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14 luglio 2011

Coppa rapida e golosa...

gelato 004

Qualche giorno fa ho comprato diverse piante aromatiche (ché si sa, ho il pollice nero petrolio ed a me le piante muoiono solo a guardarmi...praticamente si suicidano pur di non far parte della mia vita), e per la prima volta ho trovato la melissa.
Non escludo che fosse comune anche in altri vivai che ho frequentato, eppure non ricordo di averla mai vista, fino ad ora appunto... e la fortuna è che ho scoperto di avere un vivaio fornitissimo non solo di piante aromatiche ma anche di tanti begli oggettini per le foto proprio dietro casa (e già ne ho un altro, ancora più grande, a forse 2 km).
Finito di saltellare per la gioia, sono tornata a casa con la mia piantina, e la prima cosa in cui ho voluto usare la melissa è stata uno sciroppo... profumatissimo, con vaniglia ed acqua di rose... Una meraviglia.
Lo sciroppo doveva essere il complemento alle pesche, frutto che non manca mai a casa mia durante la stagione estiva...

pesche

Ammetto che l'unica cosa che ami davvero dell'estate è proprio la frutta che regala, quasi tutti i frutti presenti nei banchi in questi mesi rientrano tra i miei preferiti.
Un dessert veloce e fresco perfetto come fine pasto.
Mi ricorda vagamente la coppa Melba, anche se non hanno nulla a che vedere ;).

NdA: come promesso ad una Mercante di mia conoscenza.... Sappiate che ho praticamente letto nel pensiero di una cara amica questa preparazione, dato che pochissimi giorni dopo aver scritto e messo in attesa questo post ho ritrovato una preparazione quasi identica da lei suggerita come dolce goloso e velocissimo. Quando gliel'ho detto mi ha risposto: "Allora che si sappia, che il mondo sappia che mi hai rubato i pensieri e fregato la ricetta!" :D Lory, ecco la mia confessione ;P

gelato 3

DESSERT SALVA TEMPO

Ingredienti per una coppetta

2-3 cucchiai di acqua
1 cucchiaino di zucchero vanigliato
1 cucchiaino di acqua di rose
7-8 foglie di melissa
1 pallina di gelato alla vaniglia
1 pesca noce
meringhe (facoltative)


Preparazione

Tagliate a spicchi una pesca noce (o una pesca): a me piace con la sua buccia, se non l'amate levatela pure.
Mettete acqua e zucchero in un pentolino: fatelo sciogliere, portate a bollore e fate ritirare leggermente.
Levate dal fuoco, aggiungete l'acqua di rose e le foglie di melissa spezzettate: versate lo sciroppo caldo sulla pesca, mescolate e lasciate così fino a completo raffreddamento.
Una volta freddo mettere una pallina di gelato alla vaniglia nelle coppette, aggiungere della meringa sbriciolata se piace, la pesca con lo sciroppo: guarnire con qualche fogliolina ulteriore di melissa fresca e servire.

gelato 005

6 aprile 2010

Fragola & Limone con l'Abruzzo nel cuore: 99colombe in volo

SORELLE NURZIA 1bis


[...] Dove vive mamma è una zona assolutamente non sismica, perciò sono cresciuta correndo felice tra le verdi colline elvetiche senza mai avvertire movimenti tellurici, leggendone solamente o vedendo le devastazioni in tv.
Poi mi sono trasferita a Roma e le cose sono un po' cambiate.
Il mio primo terremoto fu nell'estate del 2005: il caso voleva che fossi a Roma sola, nel senso che non c'era nessuno che sentissi di famiglia perché il fidanzato era via con genitori e sorella.
Erano circa le 14, ero seduta sul divano a leggere un libro, uno dei miei gatti sul tavolino del salone di fronte a me, stranamente inquieto.
Era già una mezz'ora che si agitava, e non capivo perchè.
Poi, tutto d'un colpo, ho visto gli specchi dell'armadio in ingresso cominciare a tremare, ed il pavimento sotto di me che si muoveva.
Il terremoto. Ero sola.
Che faccio? Oddio, adesso che faccio? In questi casa dicono di correre fuori dall'edificio... Ma non posso uscire e lasciare qui i gatti. E nemmeno portarmeli entrambi.. Prendo Lilli, è qui di fronte a me: ora che trovo Lillo se deve crollare qualcosa ci uccide entrambi.
Il tempo di fare tutti questi ragionamenti, 5-6 secondi, ed il terremoto si placa.
Avevo pensato ad altre 1000 cose in quei 5-6 secondi, ma ero rimasta lì, completamente immobile, incapace di prendere una decisione, di fare qualcosa.
Appena finito mi sono precipitata a telefonare a mamma, ancora scossa (è il caso di dirlo) dall'evento.
Dopo aver riagganciato mi sono accorta che mi tremavano le gambe per lo spavento: mi sono seduta sul divano e sono scoppiata a piangere.
Non dimenticherò mai la sensazione di impotenza e terrore che ho provato col mio primo terremoto: puro panico.
Dopo quella, ho sentito scosse leggere un altro paio di volte, sempre mentre ero a letto.
Stando fermi si sente bene, anche se è un leggero movimento.
Il panico puro della prima volta non l'ho più provato: nemmeno stamattina, con la scossa più forte che abbia mai avvertito.
Ancora a letto, verso le 7.50, in quel leggero torpore che ci avvolge quando non si è ancora del tutto svegli: dei colpi netti al letto, come se qualcuno lo stesse prendendo a calci, i quadri che sbattono alle pareti, tutto trema.
Ed io lì, ancora una volta, ferma, paralizzata, ad aspettare e pregare che finisse presto, che non peggiorasse.
Il terremoto è orribile: ti rendi conto di quanto sei piccolo ed impotente, di quanto la Natura ti sovrasti, di quanto siamo insignificanti di fronte alle sue manifestazioni più violente.
[...]

Queste poche righe le ho scritte io, 3 anni fa.
I terremoti di cui scrivo sono stati nulla a confronto di quello vissuto in Abruzzo un anno fa esatto. E nonostante fossero nulla, ricordo ancora distintamente la paura, il panico, il profondo terrore che ho provato durante le scosse che avvertivo quando vivevo a Roma.
Sensazioni che non dimenticherò mai.
Io non ho perso nessuno, non ho perso niente, in quelle scosse: ci ho guadagnato solo qualche attimo di terrore.
Non riesco lontanamente ad immaginare cosa debba esser stato un anno fa, e cosa sia oggi, per chi è rimasto, vedere la propria terra ancora profondamente ferita, dilaniata, ed aggiungere la perdita di propri cari, delle proprie case, delle proprie vite.
Non riesco, non posso immaginarlo.
Ricordo, appena appresa la notizia, di aver cominciato a pensare ai nonni del mio ragazzo, abruzzesi, ed a tirare subito un sospiro nel ricordare che ormai vivevano a Roma da qualche anno e che quindi stavano bene.
Ed appena tirato il fiato ricominciare a chiedermi degli amici che vivevano a L'Aquila, carissimi amici: non siamo riusciti a sentirli subito, perché essendo medici si sono subito resi disponibili ad aiutare, e quanta paura nel non avere subito loro notizie.
Fortunatamente a tutte le persone a cui voglio bene non è successo nulla e le loro case hanno retto, ma sentirli raccontare fa ancora venire i brividi.

Avrei partecipato in ogni caso all'iniziativa di 99colombe, perché sono fatta così, ma proprio per i loro racconti, che ho nel cuore, ho partecipato ancora con più voglia e desiderio di provare ad aiutare per come potevo.
Aiutare Sorelle Nurzia a risollevarsi, unendo tutti i foodblogger in una sorta di abbraccio collettivo all'Abruzzo, è una di quelle iniziative di cui sarò per sempre orgogliosa.
Un tamtam prima di emozioni, poi concreto, nella mobilitazione generale di tutti quelli che volevano sentirsi utili e sapere di dare un aiuto concreto ad un'azienda storica improvvisamente in difficoltà, e non per demerito, ma per puro caso.
A Pasqua, a casa mia, abbiamo finito il pranzo con la colomba ed il torrone morbido mandorle e pistacchio di Sorelle Nurzia: il nostro pensiero è volato, è il caso di dirlo, a tutti gli abruzzesi colpiti nell'anima.
La nostra speranza è che possiate risollevarvi, con tutta la forza che la dignità e l'amore per la vostra terra vi darà.

SORELLE NURZIA 2

COLOMBA CON SEMIFREDDO AL MIELE E TORRONE MANDORLA E PISTACCHIO


Ingredienti per il semifreddo (nello stampo da plumcake corto viene una mattonella di semifreddo)

300 gr di panna
100 gr di miele delicato (io ho usato quello di acacia)
1 uovo intero
4 tuorli
torrone morbido mandorla e pistacchio Sorelle Nurzia a piacere

altro miele e torrone per terminare e decorare

per finire il piatto
qualche fetta di colomba Sorelle Nurzia fatta a dadini
lamponi e panna a piacimento


Preparazione

Spezzate del torroncino grossolanamente e tenete da parte.
Rivestite lo stampo che volete usare con della pellicola, così da aiutarvi quando dovrete sformarlo.
Spolverizzate sul fondo grosse briciole di torrone e mettete da parte.

                      Foto da Scattidigusto, gentilmente concessa

In una ciotola adatta a fare il bagnomaria mettete il miele coi tuorli e l'uovo (eliminando se riuscite la pellicina del tuorlo, che è quella che dà il sapore forte di uovo*).
Con una frustina sbattete il composto, come si procede con lo zabaione, e proseguite fino ad aver ben montato il tutto (5-7 min).
Intanto montate la panna (non deve essere troppo sostenuta, solo montata quel tanto da lasciare i picchi sollevandone un po' con le fruste elettriche).
Levate il composto di uovo e miele dal fuoco, aspettate un qualche minuto e poi versatelo sulla panna, incorporandoli mescolando dal basso verso l'alto.
Versate il composto nello stampo, chiudetegli sopra la pellicola e mettete in freezer fino al giorno seguente.

Se fate fatica a sformarlo immergete lo stampo per pochi secondi in una ciotola con acqua calda.
Porzionate e finite il semifreddo con una colata di altro miele ed altro torroncino a pezzetti.
Servite con dadini di colomba, qualche ciuffo di panna e del lamponi, o a piacere vostro.
(La colomba mangiata col semifreddo ed il lampone è davvero paradisiaca: provare per credere ;o)).

SORELLE NURZIA 6

* quando aprite l'uovo separate bene il tuorlo dall'albume, senza romperlo, e poggiatelo su di un piattino. Ora con uno stuzzicadenti fate un buchino nel tuorlo, poi con pollice ed indice "pizzicate" la pellicolina che riveste il tuorlo e sollevatela, eliminandola. Questa pellicola è quella che lascia il sapore forte dell'uovo, anche nei dolci in cui di solito si mette la scorza di limone per paura che "sappia di uovo". Levando quella si leverà il forte odore, e in un prodotto delicato e fresco come il gelato, è un bell'aiuto. :)
Io avevo imparato questa cosa su cooker, ma non ci sono le foto, così vi rimando da Lory che le foto le ha fatte, e pure belle: scendete nel post e le trovate ;) 

22 gennaio 2010

Magica Bronte...

bronte con credit

Lavorare con ottime materie prime è sempre una gioia, e così com'è stato per la bottarga, per il tartufo, per la pasta Senatore Cappelli, la stessa gioia si è presentata anche avendo tra le mani i meravigliosi pistacchi di Bronte.
Non so se succede anche a voi, ma quando ho questo genere di ingredienti scatta in me una sorta di mistica deferenza, un rispetto tale che mi spinge a cercare di usare al meglio il prodotto.
Uno degli alimenti secondo me più bistrattati di tutti è il gelato al pistacchio, che nella stragrande maggioranza dei casi vediamo tra le vaschette delle gelaterie di un inquietante verde pisello, quando non fosforescente.
Ecco che forse alcuni si stupiranno nel vedere il colore delle foto del mio gelato e penseranno che abbia sbagliato qualcosa: invece no, il colore del vero gelato al pistacchio, quello senza aggiunta di coloranti o altre diavolerie, è proprio questo verdino-marroncino pallido.
Ed il sapore... beh, non è certo merito mio, ma è tutto del pistacchio di Bronte: provate a fare il gelato identico, ma in un caso con un pistacchio "normale" e nell'altro con quello di Bronte, poi ditemi se non ne sentite la differenza.
Siamo proprio su due pianeti diversi.

gelato finito 1 con credit

GELATO AL PISTACCHIO DI BRONTE

Ingredienti per 5-6 porzioni

200 gr di latte intero
200 gr di panna
1 tuorlo
90 gr di zucchero
30 gr di glucosio
80-100 gr di pasta pistacchio

Preparazione

Prima di tutto bisogna ottenere la pasta di pistacchi.
Portate il forno a 150° circa e mettete i pistacchi a tostare per circa 7-8 minuti (scuotete la teglia a metà cottura affinchè si tostino in maniera uniforme).
Prelevateli dal forno, metteteli in un canovaccio e strofinateli, in maniera da eliminare più pellicina possibile.
A diversi pistacchi non verrà via completamente, ma la cosa non ha pregiudicato il risultato.
A questo punto vi serve un tritatutto, quelli per le piccole quantità (nei mixer grandi queste dosi si disperderebbero irrimediabilmente, e non riuscireste a frullarla come si deve): versateci i pistacchi e lasciate andare fino ad ottenere una pasta. Io ho interrotto il processo 3 volte, perché non volevo che le lame surriscaldassero i pistacchi e l'olio che ne fuoriusciva, rendendolo rancido.
Io ho dovuto aggiungere un cucchiaino scarso di olio di semi di girasole per "aiutare" il tritatutto.
Alla fine otterrete una pasta un po' granulosa che avrà questo aspetto:

Collage bronte

Ora potete dedicarvi a preparare la crema.
In un pentolino versate latte, panna, zucchero, glucosio e tuorlo (a cui avrete tolto la pellicina -vedi nota-) e, mescolando, portate a circa 84°, temperatura a cui il tuorlo sarà pastorizzato: io ho il termometro, ma senza vi accorgerete che il composto si starà leggermente addensando e velerà il retro del cucchiaio.
A questo punto spegnete il fuoco e versateci la pasta di pistacchi, amalgamando bene il tutto con una frustina.

Ora potete o lasciar raffreddare il composto e mettere in gelatiera oppure, se preferite che non si sentano grumetti di pistacchi sotto i denti e volete un gelato bello setoso e liscio, passate il composto in un colino setacciando bene.

Collage bronte 2

A composto a temperatura ambiente, versate in gelatiera e mantecate per il tempo indicato (nel mio caso 30 minuti esatti).

gelato finito 3 con credit

Considerazioni.

1. appena fatto il gelato è morbido e voluttuoso, cremoso e soffice, assolutamente perfetto.
2. dopo esser stato 2 ore abbondanti in freezer l'ho tirato fuori per assaggiarlo ed era ancora di una consistenza piuttosto morbida, perfetto per esser servito facendo la classica palletta e mantenendo la forma, quindi se voleste farlo 2-3 ore prima di consumarlo/servirlo sapete che il tempo giocherebbe ancora a vostro favore
3. Appena tolto dal freezer il giorno seguente era un blocco di marmo, impossibile da servire ma anche troppo duro per esser consumato. E' bastato lasciarlo 10-15 minuti in frigo però perchè fosse nuovamente morbido: in questo caso quindi ricordate di toglierlo dal congelatore con un po' d'anticipo.

Nota : quando aprite l'uovo separate bene il tuorlo dall'albume, senza romperlo, e poggiatelo su di un piattino. Ora con uno stuzzicadenti fate un buchino nel tuorlo, poi con pollice ed indice "pizzicate" la pellicolina che riveste il tuorlo e sollevatela, eliminandola. Questa pellicola è quella che lascia il sapore forte dell'uovo, anche nei dolci in cui di solito si mette la scorza di limone per paura che "sappia di uovo". Levando quella si leverà il forte odore, e in un prodotto delicato e fresco come il gelato, è un bell'aiuto. :)
Io avevo imparato questa cosa su cooker, ma non ci sono le foto, così vi rimando qui da Lory che le foto le ha fatte, e pure belle: scendete nel post e le trovate ;)

9 gennaio 2010

Freddo? Naaaaa, qui ci vuole un bel gelato!

...gelato! :D
Col freddo siderale tipico di questo periodo voi penserete che mi sono bevuta quel po' di cervello che mi era rimasto, pensando di pubblicare a gennaio una ricetta di gelato.
Sì, un po' avete ragione, ma non completamente: so per certo di gente che mangia il gelato anche in pieno inverno (Laura se ci sei batti un colpo! :D), e quindi...Perchè no?
Senza contare che la mia follia è dovuta ad un regalo di Natale ricevuto quest'anno, la gelatiera simac5000: ma secondo voi io, proprio io, potevo pensare di lasciare la gelatiera inutilizzata fino ai primi caldi?
Ma stiamo scherzando?
Ecco quindi il gelato, questo è stato il primissimo esperimento con la gelatiera: un fiordilatte con vaniglia naturale.
Volevo fare un gelato senza uova, almeno per il primo tentativo, così ho scorso un po' il ricettario allegato alla gelatiera ed ho modificato la ricetta presente del fiordilatte (no vanillina ed aggiunta di una parte di sciroppo di glucosio, per rendere il gelato più morbido).
Non contenta, ho pensato di farne una velocissima variante di uno dei miei gusti preferiti (che si trova in una catena di ristoranti svizzeri, il Moevenpick), con noci e sciroppo d'acero.
Devo dire che il gelato mi è piaciuto moltissimo, non c'erano cristalli di ghiaccio fastidiosi ed era piuttosto morbido: è rimasto però un filo troppo lento, un po' liquidino, nonostante i tempi previsti parlassero di 30 minuti e io abbia proseguito fino a 40.
Poco male, l'ho passato un paio d'ore in congelatore.
Il gelato fatto in casa così, senza nessuna aggiunta di neutro, appena tolto dal congelatore è un vero blocco di marmo.
Lasciatelo in frigo per una decina di minuti almeno prima di porzionarlo.
Se avete già fatto degli esperimenti a vostra volta ed avete suggerimenti da dare riguardo all'argomento, saranno assolutamente benaccetti.
Intanto ho da parte una serie meravigliosa di ricette passatemi dalla mia Sister, che un po' alla volta proverò, senza contare il meraviglioso gelato al dulce de leche di Miciapallina!

gelato noci e sciroppo

GELATO FIORDILATTE CON NOCI E SCIROPPO D'ACERO

Ingredienti per circa 6 porzioni

110 gr di zucchero semolato
40 gr di sciroppo di glucosio (rende il gelato un po' più morbido, usandone circa il 25-30% della dose di zucchero)
250 gr di latte fresco intero
250 gr di panna fresca
1 bacca di vaniglia
sciroppo d'acero q.b
gherigli di noce tritati grossolanamente q.b


Preparazione

La sera prima ho messo a scaldare dolcemente sul fuoco tutti gli ingredienti (la bacca di vaniglia aperta, privata dei semi, ed inserita anch'essa nel composto): ho scaldato dolcemente, in modo che lo zucchero avesse modo di sciogliersi completamente. Portato a 85° e spento il fuoco.
A questo punto ho lasciato così fino al giorno seguente,in modo che il composto si impregnasse dell' aroma della vaniglia e della bacca.
Il giorno seguente ho messo tutto nella gelatiera (eliminando la bacca) e mantecato fino a formatura del gelato (circa 40 minuti).
Ho porzionato, e sopra ho cosparso di noci e sciroppo d'acero a piacere.