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25 giugno 2012

Intanto, lime curd: poi...

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Sweet cups Emile Henry

Il lime curd a me piace, se possibile, ancora più del suo fratello originale fatto col limone.
Evito di realizzarlo troppo spesso perché per me è una specie di droga.
In questo caso l'ho preparato perché avevo in mente di infilarlo in un dolce da fare in un secondo momento, anche se a dire il vero non ero ancora convinta sul da farsi.
Alla fine, la golosità ha avuto la meglio, quindi di seguito trovate la ricetta del lime curd, se poi anche voi volete usarlo in un dolcino ulteriore... restate su questi schermi, perché a breve saprete che fine ha fatto.
Una fine deliziosa, soffice, umida e...con un accostamento un po' insolito. ;)

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Sweet cups Emile Henry

LIME CURD

Ingredienti per circa 500 gr di crema

100 gr di succo di lime (nel mio caso, 4 lime esatti)
scorza di 4 lime
150 gr di zucchero
4 uova
100 gr di burro
2 cucchiaini di fecola di patate

lime curd collage
Sweet cups Emile Henry

Preparazione

Lavare i lime, grattugiare la loro buccia ed estrarne il succo: diluire la fecola nel succo.
In una ciotola resistente al calore mescolare il succo, la scorza, la fecola, lo zucchero, le uova e il burro tagliato a pezzetti, poi collocare la ciotola sopra un pentolino con 3-4 cm di acqua a fuoco medio-basso (deve sobbollire).
Mescolare di continuo per una decina di minuti fino a quando la crema si sarà addensata.
Versare il lime curd caldo in un barattolo di vetro, chiudere, lasciar rafreddare e conservare in frigo. Si conserva anche una 15ina di giorni.

Per quanto riguarda le indicazioni relative alla cottura della crema, copio pari pari quelle scritte per la preparazione del lemon curd.



nota: il lime curd è facilissimo da realizzare, ma l'unico serio rischio che si corre è di fare impazzire la crema. Quando lo lavorate a bagnomaria mescolate continuamente, e appena comincia ad addensare sulla spatola/cucchiaio di legno io spengo il fuoco sotto e continuo a mescolare. La crema continua a cuocere grazie al calore accumulato ed è di più facile gestione, visto che il fuoco è spento ed il calore che arriva alla ciotola non è fortissimo. Quindi non continuate a cuocere finchè non sarà tutta densa come la volete, altrimenti rischiate di buttare tutto: fermatevi un po' prima e mescolate: a riaccendere il fuoco se avete anticipato troppo fate sempre in tempo.

nota 2se, nonostante quanto detto qui sopra, vi si fossero formati dei grumi, provate a romperli mescolando vigorosamente con una frustina. Se fosse ancora non omogenea, invasettate setacciando, così che eventuali grumetti di uovo rappreso restino nel colino e non entrino nella crema.



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Sweet cups Emile Henry

18 gennaio 2011

Di foto, marmellate, confetture, errori e perdono :D

confettura 004editededited

Avete mai provato a fotografare un vasetto di marmellata?
Non so voi, ma io -probabilmente per manifesta incapacità o mancanza dell' "occhio dell'artista"- ho fatto una fatica del diavolo per riuscire a tirar fuori una foto accettabile.
Le marmellate sono estremamente invitanti ma riuscire a fare una foto come si deve a dei banalissimi vasetti...boh... Lo trovo difficile quasi quanto fotografare la carne.
Quindi accontentatevi per favore e perdonate -il perdono è un dono grande, fatene largo uso :D-.
Dopo questa doverosa premessa passo al secondo tema scottante: oltre alle foto mediocri ci sono 2 errori. Oh yes.
Prima di tutto il cappuccetto sopra il coperchio: il disegno non centra una lippa col contenuto (lo potrete vedere nell'ultima foto del post), ma avevo solo quello e lo trovavo tanto carino da meritare comunque i suoi 5 minuti di celebrità :D.
Secondo poi.... Si fa un gran dire e specificare che i termini corretti sono confettura per quelle preparazioni di frutta senza agrumi e marmellate per tutte quelle con gli agrumi... Io preparo la marmellata di limoni e cosa scrivo sull'etichetta? Confettura. Bingo. Genio incompreso: presente. :D
In pratica vi sto rifilando un post con foto mediocri e pieno di errori e contraddizioni. "Bello, brava, bis"...ma anche no.
Prometto di essere più attenta in futuro.

marmellata di limoni e vaniglia

Questa marmellata è realizzata partendo da quella letta sul libro "Falling cloudberries" che ho appena comprato, di Tessa Kiros.
Molte blogger hanno già parlato di questa autrice: per me questo è il primo libro e devo dire che mi piace molto.
La marmellata che propone lei è molto più sbrigativa della mia, perché in sostanza si prevede di tagliare semplicemente in spicchi i limoni, privarli dei semini, cuocerli così con zucchero e vaniglia, invasettare e stop.
Io amo le marmellate di limoni ma:
1. non le amo troppo amare
2. non amo trovarci i pezzettoni di scorza qui e là
Per realizzarla comunque e rimediare a queste due "pecche" ho pensato di frullare la scorza di una parte dei limoni utilizzati con parte dello zucchero, ottenendo così una pasta di limoni omogenea e che aromatizzasse tutto il composto: poi ho pelato a vivo i limoni e prelevato solo la polpa, evitando così tutta quella parte bianca che rende amara la preparazione. Così facendo il lavoro è sicuramente più lungo e serve un numero maggiore di limoni, ma il risultato mi ha entusiasmata, quindi è valsa la pena.

marmellata di limoni e vaniglia

MARMELLATA DI LIMONI E VANIGLIA -modificata dalla ricetta di Tessa Kiros-

Ingredienti per circa 2 vasetti e mezzo da 250 ml

1 kg di polpa di limone, senza la parte bianca (nel mio caso ne sono serviti 16)
scorza di 7 limoni non trattati
1 kg di zucchero
1 bacca di vaniglia (i semi)
200 ml di acqua


Preparazione

Lavate benissimo i limoni, poi prelevate la scorza da 7 di essi con l'aiuto di un pelapatate: cercate di prendere solo la parte gialla, quella bianca più interna è quella che dà l'amaro.
Prendete un macina spezie e lo zucchero previsto dalla ricetta: un poco per volta tritate le scorze con qualche cucchiaiata di zucchero, fino ad avere una pasta di limone.

scorza di limoni e zucchero

Io non amo trovare le scorze "intere" qui e là nella marmellata ma molto del sapore è dato proprio da loro, ed è per questo che seguo questo procedimento: non me ne privo ma le omogeneizzo al resto.
Ora pelate a vivo i limoni e prelevatene la polpa, eliminando i semini durante l'operazione.
Consiglio spassionato: siccome è un procedimento lunghetto usate dei guanti di lattice usa e getta per farlo. Dopo 4-5 limoni avevo la pelle che urlava vendetta!
Una volta pronta la polpa versatela nella casseruola di cottura, insieme all'acqua, alla pasta di limone, allo zucchero rimanente ed ai semi della bacca di vaniglia.
Portate a bollore la marmellata, schiumandola in superficie fino a che non sarà limpida e priva di impurità: portate a cottura.

[NdA: ricordate sempre che la marmellata calda è più liquida rispetto a quando raffredda: se la portate ad una densità troppo elevata da fredda sarà un mattone.
Per regolarsi sulla consistenza c'è il solito metodo del piattino: mettete in frigo un piattino, quando pensate che possa essere pronta prelevate un cucchiaino di composto e mettetelo sul piattino. Inclinatelo: se "scivola" a fatica dovrebbe essere pronta.
Io confesso di non trovarmi per nulla con questo sistema, non riesco a regolarmi. Ormai, dopo diverse confetture-mattone ho imparato a regolarmi ad occhio sulla consistenza.
Indicativamente posso dirvi che questa marmellata, nel mio caso, ha cotto circa 40 minuti, ma è un'indicazione di massima.
L'unica con le marmellata è prenderci l'occhio (o affidarsi al piattino :D).]

Invasettatela in vasetti precedentemente sterilizzati (e coperchi nuovi), chiudete bene e capovolgete fino a completo raffreddamento, in maniera da creare il sottovuoto.

marmellata di limoni e vaniglia

17 agosto 2009

Confettura di uva fragola e limone d'Amalfi e post n° 100!

uva e limone

Dopo i post dedicati alla vacanza parigina (questo e quest'altro), mi tocca affrontare la dura realtà, ammettere che è finito tutto e che si torna alla quotidianità. Non che sia un dramma, eh, pero' certo, le vacanze sono sempre troppo corte...
Anyway...
Mentre preparavo questo post mi sono accorta che è il numero 100! Ma di già? Mi sembra impossibile di esserci già arrivata: ancora mi ricordo quando ho pensato di aprire questo blog, a fine febbraio, e pensavo "oddio, poi speriamo di riuscire a postare delle cosine interessanti, che possano piacere a chi mi leggerà, che stuzzichino la curiosità di alcuni e la memoria di altri, che portino ricordi, magari d'infanzia, come capita a me ogni tanto quando ritrovo ricette "del mio passato" in alcuni bei blog di cucina,...".
Non so se sia riuscita a realizzare proprio tutti questi obiettivi, sarei già molto contenta di averne centrati una parte, e spero di riuscire a migliorarmi giorno per giorno, per avere sempre più cose interessanti e piacevoli da condividere.
Per il momento... Grazie a tutti voi che mi leggete con tanto affetto: spero che la gioia che mi date ed il piacere di passare qualche ora in vostra compagnia vi arrivi tutta. :D

Ed ora, bando ai sentimentalismi e passiamo alla ricettina di oggi. ;)

Questo è il periodo dell'anno in cui, ogni volta che vado al mercato, mi perdo a rimirare tutta la frutta esposta, sognando ad occhi aperti cosa potrei farne.
L'autunno (finalmente!) non è più una chimera, ma tutti gli splendidi frutti che l'estate regala (una delle poche cose che amo di essa) sono agli sgoccioli.
Quest'anno sono decisamente in fase marmellatosa: sarà che a forza di ottenere mattoncini o confetture liquide finalmente ci ho preso la mano, sarà che l'anno scorso non ne ho fatte, sarà...
Qualche giorno fa, mentre facevo la prima spesa post vacanze (quella gigantesca perchè nel frigo non c'è più nulla) ho visto della meravigliosa uva fragola.
Ne vado matta: sarei in grado di mangiarmene un chilo da sola, un acino dopo l'altro. La mangio come le ciliegie, non riesco proprio a fermarmi.
E, accanto a lei, cosa ti trovo? Degli splendidi limoni di Amalfi, bellissimi e bitorzoluti: sarò strana io, ma li trovo splendidi tutti irregolari così. Niente a che vedere coi limoncini tutti uguali e perfetti, e perfettamente aspri.
Visti, comprati, usati :).


confettura uva

CONFETTURA DI UVA FRAGOLA E LIMONE DI AMALFI



Ingredienti per circa 3 vasetti da 350 gr

1300 gr di uva fragola
650 gr di zucchero
succo di un grosso limone (di Amalfi, se possibile)
scorza del suddetto limone


Preparazione

Pulire l'uva, prelevare la scorza del limone con un pelapatate, mettere uva, succo di limone, scorza e zucchero in una grande ciotola e far macerare almeno un'ora.
travasare il tutto in un pentolone, portare a bollore e cuocere per circa 15 minuti, finchè l'uva si sarà ammorbidita.
Passare tutto al passaverdure, rimettere nel pentolone e cuocere la confettura a fuoco basso, schiumandola man mano che le impurità affioreranno.
Protrarre la cottura finchè la marmellata avrà la giusta consistenza 8con queste dosi io ho cotto per circa 45 minuti).
Intanto sterilizzate i vasi ed i coperchi che userete, invasettate a prodotto ancora bollente, chiudete i vasetti e lasciate raffreddare completamente prima di riporre in dispensa.
Consumare senza ritegno. ;)

confettura uva 4

29 luglio 2009

E dopo il lemon curd...Un' illuminazione!




...il Lime Curd! :)
Ebbene sì.
L'ho fatto.
Ho "imbastardito" il mitico Lemon curd per ottenerne una versione altrettanto deliziosa e meravigliosamente profumata.
Mentre sceglievo la ricetta da presentare per il primo libro della rubrica "Letto, fatto" mi sono imbattuta in ingredienti che non avevo a disposizione.
Uno di questi era la marmellata di limoni o di lime.
Voglia di fare una marmellata vera e propria non ne avevo davvero, ma la ricetta mi piaceva moltissimo: possibile che non riesco a farla? Ora che me ne sono innamorata, uffa...
E lì, l'illuminazione: potrei fare un lime curd! E' molto più veloce della marmellata e, se assomiglia un minimo al cugino più celebre, dev'essere squisito.
ok, andata: vada per il lime curd!
Per la ricetta, non ho dovuto scervellarmi più di tanto: ho usato quella del lemon curd, sostituendo succo e scorza di limone con rispettivi di lime. Nulla di più facile.
Nella ricetta ne servono 100 gr, perciò ho dimezzato le dosi originali del lemon curd: ho ottenuto un vasetto da circa 270 gr.
Il risultato è un curd molto delicato, dai toni più tenui rispetto a quello al limone, sia nel colore sia nel gusto: profumatissimo e squisito.
Il resto che non servirà per la ricetta ce lo mangeremo a cucchiaiate. Già lo so.
Cosa? Non vi sento... Per quale ricetta mi serviva questo curd? Ahhh non ve lo dico ancora...Ma se avete pazienza... ;)


LIME CURD

Ingredienti per un vasetto

50 gr di succo di lime (nel mio caso 2 lime esatti)
scorza di 2 lime
75 gr di zucchero
2 uova
50 gr di burro
1 cucchiaino colmo di fecola di patate


Preparazione

Lavare i lime, grattugiare la loro buccia ed estrarne il succo: diluire la fecola nel succo.
In una ciotola resistente al calore mescolare il succo, la scorza, la fecola, lo zucchero, le uova e il burro tagliato a pezzetti, poi collocare la ciotola sopra un pentolino con 3-4 cm di acqua a fuoco medio-basso (deve sobbollire).
Mescolare di continuo per una decina di minuti fino a quando la crema si sarà addensata.
Versare il lime curd caldo in un barattolo di vetro, chiudere, lasciar rafreddare e conservare in frigo. Si conserva anche una 15ina di giorni.

Per quanto riguarda le indicazioni relative alla cottura della crema, copio pari pari quelle scritte per la preparazione del lemon curd.


nota: il lemon curd è facilissimo da realizzare, ma l'unico serio rischio che si corre è di fare impazzire la crema. Quando lo lavorate a bagnomaria mescolate continuamente, e appena comincia ad addensare sulla spatola/cucchiaio di legno io spengo il fuoco sotto e continuo a mescolare. La crema continua a cuocere grazie al calore accumulato ed è di più facile gestione, visto che il fuoco è spento ed il calore che arriva alla ciotola non è fortissimo. Quindi non continuate a cuocere finchè non sarà tutta densa come la volete, altrimenti rischiate di buttare tutto: fermatevi un po' prima e mescolate: a riaccendere il fuoco se avete anticipato troppo fate sempre in tempo.

nota 2: se, nonostante quanto detto qui sopra, vi si fossero formati dei grumi, provate a romperli mescolando vigorosamente con una frustina. Se fosse ancora non omogenea, invasettate setacciando, così che eventuali grumetti di uovo rappreso restino nel colino e non entrino nella crema.

24 luglio 2009

Biscotti, fichi e ricordi

fichi 2

Devo confessare che non ho moltissimi ricordi di quando ero piccina, o almeno a me così sembra.
Ho come dei flash, alcuni ricordi di breve durata di diversi momenti della mia vita, ma gli episodi ben articolati, ricordi più complessi, beh, quelli mi pare di averne davvero pochi.
La cosa certa di cui mi sono accorta è che quei ricordi vengono riportati alla memoria da musiche, profumi, sapori: sono questi tre elementi che il più delle volte fanno riemergere momenti lontani, persone perse, scampoli di vita.

Per esempio, ricordo come fosse oggi i viaggi in macchina durante le vacanze invernali, quando andavamo a sciare per la settimana di carnevale, e la cassetta (audiocassetta?! Miiiii è vero... I cd ancora non c'erano...) nella radio suonava "Dirty Diana" o "Billy Jean" di Michael Jackson, oppure "Accendi un diavolo in me" o "Dune mosse" di Zucchero.
Mi rivedo, sdraiata e scomposta sul sedile posteriore della nostra auto, mentre guardavo fuori il paesaggio che pian piano era sempre più bianco e magico, canticchiare le note di quelle canzoni che ormai sono parte integrante della colonna sonora della mia vita.

Altre vacanze, altri ricordi, stavolta però legati ad un sapore.
Durante i miei primi 8-10 anni di vita le vacanze estive le passavo in parte dai nonni a Vicenza ed in parte con mamma e papà al mare, dove per mare intendo quasi tutti gli anni Cesenatico.
In auto stessa scena: musica di sottofondo, io sdraiata sul sedile posteriore.
Ci si fermava in autogrill per sgranchirsi le gambe ed io, come tutti i bimbi che si rispettino, mi catapultavo al reparto dolci e biscotti e puntavo dritta a dei dolcetti per cui andavo matta: quando aprivo la confezione potevo finirla in pochi minuti.
Non so in quanti si ricordino di questi biscottini... Avete presente gli strudelini ai fichi della Pavesi? Una frolla morbida per dei biscottini che mi facevano impazzire.
Li ho cercati per diverso tempo, poi mi sono informata qua e là ed ho scoperto che non li trovo più perchè la ditta ha smesso di produrli.
Uno schock.
Provo a chiedere anche su Coquinaria: alcuni li ricordano ma in effetti non si trovano proprio più.
Poi, un giorno, Pinella salta fuori con questi biscottini.
Lei sapeva di che parlavo.
Non potevo non tentare.
Il risultato è piuttosto soddisfacente direi: se non hai in mente gli originali questi sono buonissimi.
Non sono loro, ma ci andiamo veramente molto vicino. Ed al morso i ricordi affiorano lo stesso: è ciò che volevo.
Qualche piccola modifica alla sua preparazione c'è. Se volete eseguire la sua, il link di riferimento già lo avete.

fichi 1

STRUDELINI AI FICHI DEI RICORDI

Ingredienti per 3-4 filoncini (coi ritagli io faccio dei semplici biscottini di frolla)

300 gr farina 00
40 gr farina di mandorle
140 gr burro
1 uovo grande
140 gr zucchero
pizzichino di sale
vaniglia a piacere (io ho messo i semi di un po' meno di mezzo baccello)
1 cucchiaio di acqua se serve

per il ripieno

200 gr confettura di fichi
4 fichi secchi tritati col robot
zucchero a velo per guarnire


Preparazione

Fate la frolla (io la preparo col robot da cucina) unendo burro a pomata e zucchero. Aggiungete l'uovo, la vaniglia e poi la farina e la farina di mandorle ed il pizzico di sale.
Mettete a riposare in frigo 30 minuti avvolto in carta stagnola.
Intanto preparate il ripieno, tritando i fichi secchi e mescolandoli poi con la confettura di fichi.
Cospargete bene di farina la spianatoia e stendete la frolla. Deve avere uno spessore di circa 6-7 mm. Rifilate il bordo, mettete un cordoncino di ripieno lungo la frolla.
Arrotolate, quel tanto che basta per far attaccare i due lembi di frolla.
Cercate di chiudere bene il bordo, poi delicatamente trasferite il filoncino sulla teglia rivestita di carta forno. Procedete così fino ad esaurire gli ingredienti, poi infornate a 180° per circa 15 minuti.



Fate intiepidire i filoncini, poi con un coltello a lama liscia ben affilato tagliate gli strudelini, cospargeteli di zucchero a velo vanigliato e servite.

nota: i fichi secchi tritati metteteli nella confettura ad inizio preparazione (o anche una mezz'ora prima): così facendo si ammorbidiranno ed assorbiranno la parte più liquida della confettura, rendendola più compatta. Eviterà così di colare quando taglierete gli strudelini.

nota 2: se tirate la frolla troppo sottile farete una fatica pazzesca ad arrotolarli: dovete lasciarla un pochino alta. Io per arrotolarli mi aiuto col dorso di un coltellaccio stile mannaia :) .

nota 3: le foto del passo passo si riferiscono alla prima volta che ho realizzato i biscotti, mentre quelle dei biscotti finiti sono state fatte stamattina. Nel passo passo si notano bene i pezzettini più scuri qua e la delle bucce delle mandorle, perchè avevo usato mandorle tritate con anche la buccia.
In quelli fatti oggi non ci sono macchiette: sono decisamente fatti meglio, quindi farina di mandorle o mandorle spellate e ridotte in polvere.

nota 4: nella ricetta io ho usato 2 uova, ma sono indubbiamente troppe, perchè la frolla viene morbidissima ed è difficile da maneggiare. Io userei un solo uovo e poi caso mai, se necessario, qualche cuchhiaio di acqua.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta "non solo prosciutto e fichi" delle gemelline foodblogger per eccellenza



ed anche alla raccolta "Rifacciamo merenda" di Chiara

10 luglio 2009

Che Cavoletto di Lemon curd!



Il film si apre sul frigo, aperto e ammiccante.
Protagonisti: due limoni dimenticati da Dio (o meglio, dalla sottoscritta).
Guest stars: qualche uovo, un pezzo di burro, dello zucchero.
"Che cappero ci faccio con questi rimasugli? Come potrei mai trasformarli per rendergli giustizia? Che ne sarà di loro se non mi verrà un'idea?" si chiede la nostra eroina.

Pensando agli ingredienti che avevo sotto al naso mi è baluginata alla mente l'idea del Lemon Curd, cremina limonosa libidinosa che non faccio da un po'.
L'ho preparata un paio di volte, con una ricetta presa in rete, ma non so più dove l'ho messa.
Mentre cerco la ricetta si accende la lampadina: ma non l'aveva realizzata anche la cavoletta più famosa del cyberspazio?
Corro a cercare ed in effetti ricordavo bene: eccola lì, la meravigliosa crema in tutto il suo splendore.
Ormai avevo deciso di fare il lemon curd, ormai non trovavo più la ricetta che usavo, ormai avevo trovato la sua, ormai...
Riporto di seguito la sua ricetta, con l'unica modifica effettuata per mancanza di ingrediente originale e con le mie note in fondo.


LEMON CURD (dal sito di Sigrid)

Ingredienti

100 gr succo di limone
buccia di 2 limoni (non trattati)
150 gr di zucchero
4 uova
100 gr di burro
1 cucchiaio colmo di fecola di mais (ho usato fecola di patate)


Preparazione

Lavare i limoni, grattugiare la loro buccia ed estrarne il succo: diluire la fecola nel succo. In una ciotola resistente al calore mescolare il succo, la buccia, la fecola, lo zucchero, le uova e il burro tagliato a pezzetti, poi collocare la ciotola sopra un pentolino con 3-4 cm di acqua a fuoco medio-basso (deve sobbollire).
Mescolare di continuo per una decina di minuti fino a quando la crema si sarà addensata. Versare il lemon curd caldo in uno o due barattoli di vetro, chiudere, lasciar rafreddare e conservare in frigo. Si conserva anche una 15ina di giorni.

nota: il lemon curd è facilissimo da realizzare, ma l'unico serio rischio che si corre è di fare impazzire la crema. Quando lo lavorate a bagnomaria mescolate continuamente, e appena comincia ad addensare sulla spatola/cucchiaio di legno io spengo il fuoco sotto e continuo a mescolare. La crema continua a cuocere grazie al calore accumulato ed è di più facile gestione, visto che il fuoco è spento ed il calore che arriva alla ciotola non è fortissimo.
Quindi non continuate a cuocere finchè non sarà tutta densa come la volete, altrimenti rischiate di buttare tutto: fermatevi un po' prima e mescolate: a riaccendere il fuoco se avete anticipato troppo fate sempre in tempo.

nota 2: se, nonostante quanto detto qui sopra, vi si fossero formati dei grumi, provate a romperli mescolando vigorosamente con una frustina. Se fosse ancora non omogenea, invasettate setacciando, così che eventuali grumetti di uovo rappreso restino nel colino e non entrino nella crema.

3 luglio 2009

Strudel?!

strudel
Quasi quasi... Non è uno strudel ma poco ci manca...o un po' gli somiglia.
In effetti è una composta di mele, realizzata con gli ingredienti principali che rientrano nella ricetta dello strudel altoatesino.
Stessi profumi per una composta deliziosa, con cui farcire magari una tartelletta con crema pasticcera, oppure riempire la pasta strudel appunto, oppure da spalmare sul pane tostato, o per accompagnare un bel gelato alla vaniglia o alla cannella.
Sta alla vostra fantasia sfruttarla al meglio.

composta mele 2

COMPOSTA DI MELE CON PINOLI ED UVETTA

Ingredienti per circa 500 gr di composta

500 gr di mele già pulite
30 gr di uvetta
100 gr zucchero di canna
100 gr di zucchero alla cannella (io lo ottengo tritando una stecca di cannella con dello zucchero semolato e poi setacciando tutto. Se preferite mescolate semplicemente della cannella in polvere allo zucchero, ma l'aroma della stecca è migliore)
succo di 1/2 limone
2-3 cucchiai di rhum scuro
una manciata di pinoli


Preparazione

Mentre pulite le mele mettete a bagno nel rhum l'uvetta.
Mettete a macerare le mele tagliate a dadini con gli zuccheri, il succo di limone l'uvetta ed il rhum per circa un'ora.
A questo punto passate tutto in una pentola e cominciate la cottura, schiumando la composta man mano che si addensa.
In un pentolino a parte tostate i pinoli, fino a farli diventare dorati.
Quando la composta sarà della densità voluta (nel mio caso ci sono voluti 25-30 minuti) spegnere il fuoco, aggiungere i pinoli (interi o tagliati grossolanamente), mescolare, riempire i vasetti precedentemente sterilizzati, chiudere ermeticamente e lasciar raffreddare.

Collage di composta di mele

1 luglio 2009

Invasettiamo?

confettura

Sempre a proposito della visita dei suoceri, prima di sapere che mia suocera si sarebbe presentata qui munita di generi di sussistenza sufficienti a sfamare un esercito per un paio di mesi, avevo ovviamente rifornito congelatore e frigo di ogni ben di Dio.
Essendo quel pover'uomo del suocero perennemente a dieta -che mangerebbe qualunque cosa perchè ha sempre una fame incredibile-, ho pensato di comprare molta frutta, così che se avesse avuto voglia di mangiare potesse virare su di un frutto piuttosto che sul pezzo di pane o sul biscotto.
Ovviamente tra le altre cose si sono presentati qui qualsiasitipodifruttamuniti, e quindi mi sono ritrovata diversi tipi di frutta da smaltire.
Una volta imbottitami di qualsiasi cosa, mi sono rimasti in cucina circa 600 gr di pesche noci... Quest'anno non ho ancora fatto nulla...nessuna confettura... quasi quasi...

colazione 1

CONFETTURA DI PESCHE NOCI CON VANIGLIA E ZUCCHERO DI CANNA INTEGRALE

Ingredienti per un vasetto di confettura da circa 400 gr

450 gr di polpa di pesche (peso a pesche pulite, private quindi di buccia e nocciolo)
100 gr di zucchero di canna integrale (lo zucchero di canna, oltre ad essere notevolmente più profumato, conferisce un colore ambrato alla confettura, rendendola simile al miele)
100 gr di zucchero semolato
1/2 bacca di vaniglia (vanillina bandita!!!)
succo di 1/2 limone


Preparazione

Pulire le pesche, triturarle grossolanamente a pezzettoni, metterle in una ciotola con gli zuccheri, il succo di limone e i semini della bacca di vaniglia. Mescolare, coprire con un panno e lasciar macerare la frutta per circa 1 ora.
Versare il composto in una pentola, portare ad ebollizione e schiumare man mano che si formerà la schiuma superficiale sulla confettura (sono le impurità che affiorano. Se non le eliminate, al dilà del fatto che ve le mangiate, la confettura anzichè essere bella lucente presenterà la schiuma qua e là...).
Per il quantitativo ridotto che ho usato io ci sono voluti circa 25 minuti di cottura.
Mentre cuocete la confettura vedrete che cambierà man mano consistenza, che le bolle tenderanno ad essere sempre di meno e più grosse e che la consistenza diventerà man mano sempre più vischiosa.
Per controllarne la consistenza fate la classica prova del piattino: mettete in frigo un piattino, prelevate un cucchiaino di composto, mettetelo sul piattino, aspettate qualche secondo e poi inclinatelo: se la confettura fatica a scivolare via è pronta, se scorre come fosse acqua allora dovrete proseguire la cottura.
Tenete altresì presente che, raffreddando, la confettura tende ad ispessire, diventando quindi più soda: non fatela "tirare" troppo, altrimenti una volta fredda sarà un blocco di cemento :).
Una volta pronta versatela in vasetti sterilizzati, chiudete col tappo ermetico finchè è ancora calda e lasciatela stare fino a completo raffreddamento.

colazione 4

nota: al di là del discorso calorico/salutistico, ricordate che lo zucchero è un vero e proprio conservante naturale. Minor percentuale di zucchero vorrete mettere nella vostra confettura minore sarà il tempo di conservazione.