pressate bene, in modo da far aderire il biscotto alla crema.
Preparate la glassa colorata mescolando gli ingredienti, cercando di averla fluida al punto da farla scendere a nastro da una forchetta.
Fate dei disegni casuali sulla superficie del dolce, dei ghirigori qui e là, poi mettete il dolce a riposare in congelatore, fino a che sarà parzialmente congelato (un'oretta, poi controllate).
A quel punto potrete tagliare i trancetti con più facilità, essendo il dolce ben sodo.
Rifilate le parti finali che saranno più "grezze", poi fate dei cubetti (io ne ho ottenuti 15).
Riponete poi in frigo, levandoceli un quarto d'ora prima di servirli magari, così che non siano freddi.

trancetti al limone 11

31 agosto 2010

Chi non mi odia mi segua...;o)

cake albicocca 6

Sono quasi certa che per la fine dell'estate molti di voi mi avranno mandata a quel paese a forza di ritrovare nel blog ricette coi lamponi: anzi, secondo me qualcuno si è già portato avanti col lavoro...Mi sembra che mi stiano fischiando le orecchie...;o).
E' un frutto che mi piace moltissimo, ormai lo sapete, così come sapete (se avete letto qui) che quest'anno anche le albicocche che trovo al negozio hanno finalmente sapore di albicocca!
Avendo in frigo entrambi questi frutti deliziosi ed essendosi lievemente abbassate le temperature me la sono sentita di affrontare quella bocca di fuoco meglio nota come forno. Del resto sono dolcetti con cotture rapide, quindi perché no? ;o)
L'impasto è un classico impasto soffice da muffins a cui ho però voluto aggiungere l'aroma del mandarino (olio essenziale che la mia adorata Sister mi aveva regalato ormai mesi fa): mandarino, albicocche e lamponi...Squisiti!

cake albicocca 12

TORTINI CON ALBICOCCHE E LAMPONI PROFUMATI AL MANDARINO

Ingredienti (vengono l'equivalente di circa 10-12 muffins)

200 gr di farina 00 (potete anche sostituire 50 gr di farina con farina di mandorle)
100 gr di zucchero
60 gr di burro fuso
2 uova
100 gr di latte
2 cucchiaini rasi di lievito per dolci
3-4 gocce di olio essenziale al mandarino
pizzichino di sale
albicocche a piacere
lamponi a piacere


Preparazione

Il procedimento è il solito che si usa coi muffins.
Mettere tutti gli ingredienti secchi in una ciotola e tutti i liquidi in un'altra.
Lavare la frutta e tenerla da parte.
Unire gli ingredienti secchi coi liquidi, mescolando pianissimo e quel tanto da non vedere più farina nella ciotola: non andate oltre, se volete dei dolcetti soffici e non gommosi!
Versate una cucchiaiata di composto negli stampi che avrete scelto (imburrati ed infarinati, oppure rivestiti coi pirottini di carta), metteteci un po' di albicocche e lamponi all'interno e chiudete con altro composto.

Collage di Picnik

Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 20-25 minuti, o finché avranno preso un colore dorato.
Fate raffreddare su una gratella.
Potete servire questi dolcetti glassati con una glassa semplicissima si zucchero a velo e poca acqua (oppure rum), oppure spolverati semplicemente con zucchero a velo accompagnati con un coulis di lamponi oppure serviti tiepidi con una bella pallina di gelato.
A voi la scelta!
Per quanto mi riguarda i dolci con la frutta cotta sono assolutamente meravigliosi se tiepidi: per i miei gusti quando sono freddi non sono granché, perché la frutta assume una consistenza un poco viscidina. Detto ciò, i gusti son gusti e consumateli come meglio credete ;).

cake albicocca 10

26 agosto 2010

Pubblico no, pubblico forse, pubblico sì...

Questo gelato (e chi mi segue su Facebook lo sa) l'ho fatto ormai da tempo, ma sono stata talmente indecisa se pubblicarlo che è finito sul blog solo ora.
Non perché non sia buono (anzi!), ma perché ho fatto le foto di corsa e non mi sono piaciute per niente.
Nel frattempo ho fatto altri gelati, quindi non avendo riprodotto questo non ho avuto più l'occasione di immortalarlo come avrei voluto/dovuto, poi però ci ho pensato bene e mi sono detta: "tu intanto metti a disposizione la ricetta, per le foto amen. Quando lo rifarai e farai foto decenti, le sostituirai, ma almeno così chi volesse farlo potrà provare!".
Oltre al gelato aggiungo anche la foto e ricetta delle cialde da gelato (fatte col ferro delle Ferratelle, ricordate?): potete usare anche le ferratelle stesse -come faccio spesso io- ma queste cialde sono perfette!
Se volete farle ricurve ricordate di non cuocerle troppo e appoggiarle su una superficie che permetta loro di prendere la forma voluta (per esempio un mattarello) immediatamente. Ci mettono pochissimi secondi ad indurire, e a quel punto non potrete più piegarle senza spezzarle.

gelato e cialde 8

GELATO AL CIOCCOLATO BIANCO E VANIGLIA e CIALDE

Ingredienti per il gelato

100 gr di cioccolato bianco di ottima qualità (nel mio caso un cioccolato bianco biologico svizzero)
250 gr di latte
1 bacca di vaniglia
3 tuorli
60 gr di zucchero
20 gr di glucosio
250 gr di panna montata


per le cialde (circa 18-20) (ricetta leggermente modificata da questa di Paoletta)

130 gr di albumi (nel mio caso i 3 rimasti dal gelato)
60 gr di zucchero
180 gr di farina 00
4 cucchiai di olio di semi di girasole
pizzico di sale

olio di semi e pennello per il ferro


Preparazione

In un pentolino versate il latte, i semini della vaniglia (e la bacca), i 3 tuorli (puliti dalla loro pellicina, come spiegato qui), lo zucchero ed il glucosio: mescolate bene, accendete a fuoco moderato e portate a 82-85°.
Spegnete, levate dal fuoco, eliminate la bacca di vaniglia ed aggiungete il cioccolato bianco sminuzzato un poco alla volta, finché si sarà sciolto e il tutto risulterà omogeneo.
Mettete la ciotola su una bacinella di acqua e ghiaccio, in modo da raffreddare velocemente il tutto e poi riponete in frigo coperto da pellicola.

Intanto potete preparare le cialde.

Collage di Picnik

Prendete gli albumi avanzati ed aggiungeteci l'olio.
In un'altra ciotola setacciate la farina, lo zucchero ed il sale, poi uniteli in due volte agli albumi, mescolando con una forchetta e cercando di evitare di formare grumi.
Otterrete una pastella piuttosto sostenuta.
Scaldate il ferro (quello che vi ho mostrato per le ferratelle), ungete bene con olio di semi su entrambi i lati e prendete circa una noce di composto, aiutandovi con due cucchiai: adagiatela al centro e richiudete il ferro, facendo pressione.
Cuocete circa un minuto per lato (ma dovete regolarvi voi con la fiamma ed i tempi), poi quando le cialde saranno dorate levatele dal ferro: se voleste curvarle dovete lavorare immediatamente (io le appoggio sul mattarello, facendo pressione affinché tengano la forma), mentre sono ancora caldissime, perché si rassodano nel giro di pochissimi secondi.
Proseguite fino a terminare la pastella, ungendo ogni volta il ferro tra una cialda e l'altra.

A questo punto, a cialde finite, la base gelato sarà ben fredda.
Prendete la panna fredda di frigo e montatela a neve: unitela alla base gelato, mescolando dal basso verso l'alto, poi versate il tutto in gelatiera e mantecate (nel mio caso ci sono voluti circa 30 minuti).
Servite il gelato accompagnato dalle cialde, e perché no, esagerate pure aggiungendo anche la salsa al caramello e magari qualche filetto di mandorla tostata. :)

21 luglio 2010

Cioccolato e ciliegie...

choco muffin 5

...nel senso: la ricetta è semplicissima, quindi ho un sacco di foto da inserire e pochissimo da dirvi.
L'accostamento degli ingredienti è un classico, uno di quei classici per cui non andavo granché matta: cioccolato e ciliegie.
Da noi c'è un dolce, la foresta nera, che è una sorta di pan di spagna al cacao farcito con ciliegie sotto sciroppo o sotto spirito e panna montata, sulla cui superficie si adagiano delle scagliette di cioccolato fondente.
Ecco: era uno di quei dolci da cui toglievo arrabbiatissima tutte le maledette ciliegine, che a parer mio andavano solo a rovinare il sapore di panna e cioccolato.
Crescendo invece ho cominciato a non amare moltissimo il cioccolato (mi piace ma me ne basta poco per togliermi la voglia) ed ho volutamente accostato ad esso le ciliegie, anche se io ho usato quelle fresche.

Collage di Picnik
Collage di Picnik

Mi sono persa via a fotografarle, tanto erano splendide e tanto mi piaceva la luce che entrava dalla finestra della cucina: sembravo posseduta! :D
Una volta che ho ripreso possesso delle mie facoltà mentali ho pensato a qualcosa di veloce da fare e che mi costringesse a tenere il forno acceso per il minor tempo possibile (in casa al momento della realizzazione di questi dolcini c'erano 30.5°C: non aggiungo altro...).
Mi sono ricordata che avevo da parte qualche cucchiaio di crema pasticcera avanzata da una precedente preparazione e, pur non facendo parte della ricetta della foresta nera, me l'ha ricordata.
Così sono nati questi dolcetti, che originariamente avrebbero dovuto essere muffins: poi cercando tutt'altro mi sono capitati tra le mani questi 4 stampini, regalo di Laura, che adoro (Laura e gli stampini :D): non li avevo ancora usati, e mi pareva che per la misura fossero perfetti.
Così è stato: la dose di 6-8 muffins era perfetta per questi 4 stampi.

choco muffin 8

MINI CAKES AL CIOCCOLATO CON CREMA PASTICCERA E CILIEGIE

Ingredienti per 4 mini cakes o 6-8 muffins

130 gr di farina 00
30 gr di cacao amaro
70 gr di zucchero vanigliato
40 gr di burro fuso
1 uovo
80 gr di latticello (o latte se non l'avete)
1 cucchiaino di lievito per dolci

una decina di ciliegie
crema pasticcera (l'equivalente di 3-4 cucchiai, se non l'avete potete anche omettere ed aggiungere più ciliegie magari)


Preparazione

Semplice che di più non si può.
Dovete procedere con il classico metodo del muffin: tutti gli ingredienti secchi in una ciotola, tutti i liquidi in un'altra.
A parte tagliate a tocchetti le ciliegie, eliminando il nocciolo.
Imburrate ed infarinate gli stampi (oppure usate i pirottini, come volete) ed accendete il forno a 180°.
Mettete gli ingredienti secchi nella ciotola dei liquidi e mescolate piano e per il minor tempo necessario: meno mescolate più soffici saranno i muffins.
Mettete una cucchiaiata di composto nei pirottini o nello stampo, poi un po' di crema pasticcera, una manciata di ciliegie e chiudete con un'altra cucchiaiata di composto.

Collage di Picnik
Collage di Picnik

Una volta preparati tutti gli stampi infornate al centro del forno e cuocete per circa 15-20 minuti (nei miei stampi, un po' più grandi di quelli da muffins, ci sono voluti 20 minuti esatti: se fate dei muffins probabilmente 15 minuti dovrebbero bastare, teneteli d'occhio).
Lasciate raffreddare su una gratella, e se usate stampi senza pirottini aspettate siano tiepidi prima di provare a sformarli (molto delicatamente).

choco muffin 16