[...] Dove vive mamma è una zona assolutamente non sismica, perciò sono cresciuta correndo felice tra le verdi colline elvetiche senza mai avvertire movimenti tellurici, leggendone solamente o vedendo le devastazioni in tv.
Poi mi sono trasferita a Roma e le cose sono un po' cambiate.
Il mio primo terremoto fu nell'estate del 2005: il caso voleva che fossi a Roma sola, nel senso che non c'era nessuno che sentissi di famiglia perché il fidanzato era via con genitori e sorella.
Erano circa le 14, ero seduta sul divano a leggere un libro, uno dei miei gatti sul tavolino del salone di fronte a me, stranamente inquieto.
Era già una mezz'ora che si agitava, e non capivo perchè.
Poi, tutto d'un colpo, ho visto gli specchi dell'armadio in ingresso cominciare a tremare, ed il pavimento sotto di me che si muoveva.
Il terremoto. Ero sola.
Che faccio? Oddio, adesso che faccio? In questi casa dicono di correre fuori dall'edificio... Ma non posso uscire e lasciare qui i gatti. E nemmeno portarmeli entrambi.. Prendo Lilli, è qui di fronte a me: ora che trovo Lillo se deve crollare qualcosa ci uccide entrambi.
Il tempo di fare tutti questi ragionamenti, 5-6 secondi, ed il terremoto si placa.
Avevo pensato ad altre 1000 cose in quei 5-6 secondi, ma ero rimasta lì, completamente immobile, incapace di prendere una decisione, di fare qualcosa.
Appena finito mi sono precipitata a telefonare a mamma, ancora scossa (è il caso di dirlo) dall'evento.
Dopo aver riagganciato mi sono accorta che mi tremavano le gambe per lo spavento: mi sono seduta sul divano e sono scoppiata a piangere.
Non dimenticherò mai la sensazione di impotenza e terrore che ho provato col mio primo terremoto: puro panico.
Dopo quella, ho sentito scosse leggere un altro paio di volte, sempre mentre ero a letto.
Stando fermi si sente bene, anche se è un leggero movimento.
Il panico puro della prima volta non l'ho più provato: nemmeno stamattina, con la scossa più forte che abbia mai avvertito.
Ancora a letto, verso le 7.50, in quel leggero torpore che ci avvolge quando non si è ancora del tutto svegli: dei colpi netti al letto, come se qualcuno lo stesse prendendo a calci, i quadri che sbattono alle pareti, tutto trema.
Ed io lì, ancora una volta, ferma, paralizzata, ad aspettare e pregare che finisse presto, che non peggiorasse.
Il terremoto è orribile: ti rendi conto di quanto sei piccolo ed impotente, di quanto la Natura ti sovrasti, di quanto siamo insignificanti di fronte alle sue manifestazioni più violente.
[...]
Queste poche righe le ho scritte io, 3 anni fa.
I terremoti di cui scrivo sono stati nulla a confronto di quello vissuto in Abruzzo un anno fa esatto. E nonostante fossero nulla, ricordo ancora distintamente la paura, il panico, il profondo terrore che ho provato durante le scosse che avvertivo quando vivevo a Roma.
Sensazioni che non dimenticherò mai.
Io non ho perso nessuno, non ho perso niente, in quelle scosse: ci ho guadagnato solo qualche attimo di terrore.
Non riesco lontanamente ad immaginare cosa debba esser stato un anno fa, e cosa sia oggi, per chi è rimasto, vedere la propria terra ancora profondamente ferita, dilaniata, ed aggiungere la perdita di propri cari, delle proprie case, delle proprie vite.
Non riesco, non posso immaginarlo.
Ricordo, appena appresa la notizia, di aver cominciato a pensare ai nonni del mio ragazzo, abruzzesi, ed a tirare subito un sospiro nel ricordare che ormai vivevano a Roma da qualche anno e che quindi stavano bene.
Ed appena tirato il fiato ricominciare a chiedermi degli amici che vivevano a L'Aquila, carissimi amici: non siamo riusciti a sentirli subito, perché essendo medici si sono subito resi disponibili ad aiutare, e quanta paura nel non avere subito loro notizie.
Fortunatamente a tutte le persone a cui voglio bene non è successo nulla e le loro case hanno retto, ma sentirli raccontare fa ancora venire i brividi.
Avrei partecipato in ogni caso all'iniziativa di 99colombe, perché sono fatta così, ma proprio per i loro racconti, che ho nel cuore, ho partecipato ancora con più voglia e desiderio di provare ad aiutare per come potevo. Aiutare Sorelle Nurzia a risollevarsi, unendo tutti i foodblogger in una sorta di abbraccio collettivo all'Abruzzo, è una di quelle iniziative di cui sarò per sempre orgogliosa. Un tamtam prima di emozioni, poi concreto, nella mobilitazione generale di tutti quelli che volevano sentirsi utili e sapere di dare un aiuto concreto ad un'azienda storica improvvisamente in difficoltà, e non per demerito, ma per puro caso.
A Pasqua, a casa mia, abbiamo finito il pranzo con la colomba ed il torrone morbido mandorle e pistacchio di Sorelle Nurzia: il nostro pensiero è volato, è il caso di dirlo, a tutti gli abruzzesi colpiti nell'anima.
La nostra speranza è che possiate risollevarvi, con tutta la forza che la dignità e l'amore per la vostra terra vi darà.
COLOMBA CON SEMIFREDDO AL MIELE E TORRONE MANDORLA E PISTACCHIO
Ingredienti
per il semifreddo (nello stampo da plumcake corto viene una mattonella di semifreddo)
300 gr di panna
100 gr di miele delicato (io ho usato quello di acacia)
1 uovo intero
4 tuorli
torrone morbido mandorla e pistacchio Sorelle Nurzia a piacere
altro miele e torrone per terminare e decorare
per
finire il piatto
qualche fetta di colomba Sorelle Nurzia fatta a dadini
lamponi e panna a piacimento
Preparazione
Spezzate del torroncino grossolanamente e tenete da parte.
Rivestite lo stampo che volete usare con della pellicola, così da aiutarvi quando dovrete sformarlo.
Spolverizzate sul fondo grosse briciole di torrone e mettete da parte.
Foto da Scattidigusto, gentilmente concessa
In una ciotola adatta a fare il bagnomaria mettete il miele coi tuorli e l'uovo (eliminando se riuscite la pellicina del tuorlo, che è quella che dà il sapore forte di uovo
*).
Con una frustina sbattete il composto, come si procede con lo zabaione, e proseguite fino ad aver ben montato il tutto (5-7 min).
Intanto montate la panna (non deve essere troppo sostenuta, solo montata quel tanto da lasciare i picchi sollevandone un po' con le fruste elettriche).
Levate il composto di uovo e miele dal fuoco, aspettate un qualche minuto e poi versatelo sulla panna, incorporandoli mescolando dal basso verso l'alto.
Versate il composto nello stampo, chiudetegli sopra la pellicola e mettete in freezer fino al giorno seguente.
Se fate fatica a sformarlo immergete lo stampo per pochi secondi in una ciotola con acqua calda.
Porzionate e finite il semifreddo con una colata di altro miele ed altro torroncino a pezzetti.
Servite con dadini di colomba, qualche ciuffo di panna e del lamponi, o a piacere vostro.
(La colomba mangiata col semifreddo ed il lampone è davvero paradisiaca: provare per credere ;o)).
* quando aprite l'uovo separate bene il tuorlo dall'albume, senza romperlo, e poggiatelo su di un piattino. Ora con uno stuzzicadenti fate un buchino nel tuorlo, poi con pollice ed indice "pizzicate" la pellicolina che riveste il tuorlo e sollevatela, eliminandola. Questa pellicola è quella che lascia il sapore forte dell'uovo, anche nei dolci in cui di solito si mette la scorza di limone per paura che "sappia di uovo". Levando quella si leverà il forte odore, e in un prodotto delicato e fresco come il gelato, è un bell'aiuto. :)
Io avevo imparato questa cosa su cooker, ma non ci sono le foto, così vi rimando da Lory che le foto le ha fatte, e pure belle: scendete nel post e le trovate ;)